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L'attrice Micaela Ramazzotti Ansa

Che scuola ha fatto Micaela Ramazzotti e che titolo di studio ha

Micaela Ramazzotti è un'attrice che ha iniziato molto presto, quando aveva 13 anni, con i fotoromanzi: che scuola ha fatto e i ricordi del liceo

Patrizia Chimera

Patrizia Chimera

GIORNALISTA PUBBLICISTA

Giornalista pubblicista, è appassionata di sostenibilità e cultura. Dopo la laurea in scienze della comunicazione ha collaborato con grandi gruppi editoriali e agenzie di comunicazione specializzandosi nella scrittura di articoli sul mondo scolastico.

L’attrice Micaela Ramazzotti nel corso della sua carriera ha fatto parte del cast di film di grande successo, conquistando anche diversi riconoscimenti e premi molto importanti. Ha collaborato con registi di fama internazionale, lavorando fianco a fianco con colleghi e colleghe famosi e amatissimi da critica e grande pubblico. Che scuola ha fatto Micaela Ramazzotti e che titolo di studio ha? Ecco che studentessa era ai tempi del liceo!

Che titolo di studio ha Micaela Ramazzotti

Micaela Ramazzotti è nata a Roma il 17 gennaio 1979. Dopo le scuole medie, si è iscritta al Liceo artistico, dove ha conseguito il diploma di Maturità. Per un anno ha anche frequentato l’Accademia delle Belle Arti a Roma e ha studiato dizione. Ha iniziato la sua carriera a 13 anni con i fotoromanzi per la rivista di adolescenti Cioè, mentre a 17 anni ha fatto la sua prima apparizione al cinema ne "La via degli angeli" di Pupi Avati.

Da protagonista ha fatto il suo esordio sul grande schermo nel 1999 nel film "La prima volta" di Massimo Martella, mentre in seguito ha collaborato con Carlo Verdone, Ricky Tognazzi, Paolo Virzì, Marco Risi, Francesca Archibugi, Pupi Avati, Gabriele Muccino e molti altri ancora.

Ha due figli, Jacopo e Anna, nati dalla relazione con il regista Paolo Virzì conosciuto sul set di "Tutta la vita davanti".

Che studentessa era Micaela Ramazzotti

Nel 2025 è stata intervistata da Vanity Fair, raccontando come andava a scuola. "Ero svogliata, altalenante: se mi applicavo prendevo 9, altrimenti 4. La materia in cui andavo peggio era Matematica, me la cavavo sempre in Storia dell’arte e Architettura. Mi sono anche iscritta per un anno all’Accademia delle Belle Arti in via Ripetta… È che frequentavo il liceo artistico soprattutto per divertirmi e in classe ero un po’ una leader, per far ridere i compagni rispondevo male ai professori, lanciavo la creta nell’aula di modellazione: quanta ne è volata…".

Quando era giovane stava spesso "un passo indietro" rispetto ai coetanei, "per diverse ragioni: l’insicurezza dettata dal mio aspetto fisico, le paure che mi aveva trasmesso mia mamma…". L’attrice ha ammesso di non essersi mai avvicinata alla droga: "Quando capitava che me la offrivano, magari le pasticche in discoteca, rispondevo con una bugia: ‘Ah sì, ho già dato, grazie’. Idem con le canne. Non volevo perdermi".

Qualche bravata giovanile, però, l’ha fatta: "Col motorino mi sentivo invincibile ed ero una pazza scatenata. Solo dopo un brutto incidente – spaccai tutto, il ginocchio, punti su punti – rallentai. Suonò come un avvertimento: la vita sa essere cattiva, può anche non perdonare".

Perché i compagni di Micaela Ramazzotti la prendevano in giro

Oggi non ha più amici legati al periodo della sua adolescenza e non le dispiace, anche perché ha subito spesso delle prese in giro per il suo sogno di diventare attrice. "Avevamo programmi diversi. E poi mi prendevano in giro per i fotoromanzi su Cioè: ‘Vabbè, fai mica il cinema con Verdone'", ha svelato Micaela Ramazzotti ammettendo che ha pochi amici e li può contare sulle dita di una mano.

L’attrice non ha nostalgia di quei tempi: "Non tornerei indietro. Adoro l’età che ho, mi sento bene nei miei anni. Poi, il passato è passato. Coltivo con successo la capacità di buttarmelo alle spalle. E, per fortuna, ho spalle grosse".

Micaela Ramazzotti critica le chat di classe e il registro elettronico

Alla rivista ha anche confessato che non ha un bel rapporto con la tecnologia, criticando anche le chat dei genitori e il registro elettronico: "Che follia! Ma anche tutte queste applicazioni: Axios, Classe Viva… che ti dicono in tempo reale le assenze e i voti, sono faticose. ‘Mamma, non mi funziona l’app!’, ‘Mamma, mi mandi i compiti!’. Il troppo controllo non è mica positivo. Non c’è più nemmeno il gusto di marinare la scuola, del ‘mi beccano o non mi beccano?'".

Lei qualche volta ha saltato le lezioni ed è stata scoperta una volta per "colpa di un panino con la mortadella che voleva farci avere la mamma dell’amica con cui avevo marinato la scuola. La bidella è entrata in classe per portarcelo e noi non c’eravamo. Mia madre mi ha messa in punizione per una settimana".