Chi è Tara Dragaš, ginnasta azzurra esclusa dalla Maturità: sfogo
La ginnasta azzurra Tara Dragaš, mentre era impegnata in una competizione internazionale, ha scoperto di non essere stata ammessa alla Maturità
La ginnasta Tara Dragaš si è sfogata sui social, dopo aver scoperto di non essere stata ammessa all’esame di Maturità. L’atleta azzurra si è lamentata per il trattamento che è stato riservato non solo a lei, ma anche ad altri studenti e studentesse la cui domanda di ammissione non è stata accolta dalla commissione. Chi è Tara Dragaš, che scuola sta frequentando e per quale motivo i professori hanno deciso di escludere la ginnasta azzurra dalla Maturità?
Lo sfogo di Tara Dragaš, non ammessa alla Maturità
Tara Dragaš sui suoi social ha commentato l’esclusione dall’esame di Maturità. La ginnasta azzurra delle Fiamme Oro e dell’Asu Udine, settima alla palla agli Europei di ginnastica ritmica in Bulgaria, ha esternato online tutta la sua delusione e la sua amarezza per il trattamento che le è stato riservato.
"Mentre ero impegnata a rappresentare l’Italia ai Campionati Europei, ho ricevuto una notizia che non avrei mai voluto ricevere", ha scritto Tara Dragaš. "Fa male, soprattutto dopo aver cercato per anni di conciliare sport e scuola con il massimo impegno". L’atleta azzurra ha delle insufficienze, come un 4 in "Discipline Sportive", che poi è diventato 6 nella pagella finale. La ginnasta ha così commentato questa valutazione: "La materia che più di tutte dovrebbe valorizzare il percorso di chi dedica la propria vita allo sport".
Anche il fratello Marko su Facebook ha denunciato la gestione umiliante del percorso scolastico della sorella. La famiglia aveva anche chiesto di spostare le prove, per evitare una sovrapposizione con gli Europei, ma l’istituto avrebbe risposto così: "Perché non spostate l’Europeo?". Tra l’altro, la comunicazione della bocciatura è arrivata a pochissime ore dalle qualifiche alla competizione, dove Tara era impegnata alle clavette e al nastro.
Marko, che si è diplomato al Liceo Stellini e ha anche affrontato un dottorato di ricerca, ha poi aggiunto: "Le domande di fisica vertevano su programmi mai visti da mia sorella. Una prova d’esame sui campi elettromagnetici che avrebbe messo in difficoltà persino me, che ho fatto un tirocinio al Dipartimento di Fisica dell’Università di Vienna".
Perché Tara Dragaš è stata bocciata (e non è l’unica)
La ginnasta non è l’unica a non essere stata ammessa all’esame di Maturità 2026. Insieme a lei anche altri studenti e studentesse che si sarebbero dovuti presentare da privatisti, perché seguivano il suo stesso percorso scolastico ideato per chi pratica sport. La formula seguita anche da Tara prevedeva un orario particolare, per permettere di conciliare le otto ore quotidiane di allenamento, dalle 8 alle 16,30, con le lezioni, che, invece, si svolgevano dalle 17 alle 19 in presenza.
Dopo che la sua scuola ha perso la parità scolastica, la decisione se ammettere questi ragazzi e ragazze o meno alla Maturità è passata a un altro istituto superiore, il "Magrini Marchetti" di Gemona. La commissione esterna, però, ha respinto tutte le richieste pervenute dai privatisti provenienti da questo percorso sportivo.
Che scuola frequenta Tara Dragaš
Tara Dragaš è nata a San Daniele del Friuli, in provincia di Udine, il 17 febbraio 2007. La ginnasta italiana di ginnastica ritmica ha iniziato a praticare questo sport a soli 4 anni, allenata dalla madre Špela Dragaš. Seppur giovanissima, ha vinto moltissime medaglie e diversi riconoscimenti, rappresentando spesso l’Italia in competizioni internazionali di rilievo.
L’atleta studia da privatista presso un liceo scientifico, l’Istituto Volta di Udine. Avrebbe dovuto affrontare l’esame di Maturità a giugno 2026. Sui social, sostenendo di non aver ricevuto il supporto che si aspettava dalla sua scuola, ha poi concluso così il suo intervento: "L’anno prossimo concluderò la quinta, affronterò la maturità e inizierò l’Università. Oggi porto a casa una delusione, domani porterò avanti un obiettivo in più. Perché non è una caduta a definire chi siamo, ma la forza con cui scegliamo di rialzarci".