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Sabrina Ferilli ANSA

Che scuola ha fatto Sabrina Ferilli e che titolo di studio ha

Sabrina Ferilli è nell'immancabile giuria del programma Tv "Tú sí que vales", ma cosa ha studiato e che scuola ha fatto prima del suo successo?

Francesca Pasini

Francesca Pasini

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Content Writer laureata in Economia e Gestione delle Arti e delle Attività Culturali, vivo tra l'Italia e la Spagna. Amo le diverse sfumature dell'informazione e quelle storie di vita che parlano di luoghi, viaggi unici, cultura e lifestyle, che trasformo in parole scritte per lavoro e per passione.

Celebre attrice e conduttrice, Sabrina Ferilli è nella giuria popolare di "Tú sí que vales", il seguitissimo programma Tv di Maria De Filippi su Canale 5. Se conosciamo i suoi successi nel mondo cinematografico e televisivo, però, pochi conoscono la sua vita prima del successo: ecco cosa ha studiato e cosa ha fatto Sabrina Ferilli prima di intraprendere la carriera da attrice.

Cosa ha studiato Sabrina Ferilli

Sabrina Ferilli è nata a Roma il 28 giugno 1964 da una famiglia umile composta dal padre Giuliano, dirigente del Partito Comunista Italiano, dalla madre Ida Fatigati, casalinga, dalla sorella e dal fratello. È cresciuta a Fiano Romano, in provincia di Roma, dove ha studiato alle scuole elementari e medie. Alle superiori, invece, si è iscritta al liceo Classico Orazio della Capitale, dove si è diplomata alla Maturità.

Com’era da studentessa? Lo ha svelato lei stessa in un’intervista a Grazia: "Ero nella media, ma ho sempre studiato. I nostri genitori ci hanno dato la possibilità di studiare e di riscattarci ognuno rispetto alle proprie aspirazioni", ha sottolineato l’attrice romana.

È uscita di casa a 19 anni e non ha proseguito con gli studi universitari, per concentrarsi invece sul sogno di diventare attrice: ha infatti tentato, ma senza successo, di entrare al Centro sperimentale di cinematografia di Roma. Ma questa "sconfitta" non l’ha fatta desistere: ha iniziato a recitare in parti secondarie alla fine degli Anni Ottanta, iniziando a farsi conoscere e a dimostrare il suo talento, che man mano l’ha portata alle grandi produzioni cinematografiche che l’hanno resa celebre, fino ad approdare anche in teatro e in televisione (ricordiamo che ha ottenuto diversi riconoscimenti, tra cui un David di Donatello speciale, un Globo d’oro, sette Nastri d’argento, sei Ciak d’oro e tre Premi Flaiano).

I primi lavori e l’importanza della cultura

"Mio padre aveva uno stipendio bassissimo, ma è riuscito a farci studiare. Per lui era quella la via del riscatto sociale ed economico", ha raccontato Ferilli. Fuori casa fin dai 19 anni, terminato il liceo, viveva in un piccolo appartamento che divideva con due amiche e per mantenersi lavorava come centralinista e poi come archivista in una ditta di pulizie.

"Mia sorella, mio fratello e io sin da subito siamo stati liberi, accontentandoci e dividendoci quel che guadagnavamo", ha aggiunto, spiegando che questo è stato il passaggio più importante della sua vita: "I miei genitori potevano sembrare troppo rigidi, invece sono stati straordinari. Vivevamo da soli, se si rompeva il tubo del rubinetto chiamavamo noi l’idraulico, pagavamo, ci indebitavamo. Tutto questo ci ha aiutato a crescere".

Una maturità raggiunta fin da giovane anche grazie all’importanza data dalla sua famiglia alla cultura: "Sono cresciuta leggendo quattro o cinque quotidiani, in famiglia si commentava tutto ciò che succedeva nel mondo. Mio padre, Giuliano, era un dirigente del Partito comunista. I soldi erano pochi, ma sapevamo che la conoscenza era importante". A proposito della conoscenza che porta a comprendere meglio la società in cui si vive, ha concluso: "Erano i problemi della società, del Paese e quindi sicuramente anche nostri. Una famiglia che non fa questo già fa danni".

Il sogno di una laurea per Sabrina Ferilli

Non è mai troppo tardi per sognare di tornare sui libri: in un’intervista rilasciata a Vanity Fair, l’attrice ha dichiarato che si iscriverebbe all’università. In quale facoltà? "Mi iscriverei a Giurisprudenza. Ho fatto il classico e dei corsi para universitari di logopedia, ma vorrei la laurea", ha spiegato.

E a proposito di scuola, ha espresso il suo parere: "L’Italia ha livelli di analfabetismo e di abbandono scolastico preoccupanti […]. Se non coltivi le nuove generazioni, la cultura, come fai a far crescere il Paese?", ha chiosato.

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