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Massimiliano Rosolino ANSA

Che scuola ha fatto Massimiliano Rosolino, dal nuoto alla tv

L'ex nuotatore Massimiliano Rosolino oggi affianca Milly Carlucci in "Ballando con le Stelle", ma cosa ha studiato prima di diventare un campione?

Francesca Pasini

Francesca Pasini

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Content Writer laureata in Economia e Gestione delle Arti e delle Attività Culturali, vivo tra l'Italia e la Spagna. Amo le diverse sfumature dell'informazione e quelle storie di vita che parlano di luoghi, viaggi unici, cultura e lifestyle, che trasformo in parole scritte per lavoro e per passione.

Massimiliano Rosolino, ex nuotatore e pluricampione tra Olimpiadi, Campionati del Mondo, Europei e Italiani, è oggi un personaggio televisivo e co-conduttore al fianco di Milly Carlucci nella ventesima edizione di "Ballando con le Stelle" su Rai 1.

Prima di diventare il re del nuoto italiano, però, è stato anche un giovane studente che ha dovuto conciliare i tanti impegni agonistici con lo studio. Ma come ci è riuscito? E qual è stato il suo percorso di studi?

Cosa ha studiato Massimiliano Rosolino

Massimiliano Edgar Rosolino, questo il suo nome completo all’anagrafe, è nato a Napoli l’11 luglio 1978 da padre italiano, Salvatore, e da madre australiana, Carolyn Cullen. Dopo un periodo di tre anni vissuti in Australia con la famiglia (dai 3 ai 6 anni) si è ristabilito in Italia, dove ha iniziato a nuotare. La passione per questo sport, che l’ha reso campione olimpico a Sydney nel 2000 e mondiale a Fukuoka nel 2001 nei 200 metri misti (tra i tanti riconoscimenti), è sempre stata forte fin da bambino e a 16 anni l’ha portato a disputare i suoi primi campionati europei giovanili.

Dopo le scuole medie si è iscritto all’Istituto Alberghiero per diventare operatore turistico, come affermato in un’intervista rilasciata in passato ad Ateneapoli. Dopo il diploma di Maturità, ha avuto una breve esperienza universitaria: si è iscritto a 20 anni all’ISEF (l’ex Istituto Superiore di Educazione Fisica che oggi si è trasformato nel corso di laurea in Scienze Motorie), all’Aquila (dove viveva il suo allenatore dell’epoca). Ma, come ha raccontato Rosolino, la permanenza non durò molto. Il motivo? "Un po’ per i miei impegni e un po’ anche per pigrizia – ha ammesso l’ex nuotatore -. Due anni dopo ci sarebbero state le Olimpiadi ed ero consapevole di dover battere il ferro finché fosse stato caldo. Tuttavia io sono uno che crede sia possibile fare tutto, per cui probabilmente avrei potuto dare di più all’ISEF".

Ma la volontà di proseguire gli studi non si è mai assopita del tutto e dopo alcuni anni in cui si è dedicato totalmente allo sport, collezionando vittorie e medaglie in giro per il mondo, ha deciso di riprovarci iscrivendosi alla facoltà di Scienze Motorie dell’Università degli Studi di Napoli "Parthenope". "Sicuramente oggi studio con piacere, lo faccio davvero per me stesso. Ammetto di aver sempre affrontato la scuola come se si trattasse di un obbligo, mentre oggi non è più così. E poi può sembrare banale, ma meglio sapere qualcosa in più che qualcosa in meno…", aveva spiegato il campione di nuoto.

La decisione di tornare a studiare è stata presa per avverare un altro sogno: avviare una propria attività (infatti oggi è anche consulente e coach per atleti). "L’indirizzo manageriale che ho trovato a Scienze Motorie mi è sembrato l’unico che avrebbe potuto aprirmi più porte nel futuro", aveva affermato.

Oggi, tra lavoro in acqua e in Tv, con diverse esperienze all’attivo, Massimiliano Rosolino è impegnato nell’affiancare Milly Carlucci alla conduzione del programma di Rai 1 "Ballando con le Stelle 2025", che vede tra i giudici Selvaggia Lucarelli, Guillermo Mariotto, Carolyn Smith, Fabio Canino e Ivan Zazzaroni.

Il consiglio di Rosolino ai giovani

Non sono mancati alcuni consigli rivolti ai giovani che vorrebbero diventare campioni nello sport (e non solo), prendendo spunto dalla sua esperienza personale.

"Deve esserci una passione di fondo, ci si deve credere – ha spiegato Rosolino bella stessa intervista ad Ateneapoli -. Quando uno ci crede davvero capisce che lo sport può diventare un lavoro", ma mai abbandonare gli studi: "Mai abbandonare il resto perché si può fare tutto, se lo si vuole – ha aggiunto -. […] Ho sperimentato che lo sport aiuta molto lo studio, perché abitua ad ottimizzare i tempi. In due ore riesco a fare più di quanto altri fanno in tre, non perché sia più intelligente ma perché so che dopo dovrò allenarmi. Lo sport diventa uno stimolo per organizzare meglio lo studio".

Inoltre, non serve fare rinunce: "Ai tempi della scuola il giorno in cui gli altri facevano ‘filone’ io andavo a nuotare, però non era una rinuncia, era una scelta. Non ho vissuto come una rinuncia l’impegno di trascorrere le estati in piscina ad allenarmi, per me era un piacere". Anche a scuola, l’impegno a mangiare sano non era visto come un problema: ha raccontato, in un’intervista a Vanity Fair, che a scuola portava carote e mele, "quando gli altri bambini mangiavano solo merendine".

Infine, ha lanciato un messaggio per spronare i giovani studenti che aspirano alla laurea: "Perché fare in cinque anni quello che si può fare in quattro? Ragazzi, ci si deve dare una mossa, non bisogna perdere tempo".

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