Classi distinte in base al merito a scuola: Anief non ci sta
Il sindacato autonomo Anief ha bocciato sonoramente la proposta di Roberto Vannacci di introdurre delle classi distinte per merito a scuola
No alle classe distinte a scuola in base al merito scolastico. Il sindacato Anief è contrario a quanto proposto da Roberto Vannacci. Il politico e generale, presidente di Futuro Nazionale, ha esternato questo suo progetto, che ricorda le sue parole del 2024 quando richiedeva classi separate per gli studenti e le studentesse con disabilità. Per l’Associazione nazionale insegnanti e formatori si tratta di un progetto che non può e non deve assolutamente andare in porto.
Vannacci propone le classi distinte per meriti scolastici
Roberto Vannacci ha di nuovo proposto la creazione di classi differenziate nel sistema scolastico del nostro Paese, durante un convegno sulla scuola a Roma. Se nel 2024 il generale (all’epoca candidato con la Lega alle Elezioni Europee) aveva annunciato di voler introdurre classi con "caratteristiche separate" per studenti e studentesse con disabilità, nel 2026, a capo del neo partito Futuro Nazionale, è tornato sull’argomento. Lui vorrebbe una scuola con classi distinte per merito.
"È una cosa alla quale ho sempre pensato, perché è una tecnica scolastica che è usata in tantissime nazioni europee, in Francia, in Germania e in Inghilterra. E sembra funzionare", queste le parole di Vannacci, secondo il quale in passato sono stati adottati criteri analoghi per la formazione delle classi delle scuole superiori: "Quando uscivamo dalle scuole medie, mi ricordo benissimo che chi prendeva ottimo e distinto andava nelle sezioni A e B dei licei, mentre chi prendeva buono e sufficiente veniva assegnato alle sezioni C e D".
Suddividere gli alunni e le alunne in base al rendimento, secondo il politico italiano, non andrebbe a penalizzare chi ha più difficoltà: "I più bravi e i più diligenti sono aiutati perché vengono messi nelle stesse condizioni di apprendimento. I meno bravi e i meno diligenti, invece, avranno maggiori possibilità di ricevere un supporto che li porti a raggiungere il livello dei più preparati"
L’Anief è contrario alle classi differenziate
Marcello Pacifico, presidente nazionale Anief, ha risposto a chi vuole delle classi distinte nelle scuole italiane, per quello che riguarda il profitto e il merito scolastico. "Chi vuole tornare a classi differenziate non sa che lo Stato ha il dovere di promuovere la dignità di ogni alunna e alunno, cercando sempre di rimuovere gli ostacoli per la sua realizzazione come individuo sociale", ha spiegato il leader del sindacato autonomo.
"Rispetto all’idea di classi separate, quindi differenziate, diciamo subito ‘no’: se lo Stato non ha soldi a sufficienza, allora potrebbe pensare di sottrarre una parte dei finanziamenti già riservati agli armamenti", ha continuato Marcello Pacifico nel suo intervento. "Come si può pensare di cancellare, in partenza, la possibilità ad un giovane in formazione di sentirsi appieno parte della società civile?".
A tal proposito il presidente nazionale di Anief ha ricordato: "che la grandezza della Roma antica non è stata nella esclusione, ma nell’inclusione. Tornando ai nostri giorni, ci sono 330 mila alunni con disabilità, quindi lo Stato deve introdurre organici utili a realizzare le immissioni in ruolo e non supplenti a raffica", ha aggiunto Pacifico, concludendo dicendo: che "lo Stato non può sfuggire ai suoi valori costituzionali, siamo tutti figli d’Italia".