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L'ex calciatore Roberto Baggio Ansa

Che scuola ha fatto Roberto Baggio e che titolo di studio ha

Roberto Baggio è sicuramente uno dei calciatori più amati di tutti i tempi: scopriamo com'è diventato il campione che tutti conosciamo e ammiriamo

Patrizia Chimera

Patrizia Chimera

GIORNALISTA PUBBLICISTA

Giornalista pubblicista, è appassionata di sostenibilità e cultura. Dopo la laurea in scienze della comunicazione ha collaborato con grandi gruppi editoriali e agenzie di comunicazione specializzandosi nella scrittura di articoli sul mondo scolastico.

L’ex calciatore Roberto Baggio è uno dei più amati del mondo del pallone nostrano. Il Divin Codino, com’era soprannominato, ha compiuto delle imprese storiche sui campi da calcio, segnando un’epoca. Il vice campione del mondo nel 1994 era anche stato soprannominato Raffaello da Gianni Agnelli, per il suo stile di gioco elegante. Che scuola ha fatto Roberto Baggio e che titolo di studio ha?

Che titolo di studio ha Roberto Baggio

Roberto Baggio è nato a Caldogno, in provincia di Vicenza, il 18 febbraio 1967. È il sesto degli otto figli di Florindo Baggio e Matilde Rizzotto. Si chiama Roberto come omaggio a Boninsegna. Si è avvicinato al calcio quando era piccolissimo e per inseguire il suo sogno di diventare calciatore professionista ha interrotto gli studi a due mesi dalla fine, non conseguendo mai il diploma. Ha debuttato con la maglia del Lanerossi Vicenza e in seguito ha giocato con la Fiorentina, la Juventus, il Milan, il Bologna, l’Inter, il Brescia, prima di lasciare il calcio giocato.

L’ex calciatore italiano nel 1999 è stato inserito nella classifica dei migliori calciatori del XX secolo della rivista World Soccer, dove occupa il 16esimo posto. L’ex attaccante e centrocampista, inoltre, è all’ottavo posto della classifica FIFA dei migliori numeri dieci della storia del calcio e fa parte dal 2004 della FIFA 100, la lista dei 125 migliori calciatori in vita, redatto per il Centenario della Federazione. Baggio, presente anche nella Hall of Fame del calcio italiano e nella Walk of Fame dello sport italiano, ha vinto anche il Pallone d’oro e il FIFA World Player.

Roberto Baggio ha conosciuto la moglie Andreina alle medie

Roberto Baggio è sposato dal 1989 con Andreina: dalla loro unione sono nati tre figli (Valentina, Mattia, Leonardo). In un’intervista al Corriere della Sera, l’ex calciatore ha svelato di averla conosciuta sui banchi di scuola: "Ci conosciamo fin da bambini, abitavamo a poche centinaia di metri e frequentavamo la stessa scuola media".

L’amore è sbocciato poco prima della sua avventura con la maglia del Vicenza: "Una sera di luglio, alla vigilia del mio primo ritiro con il Vicenza, ci fermammo a parlare e le chiesi un anellino come pegno, che le avrei ridato al mio rientro. Finì proprio così. Rientrai da Recoaro, ci vedemmo, le restituii l’anellino e la sera stessa ci fidanzammo".

La moglie lo ha seguito ovunque sia andato a giocare: "Mi ha sempre fatto sentire a casa. Siamo convinti che eravamo uniti già in una vita precedente".

L’insegnamento che Baggio ha appreso dal calcio

Nel 2023, intervistato da La Gazzetta dello Sport, Roberto Baggio ha ricordato i primi calci al pallone nel campetto di Caldogno e "le sfide interminabili con i miei compagni di scuola, i cugini, gli amici. Tornavamo a casa, mangiavano un boccone al volo ed eravamo già in campo. Giocavamo tutti i santi giorni, a oltranza finché il buio o le urla dei genitori non ci costringevano a tornare a casa. Stanchi. Sfiniti…".

All’inizio giocava solo con i suoi amici, facendo anche le convocazioni: "Non avevamo scarpe da calcio, usavamo i mocassini. Chi portava il pallone giocava sempre, ma se non era bravo finiva in porta per fare meno danni. Ma in realtà era difficile capire chi fosse più bravo, cercavamo sempre di stare in squadra con quello più alto perché faceva più paura…". Lui è rimasto in contatto con quasi tutti i suoi compagni di gioco.

Il calcio gli ha insegnato molto: "Una volta ti insegnavano a essere umile, a giocare per gli altri, per la squadra. Volare alto non era concesso a nessuno. Con quegli allenatori lì, dovevi stare coi piedi per terra". Non era solo una scuola di "calci", ma anche "di vita. In piccolo c’erano tuti i valori e le regole che valgono per sempre. Per me è stato così", ha aggiunto l’ex attaccante.

Baggio bimbo "ribelle" all’asilo

Com’era da bambino il Divin Codino? La rivista IlNordEst ha raccontato di quando Baggio andava all’asilo: aveva solo 3 anni ma è stato rimandato a casa. La mamma aveva deciso di portarlo alla scuola materna per imparare a stare in gruppo. Lui però non amava l’idea di dover stare dopo pranzo su una brandina a far finta di dormire: lui voleva giocare e basta. Vista la sua resistenza a questa "regola", il piccolo Roberto è stato rimandato a casa. Aveva solo 3 anni, ma le idee già chiare ed era già un "fenomeno".

Cesare Metterle, il suo primo Presidente che lo ha tesserato a 12 anni, ha raccontato: "Era sempre in cortile a giocare a pallone. E che stecche tirava! A 4 anni, calciava già come uno di 10…". Il figlio Massimo, che giocava con lui negli infiniti pomeriggi tra amichetti, ha ricordato, invece, che era "troppo bravo! Quando giocavamo le partite, decidevamo prima che i suoi gol non contavano nel punteggio".