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Il ministro dell'istruzione e del merito Giuseppe Valditara Ansa

Come si fa a pagare i docenti così poco? Valditara spiazza tutti

In un'intervista televisiva Giuseppe Valditara ha risposto a una domanda sui docenti che sarebbero pagati poco: la sua risposta ha spiazzato tutti

Patrizia Chimera

Patrizia Chimera

GIORNALISTA PUBBLICISTA

Giornalista pubblicista, è appassionata di sostenibilità e cultura. Dopo la laurea in scienze della comunicazione ha collaborato con grandi gruppi editoriali e agenzie di comunicazione specializzandosi nella scrittura di articoli sul mondo scolastico.

Gli stipendi degli insegnanti sono sempre un tema delicato da affrontare, soprattutto per un ministro dell’Istruzione. A sorpresa, però, Giuseppe Valditara, titolare del dicastero di viale Trastevere, ha risposto in un modo inaspettato durante una trasmissione televisiva, proprio di fronte a una domanda relativa al fatto che i docenti sono pagati poco. Ecco cosa ha detto il ministro in merito al tema degli stipendi di maestri e professori nella scuola italiana.

Docenti pagati poco: cosa ha detto Valditara

Lunedì 15 settembre 2025 il ministro dell’Istruzione e del Merito Giuseppe Valditara è stato ospite del programma televisivo “Coffee Break”, in onda su La7. Questa è stata l’occasione per parlare di tanti temi importanti per la scuola italiana, proprio nei giorni in cui studenti e insegnanti sono rientrati in classe per l’anno scolastico 2025-2026.

Ritornando a parlare del ruolo che la scuola deve avere, “per coltivare la cultura del rispetto” e per mettere al centro la persona rispettando “l’altro, anche per le sue idee politiche e la cultura che esprime”, e anche delle nuove riforme (come il divieto dell’uso dei cellulari), Valditara ha risposto a una domanda precisa: come si fa a pagare così poco gli insegnanti in Italia?

La risposta del ministro ha spiazzato tutti quanti: “Condivido pienamente. Gli stipendi sono rimasti bloccati per dieci anni”. Poi ha aggiunto: “Abbiamo dato un aumento significativo con il nuovo contratto dopo tre anni di discussioni inutili. Nella scorsa legge di bilancio abbiamo inserito risorse per i prossimi contratti. Parliamo di incrementi tra il 5 e il 6%”.

Secondo Giuseppe Valditara è opportuno “valorizzare questa categoria anche con altri strumenti, ad esempio con il welfare contrattuale, l’assicurazione contro gli infortuni sul lavoro”.

I dati Ocse sugli stipendi dei docenti italiani

Quanto guadagnano gli insegnanti italiani? I dati Ocse, pubblicati nel rapporto Education at a Glance 2025, OECD Indicators, hanno svelato la differenza tra quanto percepito da un docente in Italia e da un collega negli altri Paesi europei. Innanzitutto, per quello che riguarda i nostri prof la progressione retributiva è più bassa: l’aumento percentuale dopo anni di lavoro è ridotto rispetto a quello garantito all’estero.

Gli stipendi effettivi (tenendo conto di bonus e indennità) sono in media intorno ai 42.081 euro (conversione da USD a EUR, tasso 1 USD = 0,85 EUR) per la scuola dell’infanzia e la scuola primaria. Salgono a 44.746 per la secondaria inferiore e 47.618 per la secondaria superiore. I valori sono sotto la media OCSE e UE25. Anzi, negli ultimi 10 anni lo stipendio è sceso del 4,4%, mentre in altri Paesi è cresciuto del 14,6%.

Se si fa il confronto con altri lavoratori laureati, si scopre che un docente italiano con 15 anni di esperienza guadagna l’85% di un coetaneo con titolo terziario impiegato in settori che non sono l’istruzioni. Se si fa il confronto con la media OCSE, le percentuali sono del 90-93%.

Infine, anche il costo salariale per studente è ben diverso. In Italia ha valori alti, nonostante gli stipendi bassi, a causa delle classi che sono solitamente più piccole e rendono maggiore il costo medio per allievo. Nella scuola primaria è quasi in linea con la media OCSE (3.138 euro), mentre nella secondaria di primo grado è in linea con gli altri Paesi (3.777 euro).

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