Chi fa i compiti a casa? L'ironia di Novara e sfoghi dei genitori
Il pedagogista Daniele Novara ha proposto una scenetta ironica sui compiti a casa assegnati dalle maestre: chi li fa davvero, genitori o figli?
I compiti a casa restano uno dei temi più discussi quando si parla di scuola. L’argomento ricorre spesso anche negli interventi del pedagogista Daniele Novara, fondatore del CPP – Centro psicopedagogico per l’educazione e la gestione dei conflitti, da sempre critico verso questa pratica. In uno spezzone di un suo spettacolo, condiviso sui social, Novara ha inscenato con ironia una piccola commedia familiare ricevendo numerosi commenti-sfoghi da parte di alcuni genitori.
L’ironia di Novara sui compiti a casa
"Dite la verità: in casa vostra chi fa i compiti?". È la domanda che il pedagogista Daniele Novara ha trasformato in una scena ironica durante un suo spettacolo, poi ripreso in un video pubblicato su Facebook.
I compiti a casa sono "il tema che un po’ sollecitano anche le maestre, che il venerdì dicono (alle mamme): ‘Signora, mi raccomando nel weekend lavorate tanto che siete un po’ indietro'", ha esordito con tono divertito il pedagogista.
Novara ha proseguito: "Io lo trovo meraviglioso. È uno dei pochi modi che in Italia abbiamo per combattere l’analfabetismo di ritorno. Quindi di per sé io adesso lo sbeffeggio, però bisognerebbe anche riconoscere che in fondo le maestre stanno dando una mano, perché tra un po’ nessuno saprà più usare letteralmente una penna".
Da qui parte la sua piccola commedia familiare. La mamma che torna a casa dopo aver ripreso il figlio a scuola il venerdì e avvisa il marito: "La maestra ha detto che dobbiamo recuperare. Quindi mi raccomando, domani mattina, state lì con Mattia e fate belli belli i compiti. Ci vorranno tre o quattro ore". Così, il sabato mattina "il padre si mette lì e Mattia (figlio) va a giocare a calcio e dice: ‘Quando torno, mi raccomando papà, che tu abbia fatto tutto, perché altrimenti la maestra si imbestialisce'". A quel punto, il papà cerca "un assist dalla mamma", che invece "lo guarda con uno sguardo spietato e truce a dire: è il tuo posto".
Una scenetta che denuncia, con leggerezza, quanto non sia raro che i genitori non solo aiutino i figli, ma finiscano per svolgere loro stessi i compiti a casa.
Gli sfoghi dei genitori sul post di Daniele Novara
Il video di Daniele Novara ha raccolto numerosi commenti di sfogo da parte dei genitori. Un’utente ha scritto: "Io ho cambiato scuola dopo che le maestre avevano mandato tramite la chat di classe un rimprovero a noi genitori, perché nella verifica di matematica i bambini erano andati tutti male. Lamentavano il fatto che non fossero abbastanza seguiti durante i compiti e che noi non avessimo controllato lo svolgimento delle divisioni a due cifre. Letteralmente avevano scritto che i bambini durante i compiti sono ‘abbandonati a se stessi e noi non ci accorgiamo nemmeno che mettono cifre a caso’. Non sto scherzando, è stata la goccia che ha fatto traboccare il vaso". Commento che ha ricevuto la risposta del pedagogista: "Il ribaltamento della situazione. Avete fatto bene".
Una nonna ha commentato: "A quelli della nostra generazione i genitori non ci potevano aiutare perché ne sapevano meno di noi. Quando è arrivata la generazione di mia figlia eravamo noi genitori che non volevamo aiutare, perché le insegnanti ci tenevano che facessero da soli di modo che si potessero evidenziare eventuali lacune. Coi figli di mia figlia le insegnanti premono perché i genitori affianchino i bimbi nei compiti cosicché possano col loro aiuto colmare le lacune (e proseguire col maledetto programma ministeriale e questo lo aggiungo io). S’è ribaltato il mondo".
Una follower ha evidenziato: "Si, ma chi affianca nei compiti è la mamma non il papà. Purtroppo". Novara ha ribattuto: "Meglio comunque che i genitori facciano il meno possibile. I compiti (che purtroppo ci sono ancora) sono dei figli".
Come dovrebbero essere fatti i compiti a casa (per Novara)
Secondo Daniele Novara i compiti a casa "dovrebbero essere ripensati in chiave cooperativa", come ha scritto in un post social pubblicato nel dicembre 2025. A suo avviso, i compiti non dovrebbero essere svolti individualmente nella propria cameretta, ma "a scuola, insieme". Questo perché, ha spiegato, "l’isolamento genera inceppamenti enormi. Le ricerche sulle neurosincronizzazioni e sui neuroni a specchio mostrano che l’apprendimento è favorito dal lavoro condiviso e dalla compresenza".
A scuola, l’apprendimento è "strutturato, consapevole, organizzato", e gestito da un insegnante "regista" che favorisce questo processo, oltre a trasmettere le nozioni.
"L’insegnante preparato sa creare la giusta misura, regola tenendo alta la tensione facendo lavorare gli alunni tra di loro senza generare ansia. Usando il gruppo, creando appartenenza, formando le condizioni perché ciascuno si senta accolto", ha concluso Daniele Novara.