Che scuola ha fatto Silvio Berlusconi: che titolo di studio aveva
Silvio Berlusconi è stato un imprenditore e un politico italiano: quando è stato premier sono state approvate diverse riforme sulla scuola
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Silvio Berlusconi è stato un imprenditore e politico italiano. Ha contribuito alla nascita e alla diffusione delle televisioni private, ma è anche stato per diversi mandati presidente del Consiglio dei ministri. Durante i suoi governi sono state approvate diverse riforme e misure che hanno riguardato il sistema scolastico italiano. Che scuola ha fatto Silvio Berlusconi e che titolo di studio aveva?
Che titolo di studio ha Silvio Berlusconi
Silvio Berlusconi è nato a Milano, nel quartiere Isola, il 29 settembre 1936 ed è morto sempre nel capoluogo lombardo il 12 giugno 2023. La sua è una famiglia della piccola borghesia: il padre Luigi era un impiegato di Banca, mentre la madre Rosa Bossi era una segretaria alla Pirelli. Durante la guerra, ha vissuto a Saronno con la famiglia, mentre durante l’occupazione nazista insieme alla madre e alla sorella Maria Antonietta andò a rifugiarsi nel Comasco, rientrando poi a Milano a guerra finita.
Nel 1954 Silvio Berlusconi ha conseguito la maturità classica presso il liceo salesiano Sant’Ambrogio di Milano. In seguito, si è iscritto alla facoltà di Giurisprudenza presso l’Università degli Studi di Milano, trascorrendo anche un periodo di studio alla Sorbona di Parigi. Si è laureato nel 1961 in Giurisprudenza con 110/110: ha discusso una tesi in diritto commerciale, dal titolo "Il contratto di pubblicità per inserzione".
Imprenditore e politico italiano, è stato quattro volte presidente del Consiglio dei ministri e ha fondato il gruppo Fininvest e il partito Forza Italia.
Silvio Berlusconi ha avuto cinque figli: Marina e Pier Silvio sono nati rispettivamente nel 1966 e nel 1969 dal matrimonio con Carla Elvira Lucia Dall’Oglio, mentre Barbara (1984), Eleonora (1986) e Luigi (1988) sono nati dalla relazione con l’attrice Veronica Lario.
Silvio Berlusconi e la laurea honoris causa
Nel 1991 Silvio Berlusconi ha ricevuto una laurea honoris causa in Ingegneria gestionale dall’Università della Calabria. La cerimonia di conferimento si è svolta presso il campus dell’ateneo di Arcavacata di Rende, in provincia di Cosenza, alla presenza delle autorità universitarie e di studenti e studentesse.
L’ateneo motivò il riconoscimento con le sue attività imprenditoriali nei settori della televisione, della pubblicità, dell’edilizia, delle assicurazioni, del cinema e della grande distribuzione, oltre che per il contributo alla scienza economico-manageriale
Dopo gli interventi del rettore dell’epoca, Giuseppe Frega, del preside della facoltà di Ingegneria, Jacques Guenot, e dei professori Francesco Del Monte e Antonio Borghesi, Silvio Berlusconi tenne una lectio magistralis sulla sua attività imprenditoriale nel mondo della televisione, facendo riferimento alle potenzialità della Calabria e dei suoi giovani. Ha invitato tutti a "rifuggire dal pessimismo".
Le riforme sulla scuola dei Governi Berlusconi
Silvio Berlusconi è stato presidente del Consiglio dei ministri dall’11 maggio 1994 al 16 gennaio 1995, dall’11 giugno 2001 al 17 maggio 2006, dall’8 maggio 2008 al 16 novembre 2011. Durante i suoi mandati sono state diverse le riforme introdotte nel sistema scolastico italiano.
Nel 2003 l’allora ministro dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca, Letizia Moratti, ha proposto una riforma che ha ridefinito l’ordinamento scolastico italiano, dalla scuola dell’infanzia alle superiori, cancellando la riforma di Berlinguer. La Legge n. 53 del 28 marzo 2003 prevedeva, in via sperimentale e secondo criteri di gradualità, la possibilità di iscrivere alla scuola dell’infanzia i bambini che compivano 3 anni entro il 30 aprile dell’anno scolastico di riferimento.
Inoltre, ha definito il ciclo primario di studi, formato dalla scuola primaria (con accesso anticipato a 5 anni e mezzo per chi compiva 6 anni entro il 30 aprile dell’anno scolastico di riferimento) e dalla scuola secondaria di primo grado. La riforma ha puntato sull’introduzione precoce dell’inglese e del computer già nei primi anni delle elementari, introducendo anche la possibilità di conseguire parte del percorso del secondo ciclo attraverso l’alternanza scuola-lavoro.
Con la Legge n. 133 del 6 agosto 2008, invece, è stata approvata la riforma del ministro Maria Stella Gelmini, che ha di fatto modificato quella proposta da Letizia Moratti. Tra le novità introdotte possiamo citare l’introduzione dell’insegnamento di Cittadinanza e Costituzione, la reintroduzione della figura del maestro unico con un orario di 24 ore settimanali nella scuola primaria, il ritorno della valutazione in decimi nel primo ciclo di studi e la riduzione del monte orario nella scuola secondaria di primo grado.
Sono state inoltre introdotte le prove Invalsi di italiano e matematica nell’esame di Stato conclusivo del primo ciclo, ridotte le ore di insegnamento negli istituti tecnici e professionali e reintrodotto il voto di condotta, che concorreva alla valutazione complessiva degli studenti. Nella scuola secondaria di secondo grado è stato inoltre previsto un unico voto per storia e geografia e per le scienze naturali, mentre l’insegnamento dell’inglese è stato reso obbligatorio nell’intero quinquennio.
Il riordino ha infine interessato licei, istituti tecnici e istituti professionali, con una nuova organizzazione dei relativi percorsi di studio.