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L'attrice Virginia Raffaele Ansa

Che scuola ha fatto Virginia Raffaele e che titolo di studio ha

Virginia Raffaele è una bravissima attrice, comica e imitatrice italiana: ecco che scuola ha fatto e che ricordi ha di quando era una studentessa

Patrizia Chimera

Patrizia Chimera

GIORNALISTA PUBBLICISTA

Giornalista pubblicista, è appassionata di sostenibilità e cultura. Dopo la laurea in scienze della comunicazione ha collaborato con grandi gruppi editoriali e agenzie di comunicazione specializzandosi nella scrittura di articoli sul mondo scolastico.

Virginia Raffaele è un’attrice amatissima dal grande pubblico. Comica e imitatrice, ci ha regalato ruoli molto emozionanti sul grande schermo, dando dimostrazione del suo talento di recitazione in diversi personaggi che ci hanno fatto commuovere, sorridere o ci hanno fatto riflettere. Carlo Conti l’ha scelta come ospite per l’edizione 2026 del Festival di Sanremo, dove è già stata protagonista in passato. Che scuola ha fatto Virginia Raffaele e che titolo di studio ha?

Che titolo di studio ha Virginia Raffaele

Virginia Raffaele è nata a Roma il 27 settembre 1980: l’attrice di cinema, teatro e televisione, ha ottenuto tantissimi premi e riconoscimenti nella sua carriera. Arriva da una famiglia circense: sua nonna era un’acrobata amazzone, che con i fratelli si esibiva nel circo Preziotti, dal nome del nonno che aveva scelto di abbandonare la ricca e nobile famiglia originaria di Fermo per unirsi alla carovana circense. Il padre, invece, è originario della Calabria. La sua famiglia ha anche fondato il Luna Park dell’Eur di Roma, dove lei è cresciuta.

Ha frequentato il Liceo artistico a Tor Marancia, borgata di Roma Sud. Si era anche iscritta all’Accademia di Belle Arti, optando per l’indirizzo scenografia, ma, come raccontato alla rivista Sette del Corriere della Sera, "proprio quando stavano per cominciare le lezioni, mi chiamarono per una mini-parte nel Plautus con Carlo Croccolo. Scelsi di andare in tournée".

Ha conseguito un diploma presso l’Accademia Teatrale Europea del Teatro Integrato Internazionale diretta da Mariagiovanna Rosati Hansen e ha studiato danza classica e moderna all’Accademia Nazionale di Danza.

Carlo Conti l’ha chiamata come ospite della terza serata del Festival di Sanremo 2026, insieme a Fabio De Luigi. Era già stata sul palco dell’Ariston, sempre alla presenza del conduttore Rai, proponendo un’imitazione di Ornella Vanoni. L’anno seguente Carlo Conti l’aveva voluta come co-conduttrice per la 66esima edizione della kermesse canora, insieme a Gabriel Garko e Madalina Ghenea. È tornata come ospite anche nel 2017 e come co-conduttrice nel 2019, affianco a Claudio Baglioni e Claudio Bisio.

Virginia Raffaele nei panni di una vicepreside al cinema

Nel film "Un mondo a parte" di Riccardo Milani Virginia Raffaele veste i panni di una vicepreside, al fianco del maestro Antonio Albanese che dalla città va a insegnare in montagna. A Iodonna ha raccontato quello che succede nel film, quando si viene a sapere che la piccola scuola del paese deve chiudere per mancanza di iscrizioni: "Succede che per la comunità la scuola è centrale, se chiude vuol dire che chiude l’intero paese. E la gente non ci sta. C’è un forte messaggio di partecipazione, di senso civico".

Per il suo personaggio "è anche una battaglia personale: è cresciuta in un borgo che dopo la chiusura della scuola è stato abbandonato e non vuole che la storia si ripeta. Le è rimasta dentro questa cosa".

I ricordi di scuola di Virginia Raffaele

In un’intervista a Il Fatto Quotidiano, Virginia Raffaele ha raccontato che studentessa è stata: "A scuola ero la compagnona, la buffona, quella che stava simpatica a tutti. L’amica preferita dei maschi. Non ho mai avuto corteggiatori accaniti. All’epoca mi sentivo un Gremlin. Ero strana, buffa, con ‘ste gambe lunghe, il corpo piccolo, l’apparecchio, gli occhiali".

Per lei ‘"l’adolescenza è stato un periodo dominato dall’inadeguatezza fisica, un’era di malinconie feroci". Quando i suoi compagni andavano in vacanza, come raccontato in altre interviste, lei rimaneva a Roma, per lavorare nel luna park dei genitori, ma non le pesava affatto.

Sempre nell’intervista a Iodonna, Virginia Raffaele ha ricordato i tempi del liceo artistico: "Mi piaceva tantissimo. Durante il lockdown ho riscoperto la passione per il disegno. Ho ripreso in mano l’album e ho contattato il mio professore di allora, Bernardini, che mi ha dato dei consigli utili. In Samusà il fondale iniziale è realizzato con i miei disegni, ci sono i ricordi delle giostre. Questo mestiere è un prisma, è bello quando unisci i linguaggi: la danza, il canto, la clownerie, il mimo. E, appunto, il disegno".