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Ministra Bernini contestata Ipa/Instagram valeriacigliana

Chi è Valeria Cigliana, la studentessa che ha contestato Bernini

Si chiama Valeria Cigliana, è una studentessa di 22 anni e a Roma ha contestato la ministra Anna Maria Bernini: ecco le parole della giovane ragazza

Patrizia Chimera

Patrizia Chimera

GIORNALISTA PUBBLICISTA

Giornalista pubblicista, è appassionata di sostenibilità e cultura. Dopo la laurea in scienze della comunicazione ha collaborato con grandi gruppi editoriali e agenzie di comunicazione specializzandosi nella scrittura di articoli sul mondo scolastico.

Il ministro dell’Università e della Ricerca, Anna Maria Bernini, è stata ospite alla Sapienza di Roma. In questa occasione alcuni studenti hanno organizzato una protesta e una studentessa, Valeria Cigliana, ha contestato proprio la ministra. Il video delle sue parole ha ben presto fatto il giro del web e del mondo intero ed è arrivato anche su Al Jazeera, che lo ha rilanciato. Ma chi è Valeria Cigliana e perché ha contestato Anna Maria Bernini?

La studentessa che ha contestato Anna Maria Bernini

Il 16 settembre, in occasione della cerimonia per i 90 anni della Città universitaria romana, Anna Maria Bernini era ospite a La Sapienza per parlare. Prima del suo discorso, però, una studentessa ha preso la parola dal pubblico, denunciando quello che sta succedendo nella Striscia di Gaza. “Siete complici, dovete fermare Israele. Boicottare Israele, adesso! È stata invasa Gaza City. Cosa fa il governo italiano? Dov’è il Governo? Vergogna”, ha detto Valeria Cigliana, la ragazza che ha contestato la ministra.

La protesta degli studenti universitari, però, non si è fermata alle sue parole. Durante il lancio del tocco, infatti, una bandiera palestinese è apparsa sulla gradinata monumentale: ad alzarla è stata sempre Valeria Cigliana. Nel frattempo, dal tetto della facoltà di Lettere ne è stata messa in mostra un’altra, lunga 40 metri. L’atto di protesta è stato rivendicato dai ragazzi dell’Unione degli Universitari e di Sinistra Universitaria.

Chi è Valeria Cigliana

Valeria Cigliana è una ragazza romana di 22 anni, che studia Scienze politiche e relazioni internazionali: è senatrice accademica presso l’Università La Sapienza di Roma.

In un’intervista a La Repubblica, la studentessa ha spiegato perché ha deciso di contestare la ministra. “Il Governo italiano, col suo silenzio, sta contribuendo al genocidio del popolo palestinese. L’esecutivo di Giorgia Meloni e la maggioranza parlamentare che lo sostiene non solo non denunciano quanto succede a Gaza e Cisgiordania, ma continuano a intrattenere relazioni diplomatiche, politiche ed economiche col governo Israeliano, contribuendo alla sua impunità”.

“L’Italia è il terzo esportatore di armi verso Israele“, ha spiegato la giovane, aggiungendo poi: “La ministra Bernini non è esente da tutto questo. Io rappresento, con altri miei colleghi, la comunità studentesca della Sapienza e non potevamo fare finta di nulla”.

Valeria Cigliana è stata eletta in senato accademico a novembre 2024: come ha raccontato al quotidiano da allora pone “il tema dell’interruzione” degli accordi tra Università e Israele e chiede “una presa di posizione esplicita rispetto a quanto sta accadendo sotto i nostri occhi. L’ateneo ha sempre minimizzato e polemizzato rispetto queste richieste che non solo solo mie: sono di una comunità studentesca e accademica che non vuole rimanere indifferente”.

La reazione della rettrice della Sapienza

Nella sua intervista, Valeria Cigliana ha spiegato che “la ministra è stata ospite di una platea costruita e blindata. Alle celebrazioni volute dalla rettrice Antonella Polimeni potevano partecipare solo profili selezionati. Di fatto si è scelto di festeggiare l’anniversario di un luogo vissuto da migliaia di studentesse e studenti con pochi intimi, costruendo una passerella sgradevole e militarizzando per ore la Sapienza”. Proprio in questo ateneo i manifestanti hanno anche organizzato una manifestazione a sostegno della Global Sumud Flotilla.

La 22enne ha svelato anche come ha reagito la rettrice di fronte a quel gesto: “Ci ha stupito leggere, nelle ore successive all’azione, commenti dai suoi profili che sembravano rivendicare il gesto: Polimeni ha pubblicato video e foto in cui si sono inevitabilmente intraviste le bandiere della Palestina che abbiamo esposto. Alle persone che hanno commentato in merito, lei ha risposto testualmente: le bandiere ‘sono state esposte dalle rappresentanze studentesche, invitate e coinvolte in questo momento di comunità’”.

Agli studenti che hanno protestato “è sembrato un tentativo un po’ goffo di provare a intestarsi una protesta per uscirne bene. La rettrice sa benissimo che la nostra era una contestazione riservata anche a lei e alla sua gestione della democrazia in università“. La 22enne ha aggiunto che “la Sapienza è complice del genocidio in Palestina esattamente come il Governo italiano: non condanna il genocidio, intrattiene rapporti accademici e economici con gli atenei israeliani anche quando questi non prendono le distanze da quanto succede a Gaza”.

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