Chi sono gli adultescenti di Furedi tra le tracce della Maturità
La terza traccia della tipologia B (testo argomentativo) è un brano di Frank Furedi in cui si chiede ai maturandi di spiegare il termine adultescenti
I maturandi hanno iniziato l’atteso esame di Stato 2026 con la prima prova d’italiano. Come ogni anno, gli studenti hanno potuto scegliere tra sette tracce, tre delle quali erano da svolgere in un testo argomentativo. Proprio nella tipologia B è uscito, forse un po’ a sorpresa, un brano di Frank Furedi tratto dal saggio "I confini contano. Perché l’umanità deve riscoprire l’arte di tracciare frontiere", in cui è stato chiesto, tra le altre cose, di spiegare il termine "adultescenti".
La traccia su Frank Furedi e I confini contano alla Maturità 2026
Tra le proposte alla Maturità 2026 per la prima prova scritta c’è un brano del professor Frank Furedi tratto da "I confini contano. Perchè l’umanità deve riscoprire l’arte di tracciare frontiere". Il testo in questione è:
"Un’altra parola a cui talvolta si ricorre per riferirsi a questi venti-trentacinquenni è "adultescenti" (adultescent), che in generale indica coloro che, rifiutando di sistemarsi e di assumersi impegni, vorrebbero piuttosto continuare a fare festa anche durante la mezza età. Nondimeno, la mancanza di chiarezza a proposito del confine tra le generazioni è oggi ampiamente riconosciuta: così, quando il titolo di un articolo apparso su "The Atlantic" chiede When Are You Really an Adult? (Quando si è veramente adulti?), il pezzo prosegue la domanda retorica dichiarando: "In un’epoca in cui il confine tra infanzia ed età adulta è più sfumato che mai, che cos’è che rende le persone mature?". Com’è prevedibile, l’articolo non dà una risposta ma lascia semplicemente il lettore con la chiara impressione che, di qualunque cosa si tratti, l’età adulta è una seccatura. Secondo l’autore, "essere adulti non è sempre desiderabile": "l’indipendenza può diventare solitudine" e "la responsabilità può trasformarsi in stress". La sensazione di sconforto che circonda l’identità adulta contribuisce a spiegare perché la cultura contemporanea si sforzi di preservare un confine tra la maturità e l’infanzia. La puerilità è idealizzata per la banalissima ragione che molte persone si sgomentano al pensiero di vivere l’alternativa: maturità, responsabilità e impegno incontrano solo una debole convalida da parte della cultura contemporanea".
Nella traccia viene chiesto di rispondere punto per punto oppure di costruire un unico discorso che comprenda le risposte a tutte le domande proposte. Ecco le domande:
1. Riassumi il contenuto del brano.
2. Su quali basi l’autore afferma che ‘la mancanza di chiarezza a proposito del confine tra le generazioni è oggi ampiamente riconosciuta’?
3. Spiega il significato del termine ‘adultescenti’, senza ricorrere alle espressioni presenti nel brano.
4. Spiega per quale motivo, a giudizio di Furedi, ‘l’identità adulta’ è circondata dalla ‘sensazione di sconforto’.
Sulla base delle conoscenze, delle esperienze e della sensibilità personale, allo studente viene chiesto di sviluppare una personale riflessione sul tema del "confine tra le generazioni", argomentando in modo che gli snodi dell’esposizione siano organizzati in un testo coerente e coeso.
Chi sono gli adultescenti di Furedi e il commento di Pellai
Gli adultescenti, secondo Frank Furedi, sono persone nella fascia venti-trentacinque anni che rifiutano di assumersi impegni e preferiscono prolungare lo stile di vita giovanile oltre l’adolescenza. L’autore sottolinea come la linea di demarcazione tra le generazioni sia oggi più confusa e sfumata.
Il libro "I confini contano", è una esaltazione delle frontiere non solo geografiche ma pure tra pubblico e privato, uomini e donne, adulti e bambini, esseri umani e animali, cittadini e non cittadini. La traccia della Maturità punta proprio a riflettere sulla frontiera, oggi fragile, tra giovani e adulti.
Secondo il medico, psicoterapeuta e scrittore, Alberto Pellai, la traccia su Frank Furedi è un "ottimo spunto" attraverso il quale "i ragazzi possono dire cosa pensano dei grandi".
A La Repubblica Pellai ha ricordato che "si dice sempre che i ragazzi vanno ascoltati. Ecco questa è un’ottima occasione per fargli dire tutto quello che pensano di noi (adulti, ndr)".