Che scuola ha fatto Mario Giordano e che titolo di studio ha
Mario Giordano è il conduttore di "Fuori dal coro", ma pochi conoscono la sua vita prima di diventare un famoso giornalista: ecco cosa ha studiato
Giornalista, conduttore televisivo e saggista italiano, Mario Giordano conduce dal 2018 il talk show di approfondimento "Fuori dal coro", in onda su Rete 4 ogni domenica.
Prima di diventare un volto noto della Tv e un affermato giornalista, è stato un giovane studente brillante, che fin da bambino aveva bene in mente quale fosse il suo lavoro dei sogni.
- Che titolo di studio ha Mario Giordano
- Il lavoro dei sogni e la Maturità di Mario Giordano
- Lo sfogo di Giordano sulla scuola in una lettera a Valditara
Che titolo di studio ha Mario Giordano
Mario Giordano è nato ad Alessandria il 19 giugno 1966. Ha frequentato le scuole elementari e medie all’istituto Carducci della sua città natale, dove ha proseguito il suo percorso di studi al liceo Scientifico Plana.
Una volta conseguito il diploma di Maturità, si è iscritto alla facoltà di Scienze Politiche presso l’Università degli Studi di Torino, dove si è laureato.
La sua formazione è stata indirizzata fin da subito verso la carriera nel giornalismo, che è iniziata al "Nostro Tempo", settimanale diocesano di Torino. Nel 1994 è passato a lavorare per "Informazione" e nel ’96 a "Il Giornale" con Vittorio Feltri. Sue sono le inchieste sui dissesti della burocrazia e dell’amministrazione e diversi libri pubblicati.
È approdato alla Tv, diventando un volto noto al pubblico, come direttore di "Studio Aperto", il tg di Italia 1 (dal novembre 2000 all’ottobre 2007). Sotto la sua direzione sono nati programmi come "Lucignolo" (a febbraio 2003) e "L’Alieno" (a novembre dello stesso anno). Dall’ottobre 2007 al 24 agosto 2009 è stato direttore de "Il Giornale", mentre dal 2018 conduce il talk show "Fuori dal coro" su Rete 4.
Il lavoro dei sogni e la Maturità di Mario Giordano
Mario Giordano aveva in mente fin da bambino cosa avrebbe voluto fare "da grande", ovvero il giornalista. Lo ha ricordato lui stesso in un post pubblicato sulla sua pagina Facebook, abbinato a una sua fotografia seduto tra i banchi delle scuole elementari che frequentava: "Mi ritorna in mente quando ero un alunno della scuola Carducci e la maestra Prati mi assegnò un tema: ‘Che cosa vuoi fare da grande?’.
‘Il giornalista’, ho scritto".
Il suo è stato quindi un percorso scolastico netto, senza deviazioni e cambi di idea a proposito del suo futuro lavoro. Per questo si è iscritto all’università di Scienze Politiche. È stato anche uno studente "modello", che è uscito alla Maturità con il massimo dei voti: 60/60, nonostante nella sua classe ci fosse una professoressa "terribile davvero", come ha raccontato in un’intervista rilasciata a Il Piccolo.
Lo sfogo di Giordano sulla scuola in una lettera a Valditara
Nel 2024, Mario Giordano ha indirizzato una lettera al ministro dell’Istruzione Valditara, pubblicata su La Verità, in occasione di un caso che ha fatto discutere relativo alla Maturità: tre studentesse di un liceo classico di Venezia avevano deciso di non sostenere l’orale della Maturità per protestare contro le numerose insufficienze ricevute dalla classe alla seconda prova di greco.
"Le scrivo per sapere se nella scuola che lei ha in mente sia prevista la promozione per gli studenti che fanno scena muta agli esami. Mi domando se questo è il ‘merito’ che lei ha voluto addirittura inserire nel nome del suo ministero. E allo stesso tempo mi domando: se uno che fa scena muta passa l’esame senza problemi, che diavolo bisogna fare per farsi bocciare? Prendere a schiaffi i commissari? Bucare loro le ruote delle auto?", ha scritto Giordano nella lettera-sfogo.
"La nostra scuola continua a cadere a pezzi. E, mi creda, cade a pezzi anche perché gli studenti possono permettersi di sfidare le commissioni d’esame senza essere puniti. Anzi, uscendone come delle vittime. O, peggio, degli eroi". Per il giornalista lo "sbaglio" stava nel non aver "fatto capire loro che le regole si possono infrangere ma non impunemente. Che l’autorità (in questo caso il prof) si può contestare, ma pagando un prezzo".
Alla lettera del giornalista ha replicato il ministro Giuseppe Valditara, precisando che le studentesse non sono rimaste senza conseguenze, poiché sono state comunque promosse con voti più bassi rispetto al loro rendimento abituale, e ribadendo l’autonomia delle commissioni d’esame. Ha inoltre spiegato che il ministero aveva avviato verifiche per chiarire la vicenda, sottolineando la necessità di garantire trasparenza e rispetto delle regole all’interno della scuola, da parte di tutti, senza che eventuali comportamenti o conflitti personali possano compromettere il percorso degli studenti.