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Matteo Bocelli con il padre Andrea Ansa

Che scuola ha fatto Matteo Bocelli (e le 13 note alle superiori)

Matteo Bocelli, figlio di Andrea Bocelli, ha seguito le orme del padre, diventando cantante: che scuola ha fatto e quante note ha preso alle superiori

Patrizia Chimera

Patrizia Chimera

GIORNALISTA PUBBLICISTA

Giornalista pubblicista, è appassionata di sostenibilità e cultura. Dopo la laurea in scienze della comunicazione ha collaborato con grandi gruppi editoriali e agenzie di comunicazione specializzandosi nella scrittura di articoli sul mondo scolastico.

Matteo Bocelli è il figlio secondogenito del cantante italiano Andrea Bocelli, nato nel 1997 dal primo matrimonio del tenore con Enrica Cenzatti (dalle prime nozze il cantautore italiano ha avuto anche un altro figlio, Amos, nato nel 1995, mentre dalle seconde nozze con Veronica Berti ha avuto nel 2012 Virginia). Ha seguito le orme del padre, diventando anche lui un apprezzato interprete musicale: che scuola ha fatto Matteo Bocelli e per quale motivo alle scuole superiori ha preso ben 13 note?

Che cosa ha studiato Matteo Bocelli

Matteo Bocelli, che è stato scelto tra gli artisti che si sono esibiti a Venezia in occasione del matrimonio di Jeff Bezos e Lauren Sanchez, è nato a Forte dei Marmi (Lucca) l’8 ottobre 1997: ha cominciato la sua carriera come modello, ma poi ha deciso di seguire le orme paterne, regalando al mondo intero la sua voce intensa.

Fin da bambino si è appassionato alla musica, che viveva e respirava in casa. Mentre era iscritto al liceo, ha frequentato il Conservatorio Luigi Boccherini di Lucca dove ha studiato pianoforte e a 21 anni ha firmato il suo primo contratto con una casa discografica.

Le note prese da Matteo Bocelli al liceo

In occasione di un’intervista a Vanity Fair, Matteo Bocelli ha svelato un aneddoto curioso dei tempi del liceo e, in particolare, sulle note prese alle superiori. “Il periodo delle medie e dell’adolescenza è stato il più complicato e il più confuso della mia vita: mi facevo tante domande e non sapevo esattamente dove andare”.

Che studente era? “A scuola, a differenza di mio fratello, non resistevo tanto sui libri: ero molto vivace, e questo mi portava spesso a mancare di rispetto al prossimo. Lì mio padre mi ha dato un grande insegnamento: dopo l’ennesimo episodio ha deciso di togliermi tutte le cose che contavano di più per me, il computer, l’Xbox, la televisione, tutto. Quella lezione mi è servita a diventare più obbediente e disciplinato”.

Il ricordo di Matteo Bocelli quando andava a scuola

Matteo Bocelli è nato in una famiglia famosa: suo padre è uno dei cantanti non solo più apprezzati del bel Paese, ma anche fuori dai confini nazionali. Non sempre è stato facile confrontarsi con questa realtà, come ha raccontato lui stesso durante l’intervista.

Il giovane interprete è tornato con il pensiero a quando frequentava le scuole medie: “Quando ero alle scuole medie ho capito che la realtà che vivevo insieme alla mia famiglia non era una realtà comune, perché andare in televisione e finire sulle riviste erano delle cose che non capitavano a tutti“, ha detto Matteo.

L’artista ha poi aggiunto: “Frequentare degli amici che non davano niente per scontato così come succedeva a me è stato importantissimo, perché mi ha permesso non solo di tenere i piedi per terra ma anche di provare una felicità e una serenità senza le quali oggi non potrei vivere”.

Matteo Bocelli ha anche raccontato che da bambino era “molto timido ma allo stesso tempo vivace: mi sono sempre tenuto impegnato perché ho sempre odiato restare senza fare niente anche se ricordo di aver cercato, insieme a mio fratello, di vivere la famiglia nella maniera più intima possibile”. Lo ha fatto perché “in quel periodo babbo partiva per i lunghi tour e sentivo la sua mancanza, anche se la ferita più grande era che i miei genitori erano divorziati”.

Del rapporto con i compagni di classe, ecco cosa ha detto: “Relazionarmi alle persone che avevo vicino mi ha fatto capire quanto fosse importante dare il giusto peso alle cose. È capitato che venissi criticato perché mi vedevano un ragazzo privilegiato, ma col senno di poi credo che tutto quello mi abbia fatto bene”.

Tra l’altro ora sta vivendo la stessa cosa con la più piccola di casa: “È una cosa che vivo adesso con mia sorella Virginia, visto che anche lei torna spesso a casa in lacrime per quello che le dicono i compagni. Papà la protegge, ma io sono convinto che un giorno quei ragazzini li ringrazierà così come li ho ringraziati io. Se oggi sono una persona umile lo devo all’esempio che ho ricevuto dagli amici che ho avuto al mio fianco”.

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