Che scuola ha fatto Taylor Swift: Montessori e bullismo al liceo
In un documentario, la pop star statunitense Taylor Swift si è raccontata: ecco che scuola ha fatto e gli episodi di bullismo quando andava al liceo
Taylor Swift è una pop star americana che ha infranto ogni record: il suo caso, così come il suo linguaggio, viene anche studiato all’Università. A proposito di studi, qual è la formazione scolastica della cantante originaria della Pennsylvania? Scopriamo insieme che scuola ha fatto Taylor Swift e che titolo di studio ha la regina del pop, ma anche i suoi ricordi, non sempre piacevole, dei tempi in cui era una studentessa.
Che titolo di studio ha Taylor Swift
Taylor Alison Swift è nata a West Reading, in Pennsylvania, il 13 dicembre 1989. Il padre, Scott Kingsley Swift (1952), è un ex agente di cambio di Merrill Lynch, mentre la madre è Andrea Gardner Finlay (1958), casalinga, figlia della cantante d’opera e personalità della TV americana Marjorie Finlay. Ha antiche origini italiane e tedesche: un suo trisavolo materno era originario di Castelnuovo Cilento, in provincia di Salerno.
Insieme al fratello Austin Kingsley, Taylor Swift è cresciuta in una fattoria. Ha frequentato un asilo montessoriano. Quando aveva 14 anni Taylor Swift si è trasferita con la famiglia Hendersonville, vicino Nashville, capitale della musica country. Qui ha frequentato la Hendersonville High School, per poi concludere gli studi a casa con il programma della Aaron Academy, una scuola privata cattolica, così da conciliare la sua carriera musicale che è nata proprio all’epoca. Come riportato dal Corriere della Sera, il suo insegnante del tempo l’ha ricordata come “un piccolo raggio di sole che rimbalzava ovunque”.
A soli 6 anni si è appassionata alla musica country, ascoltando per la prima volta George Strait, gli Alabama e Dolly Parton. La sua prima passione, però, è la poesia. A Rolling Stone ha raccontato: “La poesia è ciò che mi ha trasformata in una cantautrice”.
La cantante e produttrice discografica è oggi una delle figure di riferimento per la musica country e pop: nell’era digitale è una degli artisti di maggior successo in ambito musicale. Nel 2023 è stata anche eletta come persona dell’anno da Time: è la prima intrattenitrice nella storia a ottenere tale riconoscimento.
Taylor Swift vittima di bullismo a scuola
Come emerso dal documentario “Taylor Swift: The Eras Tour”, uscito il 12 dicembre 2025 su Disney+, Taylor Swift ai tempi del liceo è stata presa di mira da alcune compagne di scuola, perché aveva un’aria da “brava ragazza” e anche per la sua passione per la musica country.
I compagni erano indifferenti di fronte ai suoi sogni di diventare famosa, anche perché chi viveva a Nashville era solito confrontarsi con situazioni di questo tipo. Gli altri studenti erano diffidenti verso i suoi abiti firmati Abercrombie & Fitch e verso l’auto che guidava e che si era comprata a 16 anni per celebrare il primo contratto importante con una casa discografica.
Perché Taylor Swift si studia all’Università
Taylor Swift negli anni, a partire dal liceo, quando ha scritto la sua canzone di debutto durante le lezioni di matematica, è diventata un’icona. Ha conquistato tutti quanti, scalando le classifiche musicali internazionali. Il suo “caso” è così celebre e particolare da aver ottenuto un corso all’interno del Dipartimento di Inglese dell’Università di Harvard. Nel seminario intitolato “Taylor Swift e il suo mondo” si è affrontato il tema della sua influenza culturale.
Già altre università statunitensi hanno dedicato delle ore di lezione a questo fenomeno, come ad esempio il Berklee College of Music di Boston, l’Università della Florida, l’Università della California e la Stanford University. E anche in Italia il suo caso non è passato inosservato.
All’Università di Bologna, infatti, nel corso di Filologia, per un progetto con le scuole superiori, si è parlato del linguaggio di Taylor Swift. L’obiettivo era quello di “avvicinare i ragazzi delle superiori ai temi della filologia”. Il lavoro ha coinvolto alcuni studenti del Liceo Copernico e dell’Istituto Paradisi di Bologna e faceva parte dell’alternanza scuo.a-lavoro.
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