Come funziona la settimana corta a scuola, vantaggi e svantaggi
Quali sono i vantaggi e gli svantaggi della settimana corta a scuola per gli studenti, gli insegnanti e il personale Ata: vediamo come funziona
Sempre più istituti scolastici in Italia stanno adottando la settimana corta, una scelta organizzativa che modifica il ritmo delle lezioni e porta con sé diversi vantaggi e svantaggi. In questo articolo cerchiamo di capire come funziona questo modello, quali differenze comporta rispetto alla settimana lunga e quali effetti ha sulla vita quotidiana della scuola, degli studenti e del personale scolastico.
- Qual è la differenza tra settimana corta e lunga a scuola
- Quali sono i vantaggi della settimana corta nelle scuole
- Quali sono gli svantaggi della settimana corta
Qual è la differenza tra settimana corta e lunga a scuola
La settimana corta è un modello di organizzazione dell’orario scolastico che prevede lo svolgimento delle lezioni in cinque giorni anziché sei, con le attività didattiche che si concentrano dal lunedì al venerdì, lasciando libero il sabato.
Per recuperare il giorno in meno, le ore di lezione vengono redistribuite durante la settimana. Ciò comporta inevitabilmente il prolungamento dell’orario scolastico e l’eventuale introduzione di uno o più rientri pomeridiani a seconda dell’indirizzo di studi e del monte ore previsto.
La settimana lunga, invece, mantiene la tradizionale distribuzione delle lezioni su sei giorni, dal lunedì al sabato.
Dal punto di vista normativo, in Italia ogni scuola può adottare la settimana corta grazie all’autonomia scolastica, come previsto dal decreto del presidente della Repubblica 275/1999 (articolo 5, comma tre) e confermato dalla legge 107/2015. La decisione spetta al Consiglio di istituto.
Quali sono i vantaggi della settimana corta nelle scuole
La settimana corta ha indubbiamente dei lati positivi, in primo luogo la possibilità di avere due giorni consecutivi di pausa dalle lezioni, un beneficio che si allinea all’orario della maggior parte dei lavoratori e permette a studenti, famiglie e personale scolastico di organizzare meglio il proprio tempo libero.
Per le amministrazioni comunali e provinciali, che gestiscono le scuole, la settimana corta può tradursi in un risparmio economico significativo, grazie alla riduzione dei costi di riscaldamento, illuminazione, pulizie e, in alcuni casi, trasporto scolastico.
Quali sono gli svantaggi della settimana corta
Accanto ai vantaggi, la settimana corta presenta anche alcune criticità. La principale riguarda l’allungamento delle giornate scolastiche. Negli istituti con un elevato numero di ore settimanali, come molti tecnici e professionali, concentrare tutte le lezioni in cinque giorni può significare affrontare giornate scolastiche molto lunghe e con rientri pomeridiani.
Una permanenza così prolungata può aumentare la stanchezza, ridurre la capacità di concentrazione e rendere più difficile mantenere un livello costante di attenzione durante tutte le lezioni. Gli studenti potrebbero arrivare a casa più tardi e avere meno tempo da dedicare ai compiti, allo sport o alle attività personali.
La settimana corta, inoltre, può risultare più complessa per gli studenti con bisogni educativi speciali (BES), che potrebbero trovare maggiore difficoltà ad adattarsi ad una giornata scolastica molto lunga.
Infine, l’organizzazione della scuola può diventare più articolata. Per passare dalla settimana lunga a quella corta è necessario ripensare gli orari di lavoro dei docenti e del personale Ata, ma anche del trasporto pubblico e delle attività extracurricolari che vengono svolte all’interno della scuola.
Sul tema è intervenuto, a novembre 2024, Alberto Berna, preside dell’ISISS Giordani di Parma, che sulla Gazzetta di Parma ha evidenziato: "Questi problemi potrebbero, tuttavia, essere in gran parte superati se le scuole fossero autenticamente disposte ad una rivoluzione della didattica che si concentri maggiormente sul lavoro a scuola e riservi a quello domestico solo un ruolo marginale e contenuto".
Una didattica "basata non sulle conoscenze e sul modello trasmissione-studio, ma su quello, attento agli apprendimenti e alle competenze, basato su compiti autentici e prove di realtà nelle quali gli studenti sono ingaggiati a costruire le conoscenze in modo autonomo e interdisciplinare", ha concluso il dirigente scolastico.