Che scuola ha fatto Rudy Zerbi e che titolo di studio ha
Prima di diventare un celebre insegnante di "Amici" di Maria De Filippi, Rudy Zerbi ha studiato e si è laureato, ma secondo progetti di vita diversi
Speaker radiofonico, critico musicale e DJ, ma soprattutto uno dei professori più amati della celebre scuola di “Amici“, oltre che giudice di Tu Sì Que Vales“, Rudy Zerbi ha una lunga carriera nel mondo musicale e televisivo, ma pochi conoscono il suo passato: prima di diventare famoso, infatti, ha intrapreso degli studi che non avevano nulla a che fare con i il percorso lavorativo che ha sviluppato nel corso della sua vita.
Cosa ha studiato Rudy Zerbi
Rodolfo Zerbi, questo il suo nome all’anagrafe, è nato a Lodi il 3 febbraio 1969, figlio naturale del celebre presentatore televisivo Davide Mengacci. Fin da giovanissimo ha coltivato una forte passione per la musica, diventando disc jockey nella discoteca Covo di Nord Est e presso Radio Tigullio, dopo essersi trasferito a Santa Margherita Ligure.
Ha frequentato il liceo linguistico a Rapallo, dove ha conseguito il diploma di Maturità, e in seguito si è iscritto all’università. Si è infatti trasferito a Milano per studiare Giurisprudenza alla Statale, dove si è laureato.
Al termine degli studi e dopo alcune esperienze radiofoniche, ha iniziato l’attività di talent scout e produttore discografico alla Sony Music, ma ha iniziato a diventare famoso grazie alle sue ironiche interviste a vari artisti internazionali e alle collaborazioni radiofoniche e televisive con la Gialappa’s Band. Ma a consacrarlo sul piccolo schermo è stato l’inizio della collaborazione con Maria de Filippi nel programma “Amici“, dove riveste il ruolo di insegnante dal 2009.
Di cosa hanno bisogno i giovani secondo Rudy Zerbi
Proprio il ruolo di professore nello storico programma televisivo di Canale 5 ha porta Rudy Zerbi a confrontarsi quotidianamente con i giovani e i loro mondi interiori. In un’intervista a D – la Repubblica, ha svelato di cosa avrebbero bisogno i ragazzi e le ragazze al giorno d’oggi secondo lui: “Di verità. E non importa se è brutta, basta che sia autentica”, ha spiegato. “Il punto è che noi passiamo la vita a sceneggiare un romanzo, a raccontare loro una realtà parallela, ponendoci come dei supereroi infallibili che agiscono sempre per il loro bene”. Invece ci sbagliamo, “e quando poi le scoprono perdono la fiducia in noi, smettono di guardarci come un punto di riferimento perché, giustamente, si sentono traditi, presi in giro”.
E a proposito dei genitori iper-protettivi con i figli, ha spiegato che pensare di mentire per proteggerli è sbagliato: “La verità è che stanno provando a proteggere solo loro stessi, nascondendosi dietro un dito”, ha aggiunto.
Il conduttore ha espresso la propria opinione anche in merito all’avvento dei social network, chiarendo che non li bandirebbe, ma punterebbe a un cambio di approccio da parte dei genitori: “Se mai ci fosse un referendum per bandirli in Italia, io voterei contro. Penso che si tratti di una misura antistorica e un po’ ipocrita perché demandiamo a una legge quello che invece dovremmo fare noi: educarli“.
Infatti, se da un lato è vero che i social nascondono spesso dei pericoli, è anche vero che è compito dei genitori e degli insegnanti spiegare ai giovani come muoversi e orientarsi. “Fargli capire, per esempio, che non possono credere a tutto quello che viene postato, e aiutarli a sviluppare uno spirito critico”, ha concluso Zerbi.
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