Che scuola ha fatto Sigfrido Ranucci, conduttore di Report
Conduttore di lunga data di "Report", su Rai 3, Sigfrido Ranucci è un importante giornalista d'inchiesta: cosa ha studiato prima di diventare famoso
Giornalista, autore e conduttore televisivo italiano, Sigfrido Ranucci è il volto della trasmissione "Report" dal 2017. Lavora in Rai fin dagli Anni ’90, ma prima di diventare famoso in Tv ha fatto la cosiddetta "gavetta", costruendo passo dopo passo la sua carriera.
Il cammino verso il mondo del giornalismo, però, non è stato sempre privo di ostacoli: lui stesso ha raccontato infatti di esser stato "bocciato" a dei corsi in un’università italiana. Il suo percorso dimostra come determinazione e perseveranza possano fare la differenza. Ecco cosa ha studiato prima di diventare giornalista.
- Che titolo di studio ha Sigfrido Ranucci
- La bocciatura di Sigfrido Ranucci al corso di giornalismo
- I rischi del digitale per i giovani: il pensiero di Ranucci
Che titolo di studio ha Sigfrido Ranucci
Sigfrido Ranucci è nato a Roma il 24 agosto 1961. Non si conoscono i dettagli sulle scuole medie e superiori frequentate dal giornalista, ma sappiamo che si è laureato in Lettere all’Università "La Sapienza" di Roma. Una formazione umanistica che ha contribuito a sviluppare il suo approccio analitico e narrativo, elementi oggi centrali nel suo modo di fare giornalismo d’inchiesta.
Terminati gli studi, si è dedicato a costruire la propria carriera, iniziando a lavorare a Paese Sera, mentre nel 1989 è approdato al TG3 dove si è occupato di cronaca, attualità e sport.
La bocciatura di Sigfrido Ranucci al corso di giornalismo
L’ormai storica conduzione di "Report" di Ranucci arriva dopo la sua cosiddetta "gavetta": "Ho iniziato al Tg3 come precario assistente al programma – ha raccontato in un’intervista rilasciata a Oggi – Ho fatto tutto il percorso, e sono arrivato alla conduzione del programma di inchiesta più importante che c’è in Italia. Penso di essere un caso unico", ha commentato.
Ma prima ancora di entrare nel mondo del giornalismo d’inchiesta, ha raccontato di aver provato ad accedere nei corsi di giornalismo della Luiss, ma senza esito: "Mi bocciarono, dissero che non ero adatto a fare il giornalista", ha raccontato. Un episodio che mostra come anche i percorsi più solidi possano partire da rifiuti e difficoltà iniziali.
I rischi del digitale per i giovani: il pensiero di Ranucci
Ranucci è anche autore del libro per ragazzi "Navigare senza paura", che è una guida scritta a quattro mani con suo figlio: "Per la prima volta nella storia dell’umanità, noi abbiamo i giovani che possono insegnare qualcosa ai ‘vecchi’, come la tecnologia e il digitale, ma non conoscono tutti i rischi del digitale e dove invece gli anziani possono aiutarli perché quei rischi, tipo le fake news, non nascono con il digitale ma al di fuori", ha dichiarato Ranucci in un’videointervista rilasciata a IlPuntoNews nel 2026.
In un mondo in cui per i giovani la realtà virtuale sempre più spesso si confonde con quella vera, il ruolo degli insegnanti e dei genitori è fondamentale, secondo il giornalista: "Serve per aiutare i ragazzi ad orientarsi in questo che è un campo avvelenato", ha spiegato Ranucci, aggiungendo che il libro è destinato non solo ai ragazzi, ma anche a chi sta attorno a loro. "Il libro è scritto in maniera modulare, dove ci sono delle storie che sono molto vicine ai ragazzi, ma c’è una cornice che aiuta insegnanti e genitori a capire qual è il contesto in cui si muovono i figli".