Salta al contenuto
Il regista Paolo Sorrentino Ansa

Che scuola ha fatto Paolo Sorrentino e che titolo di studio ha

Paolo Sorrentino è uno dei registi italiani più amati nel mondo: che scuola ha fatto e che titolo di studio ha il premio Oscar per La Grande Bellezza

Patrizia Chimera

Patrizia Chimera

GIORNALISTA PUBBLICISTA

Giornalista pubblicista, è appassionata di sostenibilità e cultura. Dopo la laurea in scienze della comunicazione ha collaborato con grandi gruppi editoriali e agenzie di comunicazione specializzandosi nella scrittura di articoli sul mondo scolastico.

Il regista napoletano Paolo Sorrentino è una delle figure più apprezzate del cinema italiano nel mondo. Nel 2014 ha vinto il Premio Oscar per il miglior film straniero con “La Grande Bellezza” e nel corso della sua carriera ha regalato agli amanti della settima arte tantissimi film diventati iconici. Ospite di “Passa dal BSMT“, podcast condotto da Gianluca Gazzoli, si è raccontato, parlando anche della sua famiglia e dei suoi figli. Che scuola ha fatto Paolo Sorrentino e che titolo di studio ha?

Che titolo di studio ha Paolo Sorrentino

Paolo Sorrentino è nato a Napoli il 31 maggio 1970. Regista, sceneggiatore, produttore cinematografico e scrittore, è cresciuto nel quartiere Vomero. A 16 anni è rimasto orfano di entrambi i genitori, morti per avvelenamento da monossido di carbonio: il padre Salvatore era un dirigente bancario e la mamma era casalinga.

Dopo le scuole medie, Paolo Sorrentino si è iscritto al Liceo classico, dove ha conseguito il diploma di Maturità. In seguito si è iscritto alla Facoltà di di Economia e Commercio dell’Università degli Studi di Napoli Federico II, ma a 25 anni ha abbandonato gli studi universitari per dedicarsi al cinema.

Ha esordito come sceneggiatore, diventando poi famoso nel 2004 con il film “Le conseguenze dell’amore”: le sue opere diventate iconiche sono “Il divo” (2008), “La grande bellezza” (2013), “This Must Be the Place” (2011), “Youth – La giovinezza” (2015), “Loro” (2018), “È stata la mano di Dio” (2021) e “La grazia” (2025).

Paolo Sorrentino contro l’iperprotezione genitoriale

Paolo Sorrentino è stato ospite del podcast “Passa dal BSMT” di Gianluca Gazzoli. Il regista napoletano ha parlato della sua famiglia: insieme alla moglie Daniela D’Antonio ha avuto due figli, Anna e Carlo. Ed è anche nonno. Sono proprio loro a leggere le sceneggiature scritte per primi e a dare utili consigli. “Sono molto bravi, sono cresciuti con i film, sono smaliziati sull’argomento”, ha raccontato Sorrentino, svelando che spesso seguono i suggerimenti che loro gli danno.

Durante l’intervista al podcast, il regista napoletano ha criticato l’iperprotezione genitoriale, di cui ha parlato anche nel suo monologo per la serie “Call My Agent”. “Non li ho portati dappertutto a intrattenerli 24 ore su 24 come fanno le ultime generazioni di genitori”, ha raccontato, aggiungendo poi: “Non sono mai andato a prendere un figlio a una festa, dicevo se vai a una festa ti organizzi per conto tuo e torni”. Riferendosi a questa scelta educativa ha ammesso che “alla fine non so perché ma dicono che abbiamo fatto bene”.

Paolo Sorrentino e la laurea ad honorem

Nel 2015 Paolo Sorrentino è stato omaggiato con una laurea honoris causa in Filologia Moderna dall’Università Federico II di Napoli. Lo stesso regista ha raccontato di aver provato emozioni più grandi di quelle vissute in occasione della vittoria agli Oscar. Nello stesso anno ha anche ricevuto un premio onorario in Humane Letters presso l’American University of Rome.

Alla presenza di tantissime persone, tra le quali anche la moglie e i figli, ricevendo la laurea ha tenuto un discorso che ha commosso tutti, come riportato dal sito NapoliPost: “Ho fatto la cosa che mi sembrava più naturale: ho sostituito la parola speranza con la parola desiderio. L’ho fatto io come penso l’abbiano fatto tutti. Ma nella sostanze le cose sono cambiate poco”, ha svelato parlando del suo percorso artistico.

Nel suo discorso Sorrentino ha ricordato di aver sentito tante persone “a Napoli sul letto di morte, che hanno sussurrato: poi magari guarisco. E non sono guarite. Però sempre a Napoli, quando ero ragazzo, ho sentito di grazie, di miracoli, di mani che cambiano direzioni, di vite che si raddrizzano, di gente che lascia il come e dice: ho visto questo e questo. Ho sentito di fantasmi e di monacielli”. Il regista ha poi spiegato che ” la figura del monaciello in modo sotterraneo racchiude tutto ciò che m’interessa raccontare. Il monaciello è misterioso, è divertente, ma allo stesso tempo incute paura, è ridicolo ed autorevole al contempo”.

Sottolineando che molti dicono di averlo visto, ma che probabilmente non esiste, per lui rappresenta “un trucco per sopravvivere e giustificare malefatte”. Ed è questo quello che lui pensa del cinema: “Per me il cinema è il monaciello“, è “lo scarto tra lo scrittore e il lettore, tra il regista e lo spettatore. Uno prova a sbalordire, l’altro prova a farsi sbalordire. Questo è il patto segreto”.

La lectio di Sorrentino agli studenti dello IED

Il 21 ottobre 2025 il regista ha incontrato gli studenti e le studentesse dello IED di Milano e ha tenuto una lectio, durante la quale ha parlato a cuore aperto con i ragazzi e le ragazze presenti, come riportato dal Corriere della Sera. “Guardo con grande curiosità le giovani generazioni perché ho il desiderio di conoscere come si rapportano al presente e come guardano al futuro. C’è molta bellezza ed energia nei giovani e io sono curioso di incontrare il loro sguardo nel cinema e sul cinema“.

Nel suo intervento Paolo Sorrentino ha poi aggiunto: “Credo che la formazione nel cinema trovi il suo senso nel fornire ai ragazzi gli strumenti per guardare i film in profondità con il fine di trovare uno stile, una forma”. Esortando i giovani, il premio Oscar ha concluso con queste parole: “Fuori dalla scuola c’è la vita e lì si gioca la partita della sostanza. È la pratica della vita che forgia l’universo poetico e narrativo di ogni aspirante regista”.

Resta sempre aggiornato: iscriviti al nostro canale WhatsApp!