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Come funziona l'esame di terza media 2026: la pagina del MIM

Il MIM ha pubblicato una pagina web dedicata all'esame di terza media 2026: ecco come funziona, dall'ammissione alle prove fino al voto finale

Camilla Ferrandi

Camilla Ferrandi

GIORNALISTA SOCIO-CULTURALE

Nata e cresciuta a Grosseto, sono una giornalista pubblicista laureata in Scienze politiche. Nel 2016 decido di trasformare la passione per la scrittura in un lavoro, e da lì non mi sono più fermata. L’attualità è il mio pane quotidiano, i libri la mia via per evadere e viaggiare con la mente.

Il ministero dell’Istruzione e del Merito (MIM) ha predisposto una pagina web dedicata all’esame di Stato conclusivo del primo ciclo di istruzione, ovvero l’esame di terza media dell’anno scolastico 2025 – 2026. Vediamo come funziona.

Le date dell’esame di terza media 2026

A differenza della Maturità, le date dell’esame di terza media non vengono decise a livello nazionale dal MIM ma dai singoli istituti scolastici. Il ministero, però, stabilisce la finestra temporale durante la quale devono essere svolte le prove: tra l’ultimo giorno di scuola e il 30 giugno.

Requisiti d’ammissione all’esame di terza media

Sono ammessi all’esame di terza media gli studenti che:

  • hanno frequentato almeno i tre quarti del monte ore annuale personalizzato;
  • hanno partecipato alle prove Invalsi;
  • non hanno ricevuto la sanzione disciplinare della non ammissione;
  • hanno almeno 6 in condotta.

In caso di valutazione inferiore a 6/10 in una o più discipline, il consiglio di classe può, a maggioranza, deliberare la non ammissione all’esame.

All’esame si arriva con un voto di ammissione (espresso in decimi) assegnato dal consiglio di classe durante lo scrutinio finale di terza media.

Gli studenti che non hanno frequentato la scuola e sostengono l’esame da privatisti (istruzione parentale) devono presentare la domanda di ammissione a una scuola statale o paritaria entro il 20 marzo. Anche per loro, la partecipazione alle agli Invalsi è un requisito obbligatorio per poter sostenere l’esame.

Le prove dell’esame conclusivo del primo ciclo d’istruzione

L’esame di terza media è costituito da tre prove scritte, da svolgere in tre giornate diverse, e un colloquio. Per gli studenti delle medie a indirizzo musicale, l’orale è integrato da una prova pratica di strumento.

Le tre prove scritte sono:

  • italiano. La commissione predispone tracce relative a testi narrativi o descrittivi, testi argomentativi, comprensione e sintesi di testi di diverso tipo;
  • matematica, con problemi e quesiti su numeri, spazio e figure, relazioni e funzioni, dati e previsioni, con possibile riferimento anche ai metodi del pensiero computazionale;
  • inglese e seconda lingua comunitaria, con verifiche di comprensione e produzione scritta.

La prova orale, spiegano dal ministero, "mira ad accertare le capacità di argomentazione, di risoluzione di problemi, di pensiero critico e riflessivo, di collegamento organico e significativo tra le varie discipline di studi, il livello di acquisizione delle conoscenze, abilità e competenze descritte nel profilo finale dello studente delineato dalle Indicazioni nazionali per il curricolo e il livello di padronanza delle competenze connesse all’insegnamento trasversale di educazione civica".

Come funziona la valutazione dell’esame di terza media 2026

A ciascuna prova scritta e all’orale viene attribuito un voto intero in decimi. Il voto finale è il risultato della media tra il voto di ammissione (solo per i candidati interni) e la media dei voti di tutte e quattro le prove d’esame senza arrotondamenti. Con frazioni pari o superiori a 0,5, il voto finale viene arrotondato all’unità superiore.

Esempio: se la media è 7,5 o 7,7, il voto finale diventa 8. Se invece la media è pari a 7,4, il voto finale è 7.

L’esame viene superato se il voto finale è pari almeno a 6/10. Nel caso in cui il voto finale risulti di 10/10, la Commissione può decidere, all’unanimità, di assegnare la lode.

Agli studenti che superano l’esame di terza media viene rilasciata una certificazione delle competenze, che "attesta la capacità di utilizzare i saperi acquisiti per affrontare compiti e problemi, complessi e nuovi, reali o simulati", come previsto dal decreto ministeriale 742/2017.

La certificazione delle competenze è integrata da una sezione che descrive i livelli conseguiti nelle prove Invalsi.