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Luciano Darderi Ansa

Che scuola ha fatto Luciano Darderi: perché deve molto alla nonna

Luciano Darderi è una delle giovani promesse del tennis italiano: i suoi ricordi d'infanzia sono legati soprattutto alla figura dell'amata nonna

Patrizia Chimera

Patrizia Chimera

GIORNALISTA PUBBLICISTA

Giornalista pubblicista, è appassionata di sostenibilità e cultura. Dopo la laurea in scienze della comunicazione ha collaborato con grandi gruppi editoriali e agenzie di comunicazione specializzandosi nella scrittura di articoli sul mondo scolastico.

Luciano Darderi è una stella del tennis moderno. Insieme a Jannik Sinner e altri giovani sportivi, sta portando in alto il nome dell’Italia nel mondo, nei tanti tornei ai quali ha partecipato. Argentino di nascita, grazie al nonno che era italiano ha ottenuto la cittadinanza del nostro Paese, scegliendo di giocare con la maglia azzurra. Qual è stata la formazione di Luciano Darderi Che bambino era e quali sono i ricordi della sua infanzia?

L’infanzia di Luciano Darderi e la sua formazione

Luciano Taddeo Darderi è nato a Villa Gesell, in Argentina, nella provincia di Buenos Aires, il 14 febbraio 2002. Suo padre è l’ex tennista Gino, che è diventato il suo coach: lo sportivo è cresciuto nella scuola tennis del papà. Ha il doppio passaporto argentino e italiano, grazie al nonno italiano, originario di Fano, in provincia di Pesaro-Urbino: è emigrato in Argentina dopo la Seconda Guerra Mondiale quando aveva 22 anni.

Luciano Darderi si è trasferito in Italia quando aveva 10 anni: dopo aver partecipato a un torneo a L’Aquila ha deciso di continuare a giocare in Europa. Ha iniziato ad allenarsi ad Arezzo e Roma, sempre con il papà a fargli da allenatore. Ha un fratello più piccolo, Vito Antonio, nato nel 2008: anche lui è una promessa del tennis. Nel nostro Paese è cresciuto e si è formato, diventando il campione che è oggi.

Il tennista si è raccontato in un articolo pubblicato dalla Gazzetta dello Sport, nel quale ha tenuto una sorta di diario e svelando alcuni ricordi di infanzia riaffiorati dopo essere tornato nel suo Paese natio: "Tornare in Argentina è un vero salto nella mia infanzia, nei primi anni in cui ho cominciato a giocare a tennis". Lui ha iniziato "a Villa Gesell, dove vivevo con la mia famiglia: i miei nonni, papà e mamma. Poi mi trasferii a Buenos Aires per potermi allenare meglio". Prima del suo arrivo in Italia, dove oggi è uno dei talenti più forti del tennis italiano, insieme a Jannik Sinner e molti altri.

Darderi e i ricordi della nonna che le pagava la scuola

Nel suo racconto al giornale sportivo, Luciano Darderi ha svelato che c’è stata una figura molto importante nella sua infanzia, alla quale deve molto. Si tratta di sua nonna che è stata preziosa per la sua formazione personale e sportiva: "Sapeva del mio sogno di diventare un giocatore professionista e mi ha sempre aiutato, di nascosto da mio nonno".

Il tennista ha svelato che la nonna gli dava tutti i soldi che aveva: "Prendeva tutta la pensione che riceveva e me la passava ogni mese in una busta: così avevo la possibilità di pagare la scuola, comprare racchette e farle incordare". Lui le ha dedicato un tatuaggio con il suo nome: "Senza di lei non sarei qui", ha svelato commosso.

"Ricordo le mattine in cui ci svegliavamo alle 6 per allenarci dalle 7 alle 8 e 30 e poi andavamo a scuola", ha poi continuato Darderi: "Io e mio fratello Vito conserviamo una bellissima foto: immersi nella nebbia, prepariamo le racchette per l’allenamento del mattino. Sono ricordi che mi porterò sempre dentro. So che mia nonna è lassù, mi guarda e tifa per me".