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L'atleta azzurro Pietro Sighel Ansa

Che scuola ha fatto Pietro Sighel e che titolo di studio ha

Pietro Sighel ha vinto l'oro alle Olimpiadi 2026 nella staffetta mista di short track: ecco che scuola ha fatto e quali sono i suoi sogni

Patrizia Chimera

Patrizia Chimera

GIORNALISTA PUBBLICISTA

Giornalista pubblicista, è appassionata di sostenibilità e cultura. Dopo la laurea in scienze della comunicazione ha collaborato con grandi gruppi editoriali e agenzie di comunicazione specializzandosi nella scrittura di articoli sul mondo scolastico.

Pietro Sighel è entrato nella leggenda, vincendo l’oro olimpico a Milano-Cortina 2026 e concludendo la staffetta mista di short track in modo epico, girandosi di spalle al podio per incitare il tifo di casa di fronte a una vittoria storica. Un omaggio al pubblico e non uno sbeffeggio agli avversari, come molti hanno interpretato il suo gesto. Che scuola ha fatto Pietro Sighel e che titolo di studio ha il pattinatore che ha ereditato da padre e nonno questa passione sportiva?

Che titolo di studio ha Pietro Sighel

Pietro Sighel è nato a Trento il 15 luglio 1999: suo padre è Roberto Sighel, pattinatore in pista che ha partecipato a cinque edizioni dei Giochi Olimpici e campione del mondo su pista lunga a Calgary nel 1992, mentre sua sorella maggiore è Arianna Sighel, anche lei pattinatrice. Una passione condivisa in famiglia, visto che anche il nonno Mario praticava la stessa disciplina: è stato campione dei 3000 tra gli anni Cinquanta e anni Sessanta ed è stato uno dei precursori del movimento del pattinaggio di velocità nazionale.

Sulle orme del famoso papà è cresciuto con lo Sporting Club Pergine. Dal 2019, invece, gareggia per le Fiamme Gialle. Ha iniziato a pattinare quando aveva solo 4 anni, sul lago ghiacciato di Pinè, a poca distanza da casa. Si allena spesso con la sorella maggiore di tre anni e in passato anche con il padre, che ha dispensato ai figli tanti preziosi consigli.

Dopo la licenza media, ha continuato a studiare alle scuole superiori dove ha conseguito il diploma da elettricista. Chissà se già sognava di vincere una medaglia d’oro alle Olimpiadi e, soprattutto, ai Giochi Olimpici Invernali in casa (successo condiviso con i suoi compagni di squadra, gli azzurri Elisa Confortola, Arianna Fontana, Thomas Nadalini, Luca Spechanhauser e Chiara Betti).

Tra gli idoli dell’atleta ci sono Valentino Rossi, per il suo carisma e per come ha fatto crescere il suo sport, e Max Verstappen. Non ama solo pattinare sul ghiaccio, ma adora anche il ciclismo e lo sci alpino.

Perché Pietro Sighel ha scelto di non studiare Giurisprudenza

Tra i primi ricordi che ha ce n’è uno che lo riporta indietro a quando aveva solo 3 anni: "La prima immagine che mi viene in mente è di me sul lago ghiacciato con un paio di pattini ai piedi. È stato amore a prima vista e, quando sono cominciate le gare, non c’è stato più modo e voglia di tornare indietro", ha raccontato in un’intervista a Il Foglio.

Durante la chiacchierata ha spiegato anche che in realtà sognava di diventare avvocato, ma ha scelto di abbandonare presto l’idea di prendere una laurea in Giurisprudenza per concentrarsi nello sport: "Forse in un’altra vita", ha detto ironicamente il campione olimpico, aggiungendo poi: "Anche perché, per quanto mi sarebbe piaciuto, avrei finito per prendere tutte le cause sul personale. E non va bene". Lui, infatti, è molto competitivo, ma anche molto riconoscente con chi lo ha aiutato ad arrivare sul tetto del mondo, in particolare la sua famiglia: "Crescere con persone che ti danno l’esempio e ti indicano la via è una fortuna incredibile per la quale sarò sempre riconoscente".