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Come sarà l'esame di Maturità nel 2026: tutte le novità

Come sarà l'esame di Maturità 2026 dopo l'approvazione della riforma? Dall'orale obbligatorio alla composizione delle commissioni: tutte le novità

Camilla Ferrandi

Camilla Ferrandi

GIORNALISTA SOCIO-CULTURALE

Nata e cresciuta a Grosseto, sono una giornalista pubblicista laureata in Scienze politiche. Nel 2016 decido di trasformare la passione per la scrittura in un lavoro, e da lì non mi sono più fermata. L’attualità è il mio pane quotidiano, i libri la mia via per evadere e viaggiare con la mente.

La Maturità 2026 sarà la prima a svolgersi secondo la nuova riforma, che ridisegna la struttura, i criteri e le modalità di valutazione dell’esame. Le novità introdotte dal decreto-legge 127/2025, poi convertito nella legge n. 164 del 30 ottobre 2025, cambiano il modo in cui si svolgerà e il ruolo stesso della prova finale delle superiori, che torna ufficialmente a chiamarsi ‘esame di Maturità. In questa guida vediamo come sarà il nuovo esame, cosa cambia per studenti e docenti e quali sono gli elementi più innovativi della riforma.

Le novità dell’esame di Maturità 2026 dopo la riforma

Dal 2026 l’esame conclusivo della scuola secondaria di secondo grado cambia nome: non più ‘esame di Stato’, ma ‘esame di Maturità’, per sottolineare la valutazione complessiva della crescita personale e della responsabilità dello studente.

L’esame, si legge nel testo della riforma, “verifica i livelli di apprendimento conseguiti da ciascun candidato in relazione alle conoscenze, alle abilità e alle competenze specifiche di ogni indirizzo di studio”. L’obiettivo è quello di valutare “il grado di maturazione personale, di autonomia e di responsabilità (degli studenti) acquisito al termine del percorso di studio, anche tenuto conto dell’impegno dimostrato nell’ambito scolastico e in altre attività coerenti con il medesimo percorso di studio, in una prospettiva di sviluppo integrale della persona”.

Con la riforma, la Maturità “assume altresì una funzione orientativa, finalizzata a sostenere scelte consapevoli in ordine al proseguimento degli studi a livello terziario ovvero all’inserimento nel mondo del lavoro e delle professioni”.

Come funzionerà l’orale della Maturità 2026

La struttura delle prove scritte resta identica:

Al contrario, il colloquio diventa il cuore dell’esame e cambia radicalmente impostazione. Sarà:

  • obbligatorio: chi non lo sostiene viene bocciato, anche con buoni voti negli scritti;
  • basato su quattro discipline, scelte ogni anno dal ministero dell’Istruzione e del Merito e comunicate a gennaio insieme alla materia della seconda prova.

Il colloquio non partirà più da un materiale iniziale fornito dalla commissione, ma sarà un dialogo strutturato che verificherà:

  • conoscenze e competenze disciplinari;
  • capacità di collegare contenuti diversi;
  • maturità personale e autonomia di pensiero.

Nel colloquio rientreranno anche educazione civica e le esperienze di scuola-lavoro (ex Pcto).

Addio al materiale iniziale della commissione

Una delle novità più significative riguarda l’abolizione del materiale iniziale predisposto dalle commissioni, quello con cui negli anni scorsi si apriva il colloquio orale. Una modalità che per molti studenti era fonte di ansia, perché rendeva l’avvio della prova imprevedibile. La riforma ha scelto di eliminarlo per garantire maggiore uniformità e ridurre le disparità nella conduzione dell’esame.

L’orale, come detto, si concentrerà invece sulle quattro discipline selezionate ogni anno dal ministero.

Cosa cambia per le commissioni d’esame

Cambia anche la composizione delle commissioni d’esame, che saranno ridotte da sette a cinque membri:

  • un presidente esterno;
  • due commissari esterni;
  • due commissari interni.

Tutti i commissari dovranno seguire una formazione specifica, finanziata con risorse aggiuntive previste dalla riforma.

Il compito di cittadinanza per chi ha 6 in condotta

Gli studenti che arrivano alla Maturità con 6 in condotta devono preparare un elaborato critico di cittadinanza attiva e solidale da discutere durante il colloquio. Chi invece ha 5 in comportamento, anche in caso di valutazioni sufficienti nelle materie, non viene ammesso all’esame.

Come funzionano i 3 punti bonus per il voto finale

Una delle novità introdotte dalla riforma riguarda l’attribuzione dei punti bonus da parte della commissione agli studenti meritevoli. Dalla Maturità 2026, i commissari possono dare fino a 3 punti extra ai candidati che hanno raggiunto almeno 90/100 tra credito scolastico e prove d’esame. Prima della riforma, il bonus poteva scattare, sempre per decisione della commissione, solo se uno studente aveva raggiunto 97/100.

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