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Chi è Teresos Bundi, il ghostwriter di tesine "rovinato" dall’IA Instagram Teresios Bundi/iStock

Chi è Teresios Bundi, il ghostwriter di tesine "rovinato" dall’IA

Teresios Bundi è un 34enne che, a causa dell'intelligenza artificiale, ha visto sgretolarsi la sua impresa di ghostwriting accademico

3 min di lettura

Stefania Bernardini

Stefania Bernardini

GIORNALISTA

Giornalista professionista dal 2012, ha collaborato con le principali testate nazionali. Ha scritto e realizzato servizi Tv di cronaca, politica, scuola, economia e spettacolo. Ha esperienze nella redazione di testate giornalistiche online e Tv e lavora anche nell’ambito social

L’intelligenza artificiale sta modificando il mondo del lavoro ed è emerso un caso che descrive come le occupazioni siano in trasformazione. Se fino a qualche anno fa c’è chi ha fatto fortuna scrivendo tesi di laurea e aiutando studenti universitari con i loro saggi, oggi tutto questo lo può fare l’intelligenza artificiale con costi ben più economici. Ecco che Teresios Bundi, ghostwriter accademico ha visto la sua impresa sgretolarsi.

Chi è Teresios Bundi

Teresios Bundi è un cittadino di 34 anni residente in Kenya. Secondo quanto riporta il New York Times, aveva iniziato a guadagnarsi da vivere quando, poco più che ventenne, stava cercando un modo per pagarsi gli studi all’università.

Teresios è stato il primo membro della sua famiglia di coltivatori di caffè a iscriversi in un ateneo. Il giovane ha iniziato a vendere i suoi primi lavori su internet al costo di 7 dollari l’uno.

La sua fama si è diffusa in poco tempo, così che quell’attività concepita per guadagnare una somma che gli permettesse di frequentare i corsi accademici, è diventata un vero e proprio lavoro a tempo pieno.

In dodici anni Bundi ha scritto qualcosa come 2.500 saggi per conto di studenti universitari. A causa dell’enorme mole di lavoro, sempre più ricercato e di qualità, Teresios ha poi deciso di lasciare l’università.

I guadagni erano ormai diventati da capogiro, quasi cinque volte quello che avrebbe incassato proseguendo la carriera nella sanità pubblica, che era il suo primo obiettivo.

L’attività, nel corso degli anni, si è espansa e strutturata in una rete fatta di collaboratori e colleghi, tutti impegnati a scrivere tesine in inglese per studenti di ogni angolo del mondo.

L’arrivo dell’IA

Con l’arrivo dell’intelligenza artificiale, però, l’impresa di Teresios è andata in crisi. Accessibile e gratuita, l’IA ha ridotto sensibilmente la domanda per i servizi offerti da Bundi.

Il lavoro del ghostwriter accademico ha iniziato a scarseggiare così come le entrate. Se nel tempo i lavori del 34enne erano passati da 7 a 70 dollari l’uno, a causa dell’IA quasi nessuno ha più voluto pagare per un servizio che può oggi realizzare da solo con una tecnologia quasi a costo zero.

A risentire della crisi economica dell’impresa di Teresios e dei suoi collaboratori sono state anche le loro famiglie, a cui venivano inviati i proventi, famiglie quasi tutte poverissime e residenti nelle periferie delle grandi città, ai margini della società.

Il cambio vita del ghostwriter

Seppur costretto a chiudere bottega, Teresios Bundi ha saputo reinventarsi e oggi lavora per un’organizzazione governativa tedesca nata con l’obiettivo di supportare i giovani africani nella transizione verso la nuova economia digitale.

La sua storia è diventata però esempio degli effetti potenzialmente deflagranti che l’Intelligenza artificiale sta già avendo sul mercato del lavoro.

Come riporta TgCom24, la situazione ha mostrato un paradosso, ovvero che nel momento in cui intere generazioni nei Paesi in via di sviluppo sono riuscite a integrarsi grazie ai servizi digitali, l’Occidente ha introdotto una tecnologia che rende quella stessa forza lavoro improvvisamente inutile. Molti dei sistemi di intelligenza artificiale che oggi rubano il lavoro ai redattori africani sono infatti stati "addestrati" proprio da loro.