Chiudono le scuole d'inglese del British Council: cosa succede
Il British Council, uno dei più importanti istituti culturali di tutto il mondo, chiuderà le scuole d'inglese in Italia: cosa sta succedendo
Il British Council, la più nota organizzazione culturale britannica che promuove lo studio dell’inglese nel mondo, potrebbe chiudere i suoi centri didattici in Italia dopo oltre 80 anni di attività. Da sempre considerato un punto di riferimento tra le scuole d’inglese, l’istituto si prepara a cancellare i corsi di lingua nel Belpaese.
Cos’è il British Council, scuola d’inglese in Italia
Il British Council è un ente culturale fondato nel 1934 con l’obiettivo di promuovere la conoscenza del Regno Unito, della lingua inglese e di sviluppare relazioni culturali a livello internazionale. Presente in oltre cento Paesi, ha svolto per quasi un secolo un ruolo centrale nel cosiddetto "soft power" britannico, cioè nella capacità di influenzare altri Paesi attraverso la cultura, l’istruzione e le relazioni internazionali. Oggi il British Council gestisce corsi di lingua inglese e programmi di preparazione alle certificazioni linguistiche, collaborando con scuole, università, ministeri e numerose aziende private.
In Italia, il British Council è attivo dal 1945 e ha rappresentato per molti anni una vera e propria istituzione nel campo dell’insegnamento dell’inglese. I suoi corsi e le certificazioni linguistiche hanno formato migliaia di studenti, diventando un punto di riferimento sia per chi voleva migliorare le proprie competenze linguistiche sia per chi desiderava studiare o lavorare all’estero. Oltre all’attività didattica, l’ente ha svolto anche una funzione culturale, promuovendo eventi, incontri e iniziative volte a rafforzare il dialogo tra Italia e Regno Unito.
Attualmente, come riportato dal Post, conta circa 1.250 iscritti ai corsi e, solo nell’ultimo anno, ha rilasciato circa 25mila certificazioni linguistiche: il 75% dei candidati ha sostenuto l’esame per motivi accademici, il 5% per lavoro, il 4% per migrazione e il restante 16% per altre ragioni.
Perché il British Council taglia i corsi di lingua in Italia
Il British Council sta attraversando una fase di crisi che lo ha portato a ridimensionare le proprie attività, fino alla possibile chiusura dei centri didattici in Italia.
"I corsi e gli esami di inglese saranno confermati fino a fine anno, poi non sappiamo cosa accadrà. E ovviamente ci saranno i tagli di moltissimi docenti", ha spiegato una fonte a Repubblica.
A confermare la situazione è stato Brian Young, direttore per l’Italia del British Council: "C’è una proposta per chiudere il centro didattico del British Council in Italia ed è in corso una consultazione", ha affermato, aggiungendo che "abbiamo un pesante debito da ripagare al governo britannico".
Il British Council ha infatti accumulato un debito di quasi 200 milioni di sterline contratto durante la pandemia. A questo si sommano gli interessi annui e i tagli ai finanziamenti pubblici, che hanno reso sempre più difficile sostenere le attività tradizionali.
Un altro fattore è rappresentato dal cambiamento del mercato dell’istruzione linguistica. Negli ultimi anni, infatti, la diffusione di corsi online e piattaforme digitali ha ridotto significativamente la domanda di corsi in presenza. Di conseguenza, l’insegnamento in aula della lingua non garantisce più gli stessi ricavi. Questo ha spinto il British Council a riorientare le proprie attività verso settori considerati più sostenibili, come i programmi culturali e le collaborazioni internazionali.
A prescindere da come andrà, l’ente manterrà comunque una presenza in Italia, come assicurato dal direttore Brian Young: "Il British Council continuerà a operare in Italia attraverso le attività legate agli esami e ai programmi culturali".