Com'è andato il primo giorno di semestre filtro di Medicina
L'1 settembre ha preso il via il semestre filtro di Medicina, ma com'è andato questo primo giorno? Le reazioni di rettori, insegnanti e studenti
L’1 settembre ha preso il via il primo semestre filtro (detto anche semestre aperto) di Medicina introdotto dalla riforma Bernini. Oltre 54mila studenti hanno iniziato le lezioni dei tre corsi d’insegnamento previsti, che si concluderanno con tre prove da sostenere in uno dei due appelli del 20 novembre e del 10 dicembre. Saranno gli esami a determinare il ‘filtro‘, ovvero la selezione degli aspiranti camici bianchi che potranno proseguire il loro percorso di studi per diventare medici. Ma com’è andato questo primo giorno di lezione nelle università italiane?
- Il primo giorno del semestre filtro a Medicina nelle università italiane
- Cosa hanno detto gli studenti del semestre aperto
- La polemica delle associazioni studentesche
Il primo giorno del semestre filtro a Medicina nelle università italiane
Il primo semestre aperto di Medicina è partito lunedì 1 settembre. Sono 54.313 gli studenti che hanno iniziato il loro percorso per diventare medici. Alcuni hanno seguito la prima lezione in presenza, altri online. Con l’introduzione del semestre aperto, infatti, le università italiane si sono trovate a dover ospitare molti più studenti in Medicina rispetto a quelli a cui erano abituate, almeno fino a novembre.
All’Università La Sapienza di Roma, che ha accolto il maggior numero di aspiranti camici bianchi (quasi il 9% degli iscritti totali al semestre filtro), oltre la metà degli iscritti segue le lezioni in presenza. “Il semestre aperto alla Sapienza è cominciato nel migliore dei modi, con il 60% degli iscritti che sta seguendo le lezioni in aula“, ha spiegato la rettrice Antonella Polimeni all’Ansa. “A settembre lezioni in presenza e da remoto, oltre 225 ore in 47 aule – ha spiegato Polimeni -. Ad ottobre didattica mista, a novembre spazio a tutorato, esercitazioni e preparazione degli esami”.
Alla Federico II di Napoli, la seconda università per numero di iscritti al semestre filtro, hanno previsto un sistema misto in due fasi: dall’1 settembre al 3 ottobre le lezioni si svolgeranno in presenza, mentre dal 6 ottobre e fino a conclusione saranno da remoto.
Tra i rettori, c’è chi ha espresso qualche perplessità nei confronti della riforma, come Riccardo Zucchi, alla guida dell’Università di Pisa, che ha registrato un boom di adesioni al semestre aperto (+26% rispetto agli iscritti a Medicina dello scorso anno). Pur esprimendo la sua soddisfazione per i numerosi studenti che hanno scelto l’ateneo pisano, Zucchi ha affermato che la riforma “non considera l’aspetto umano nelle valutazioni e sostanzialmente posticipa il test d’ingresso di qualche mese“. Secondo il rettore, il ministero dell’Università e della Ricerca “ha recepito una generale insoddisfazione per la procedura di selezione, ma si è scelta la via più semplice e inutile che non dà risposte“. Per questo “mi chiedo che cosa accadrà dopo questo semestre“, ha concluso.
Per il professore Andrea Gallina, associato di Scienze della salute alla Statale di Milano, questo primo giorno “è stata una grande fatica – ha detto, come riportato da La Repubblica -. Dovremo far lezione, tre volte al giorno, a 400 studenti in presenza e altre centinaia collegate da casa. Questa riforma non sarà in grado di risolvere il problema dell’accesso a Medicina”, ha concluso.
Cosa hanno detto gli studenti del semestre aperto
Emozionati e un po’ impauriti. Sono queste le principali sensazioni espresse dagli studenti che ieri hanno varcato la soglia delle università inaugurando il semestre aperto di Medicina.
“L’apertura? Da una parte è stata un’ottima idea applicare questo tipo di scrematura, in quanto tratteremo principalmente materie che ci serviranno nel nostro percorso. Dall’altra preferivo il test che c’era prima perché la selezione c’era prima e si evitava questa attesa“, ha commentato una studentessa.
“Io credo che il semestre aperto sia migliore del test precedente – è intervenuta un’altra -. Le lezioni da remoto? Credo siano meglio in presenza con un decente con cui confrontarsi dal vivo”.
Sui posti a disposizione nelle università per seguire le lezioni, un’altra giovane ha detto: “Io preferirei fare tutto in presenza, ma prenotare le aule è difficile, già per domani sono finite“.
La polemica delle associazioni studentesche
Nel frattempo, continuano le polemiche di alcune associazioni studentesche. Per l’Unione degli universitari (Udu), il semestre filtro è “l’ennesima presa in giro per migliaia di studentз e il loro diritto allo studio”, si legge sui social. “Lo avevamo previsto mesi fa: la riforma non funziona! Il governo continua a ignorarci e a calpestare il futuro della nostra generazione”.
Secondo l’Udu, il problema è che il governo non ha previsto “nessun investimento in università e spazi”, cui conseguono “aule sovraffollate e corsi online”. Per l’associazione, inoltre, i “test selettivi” sono solo stati spostati di qualche mese. Conclusione? “Non è un diritto, è un filtro posticipato“, hanno evidenziato dall’associazione studentesca.
L’organizzazione Link Coordinamento universitario, quella dell’accesso a Medicina è una riforma “scellerata e piena di falle“. Gli studenti chiedono che “venga garantita a tutt3 la possibilità di seguire le lezioni e di avere accesso a tutti i materiali formativi, senza disparità di trattamento tra chi sarà costretto a seguire online rispetto a chi sarà costretto a seguire in presenza – hanno scritto sui social -. Abbiamo già visto gli effetti disastrosi della DAD durante il COVID: vogliamo che la didattica sia di qualità e non escludente“.
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