Che scuola ha fatto Silvio Baldini, ct dell'Italia post Gattuso
Silvio Baldini è il nuovo ct ad interim della Nazionale Italiana, dopo le dimissioni di Gattuso: chi è e com'è diventato l'allenatore che è oggi
Silvio Baldini è il nuovo commissario tecnico della Nazionale Italiana: ha preso il posto di Gennaro Gattuso, dopo la débâcle che ha portato all’ennesima esclusione degli azzurri da una competizione calcistica internazionale importante come i Mondiali di Calcio del 2026. Sarà un allenatore "ad interim", come ha precisato lui stesso, per traghettare la squadra verso la nomina del prossimo ct dell’Italia, per un paio di partite. Che scuola ha fatto Silvio Baldini e che titolo di studio ha?
Che titolo di studio ha Silvio Baldini
Silvio Baldini è nato a Massa, in Toscana, l’11 settembre 1958. L’allenatore di calcio, commissario tecnico della nazionale under 21 italiana e ad intermin della nazionale maggiore, si è prima diplomato al Liceo scientifico e poi ha frequentato a Firenze l’Isef, l’Istituto Superiore di Educazione Fisica che oggi è diventato Scienze Motorie, una facoltà universitaria.
Dopo una breve parentesi come calciatore dilettante (uno dei suoi allenatori è stato il padre del portiere Gianluigi Buffon), ha iniziato a 26 anni ad allenare una squadra di seconda categoria, il Bagnone, per continuare poi in Serie C e debuttando in Serie B, con il Chievo. Ha allenato il Brescia e l’Empoli, conquistando il campionato maggiore con quest’ultima squadra nella stagione 2001-2002. In Serie A ha allenato anche il Parma, il Lecce e il Catania.
Nel 2025 è stato scelto come commissario tecnico della nazionale under 21 italiana, mentre dopo le dimissioni di Gennaro Gattuso è stato nominato ct ad interim dell’Italia, per le amichevoli contro Lussemburgo e Grecia. Gran parte degli azzurri convocati per questi match provengono dall’under 21. Tra i veterani, invece, figura Gianluigi Donnarumma che ha dato subito la sua disponibilità al nuovo mister.
Silvio Baldini e gli insegnamenti del padre
Nel 2018 Silvio Baldini è stato intervistato dal Corriere della Sera. Questa è stata l’occasione per raccontare che lui affronta "la vita con grinta ma leggerezza", proprio come faceva suo padre Valentino, che lavorava come cavatore. "Ogni giorno si faceva quattro ore di cammino per andare in cava", ha spiegato il ct della Nazionale Italiana.
Baldini, oggi alla guida degli azzurri, ha svelato che il padre gli ha insegnato tante cose: "La più importante è l’amore verso gli altri. Da bambino mi raccontava che, braccato dai nazisti, scappava insieme a un cieco. Faceva freddo e si rifugiarono in un canale ghiacciato per riscaldarsi, si abbracciarono, credevano di morire ma lui in quell’abbraccio ci vide quello di sua madre e si fece coraggio. Quel gesto sconfisse la paura. Si salvarono". Questo insegnamento lui lo mette in pratica nella vita e nello sport.
I valori che Silvio Baldini trasmette ai suoi giocatori
In quella stessa intervista Silvio Baldini aveva aggiunto: "Ai miei giocatori voglio bene come figli e mi farei ammazzare per difenderli". Sono tanti i valori che cerca di trasmettere ai suoi giocatori, come ha raccontato a La Repubblica dopo la nomina a ct ad interim della Nazionale Italiana.
"Non abbiamo guardato nulla del Lussemburgo per non mettere pressione ai ragazzi, devono giocare liberi. Non è mancanza di rispetto per gli avversari. Voglio che i ragazzi abbiano coraggio e libertà di esprimersi. Sono il futuro del calcio", ha raccontato l’allenatore, sottolineando che "meritavano in questo percorso iniziato dalle Under di arrivare alla Nazionale maggiore. Voglio dire a loro: siate orgogliosi. Si sono allenati col cuore, con la testa e con l’emozione di rappresentare un popolo".
Durante questa intervista il ct della Nazionale Italiana ha anche confessato com’è il suo approccio da allenatore: "Cerco di fare calcio con passione, ho rinunciato a guadagnare. Sono valori trasmessi alla mia famiglia e ai giocatori. Quando li alleno, cerco di nutrirli di questi sentimenti. A un ragazzo in questi giorni, e lui si è emozionato, ho detto: ‘Penso che qui a Coverciano siate stati portati dai vostri genitori, che mi hanno detto ‘Mister, glielo lascio, lo aiuti a migliorare e a diventare una brava persona’".