Che scuola ha fatto Maccio Capatonda e che titolo di studio ha
Celebre attore e regista, Maccio Capatonda è uno dei più celebri comici italiani: cosa ha studiato prima di diventare famoso e che studente era
Con la sua comicità dallo stile inconfondibile, Maccio Capatonda è uno degli attori e registi italiani più celebri. Si è fatto conoscere dal grande pubblico grazie alla sua partecipazione a programmi Tv "Mai dire Lunedì" e "Mai dire Martedì", nei quali realizzava sketch parodia con la Gialappa’s Band.
Prima di arrivare al successo, però, ha vissuto gli anni della scuola tra passioni che stavano prendendo forma e difficoltà che hanno segnato la sua adolescenza. Ma cosa ha studiato prima di diventare un comico famoso?
Cosa ha studiato Maccio Capatonda
Maccio Capatonda, pseudonimo di Marcello Macchia, è nato a Vasto (in provincia di Chieti) il 2 agosto 1978. La sua passione per il cinema è nata all’età di 7 anni, quando ha visto in sala "Ritorno al futuro": sognava di vivere nel mondo del cinema ricreando le scene dei film che amava. La prima videocamera analogica, con la quale ha iniziato a realizzare brevi cortometraggi, è arrivata all’età di 8 anni.
Cresciuto a Chieti, alle superiori si è iscritto al liceo Scientifico della città, dove ha conseguito il diploma di Maturità. È dal quinto anno del liceo che ha iniziato a scrivere in un giornalino satirico della scuola, uno dei primi spazi in cui è emerso il suo talento comico. Dopo la Maturità, si è iscritto all’Università per Stranieri di Perugia, laureandosi nel 2001 in Tecniche Pubblicitarie.
Terminati gli studi, si è trasferito a Milano per uno stage in una casa di produzione, iniziando il percorso che lo avrebbe portato a creare il personaggio di Maccio Capatonda e a diventare uno dei volti più originali della comicità italiana. A Milano ha fondato una casa di produzione insieme a Ivo Avido, nella quale ha iniziato a lavorare anche Herbert Ballerina.
Che studente era Maccio Capatonda alle superiori
Maccio Capatonda ha raccontato di aver vissuto gli anni delle superiori con un certo disagio, definendo la scuola una sorta di "prigione", anche se proprio nell’ultimo anno iniziò a esprimere la sua vena creativa scrivendo un giornalino comico per l’istituto, esperienza che gli permise di integrarsi maggiormente con i compagni. Lo ha svelato nel corso dell’intervista rilasciata a Stories, di Sky Tg24, in cui ha spiegato che studente era: "Ero uno studente svogliato, nel senso che non avevo la passione della scuola – ha iniziato a raccontare il comico -. La scuola per me era proprio una prigione totale, non trovavo nessun piacere nell’andare a scuola e sentivo proprio quest’obbligo", ha aggiunto.
Nonostante non amasse andare a scuola, complice anche la prima calvizie che lo faceva sentire a disagio in quegli anni adolescenziali, non saltava le lezioni: "Ci andavo ed ero molto lì ligio al dovere; io andavo sempre, ma di cattivo umore", ha spiegato Capatonda.
"Veramente gli anni della scuola me li ricordo proprio come anni in cui io non ero al meglio, in più in quel periodo avevo la calvizie che arrivava quindi praticamente da 14 anni fino ai 18 ho passato gli anni adolescenziali con l’incubo della perdita dei capelli, cosa che non era proprio il massimo per un adolescente che sta iniziando a frequentare l’ambito delle ragazze", ha concluso Maccio Capatonda, sottolineando come in quel periodo della sua vita l’autostima fosse bassa.