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La giornalista Wenke Husmann Die Zeit

Chi è Wenke Husmann con Funziona a meraviglia alla Maturità 2026

Wenke Husmann è una giornalista tedesca, il cui nome è apparso tra le tracce della prima prova scritta della Maturità 2026: di cosa parla il testo

Patrizia Chimera

Patrizia Chimera

GIORNALISTA PUBBLICISTA

Giornalista pubblicista, è appassionata di sostenibilità e cultura. Dopo la laurea in scienze della comunicazione ha collaborato con grandi gruppi editoriali e agenzie di comunicazione specializzandosi nella scrittura di articoli sul mondo scolastico.

Tra le tracce della prima prova scritta della Maturità 2026 è uscito anche Wenke Husmann, con il suo articolo "Funziona a meraviglia". Si tratta di un testo in cui la giornalista affronta il concetto di "incanto". Subito dopo l’uscita di questo approfondimento all’esame dell’ultimo anno delle scuole superiori italiane, Wenke Husmann ha commentato l’orgoglio e la lusinga provati nell’essere stata citata: ha anche colto l’occasione per inviare un messaggio a tutti i maturandi.

Chi è Wenke Husmann

Wenke Husmann è una giornalista e autrice tedesca che scrive da molti anni per il settimanale Die Zeit di cui è vicecaporedattrice: si occupa di politica, società, cultura. Ha studiato fisica teorica, lingua e letteratura tedesca e romanza.

Nel corso della sua carriera ha realizzato molti studi scientifici e umanistici, affrontando tematiche come la fisica teorica, la germanistica e la romanistica. Spesso gli articoli di Wenke Husmann sono stati dedicati ad argomenti molto vicini alla vita quotidiana dei cittadini, come famiglia, cultura, comportamenti sociali, relazioni, psicologia.

"Funziona a meraviglia" di Wenke Husmann

L’articolo scelto dal ministero dell’Istruzione e del Merito come traccia per la prima prova scritta della Maturità 2026 è "Funziona a meraviglia", scritto da Wenke Husmann e pubblicato su Internazionale il 23 gennaio 2026. È dedicato allo stupore infantile di fronte a fenomeni della natura come un aurora boreale.

Intervistata da La Repubblica dopo l’uscita delle tracce della Maturità 2026, la giornalista si è detta "lusingata dalla scelta". Non appena ha saputo la notizia, ha pensato: "Spero che gli studenti riescano a cavarsela bene con il testo! Mia figlia, cinque anni fa, all’esame di maturità, dovette analizzare il commento di un giornalista anglofono e lo trovò piuttosto complicato. Mi auguro che per gli studenti italiani la prova sul mio articolo sia stata più facile". È orgogliosa del fatto che qualcuno ha "ritenuto il testo sufficientemente interessante da sceglierlo per un esame nazionale. Mi ha però sorpreso che agli studenti italiani sia stato proposto il testo di una giornalista tedesca.".

In merito all’argomento del testo proposto ai maturandi, Wenke Husmann ha spiegato: "Provare stupore è una sensazione meravigliosa, ed è sempre bello quando qualcuno si sente bene. Ma ciò che mi ha colpito particolarmente è che la meraviglia, apparentemente unica tra tutte le emozioni positive, ci rende più aperti verso gli altri e più curiosi. Credo che questa sia davvero una qualità molto preziosa". Lei per recuperare questa emozione cerca di immergersi il più possibile nell’arte e nel teatro: "Forse non mi stupisco più in modo infantile, come un tempo davanti alla forza delle formiche, ma trovo molto stimolanti le realizzazioni e i pensieri degli altri, il loro slancio e la loro immaginazione. Tutto questo mi induce, per così dire, a uno stupore silenzioso".

A tutti i maturandi ha voluto poi mandare un messaggio: "Se avete trovato il mio testo noioso o difficile, va benissimo così. Dimenticate semplicemente l’esame. Però provate comunque, magari in modo consapevole, a sperimentare lo stupore".

La traccia su "Funziona a meraviglia" di Wenke Husmann alla Maturità 2026

La traccia dedicata a Wenke Husmann riporta l’approfondimento scritto dalla giornalista tedesca, meravigliata, insieme a sua figlia, di fronte allo spettacolo dell’aurora boreale visibile da Amburgo:

«Il cielo notturno era attraversato da bagliori, come se degli alieni avessero acceso le luci nello spazio infinito. Era ottobre, e avevo svegliato mia figlia di buon’ora perché l’aurora boreale sarebbe stata visibile da Amburgo. Ci siamo vestite, siamo andate in un parco ed ecco il cielo illuminato da lunghe strisce infuocate. Rosso, viola, verde. I colori salivano e si trasformavano in giganteschi paesaggi di luce. Mia figlia guardava con gli occhi spalancati, mi ha preso la mano e non smetteva di esclamare "wow!". Invece di stare al caldo nel letto come di solito a quell’ora, era su un prato gelato sotto l’enormità del cielo notturno, e ne era felicissima.
Mi è tornato in mente quando anche io, da bambina, ero piena di meraviglia: per la consistenza del fango tra le dita dei piedi, per le formiche che trasportavano pesi molto più grandi del loro, per la mia prima stella cadente. Davanti al cielo stellato sopra di me e agli occhi lucidi di mia figlia, mi sono chiesta dove sia finito il mio stupore. Dove sono le mie meraviglie?
Da quando, con l’illuminismo, gli scienziati hanno cominciato a indagare il mondo empiricamente, ogni sua meraviglia ha una spiegazione razionale. L’aurora boreale? Non è un messaggio mitologico, ma la collisione tra gli elettroni e gli atomi dell’atmosfera. I colori dei fiori? Non esprimono gli umori degli dèi, ma derivano dal la combinazione dei geni. Appartengo a quella generazione di genitori secondo cui non è mai troppo presto per incoraggiare i figli a porsi domande e a sviluppare il pensiero critico.
È una cosa ragionevole. Però, mentre osservavo mia figlia sul prato gelato, provavo una certa nostalgia, o forse addirittura invidia. Non di saltellare in tondo come una bimba o di sentire in ogni conchiglia il suono di tutto l’universo. È che un mondo dove si può spiegare ogni magia è un mondo terribilmente triste. Posso imparare di nuovo la meraviglia? Esiste una versione adulta dell’incanto?»

La traccia del MIM sul testo di Wenke Husmann

I candidati e le candidate della Maturità 2026, dopo aver letto il testo di Wenke Husmann dedicato alla meraviglia della natura, vengono invitati dal MIM a riflettere sulla capacità umana di rimanere senza parole di fronte ai fenomeni naturali. Viene anche richiesto loro di partire dalla propria esperienza personale.

Condividi le considerazioni dell’autrice sulla capacità umana di provare meraviglia di fronte ai fenomeni della natura? A tuo parere, ‘Esiste una versione adulta dell’incanto?’ Rifletti su questi temi, traendo spunto dalle tue esperienze. Puoi articolare il tuo elaborato in paragrafi opportunamente titolati e presentarlo con un titolo complessivo che ne esprima sinteticamente il contenuto.

Quali sono le tracce della prima prova scritta alla Maturità 2026

Ecco quali sono tutte le tracce della prima prova scritta alla Maturità 2026: