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Gite scolastiche iStock

Come stanno cambiando le gite scolastiche: le mete preferite

Le gite scolastiche stanno profondamente cambiando nel nostro Paese: ecco quali sono i criteri di prof e presidi e quali le mete predilette

Patrizia Chimera

Patrizia Chimera

GIORNALISTA PUBBLICISTA

Giornalista pubblicista, è appassionata di sostenibilità e cultura. Dopo la laurea in scienze della comunicazione ha collaborato con grandi gruppi editoriali e agenzie di comunicazione specializzandosi nella scrittura di articoli sul mondo scolastico.

Dove sono andate in gita le scuole italiane nell’anno scolastico 2025/2026 e come sono state organizzate le uscite didattiche? Dopo le polemiche degli ultimi mesi sono stati resi noti i dati di come stanno cambiando le gite scolastiche e delle mete preferite anche in base all’età di studenti e studentesse. Grande attenzione viene data oggi al budget, per cercare di mantenere basso il costo finale per le famiglie.

Quanto sono costate le gite nell’anno scolastico 2025/2026

"Indagine sulle scelte dei docenti per il turismo scolastico e la didattica" è la ricerca realizzata da Didatour in collaborazione con il Centro Studi La Fabbrica per avere un quadro delle uscite didattiche e dei viaggi d’istruzione organizzati dalle scuole italiane nell’anno scolastico 2025/2026. L’analisi è stata effettuata tra i docenti di ogni ordine e grado provenienti da tutta Italia: per la prima volta è stata inclusa anche la scuola dell’infanzia.

Secondo quanto emerso, molti istituti hanno organizzato delle gite durante l’anno scolastico: il 99% ha organizzato almeno un’attività tra uscite didattiche e viaggi d’istruzione, mentre il 75% ha proposto entrambe le tipologie e il 22% ha preferito organizzare solo uscite in giornata.

L’88% dei docenti intervistati ha spiegato che il budget è uno degli ostacoli maggiori nell’organizzazione dei viaggi di istruzione. Per i soggiorni di più giorni il 56,3% degli istituti ha cercato di mantenersi entro la soglia dei 300 euro per studente, mentre sono poche le scuole che superano i 500 euro. Per le attività di un giorno, invece, 1 insegnante su 2 ha affermato di cercare di mantenersi su una spesa di 20 euro ad alunno per le sole attività, ad esclusione delle spese per i trasporti.

Quali sono state le mete più richieste per le gite

La geografia del turismo scolastico è cambiata. Secondo quanto emerso dall’indagine, infatti, sono diverse le mete scelte dalle scuole per organizzare le gite scolastiche durante l’anno. Tra le destinazioni italiani Napoli è al primo posto, seguita da Roma e Milano. Torino è una delle città che ha ricevuto più interesse. Soprattutto le scuole superiori si rivolgono all’estero, con Spagna, Francia e Germania tra le mete più gettonate.

Dall’analisi è emerso che un docente su quattro ha scelto quest’anno mete alternative, cercando di individuare luoghi in linea con gli obiettivi formativi, che fossero facilmente raggiungibili e in grado di garantire a studenti e studentesse attività originali e laboratoriali. Proprio le attività sono diventate il fulcro delle gite: se la meta è molto importante, anche i laboratori, le esperienze, i percorsi interdisciplinari e le iniziative che possano integrarsi con la programmazione scolastica iniziano ad assumere un peso sempre maggiore nell’organizzazione delle uscite didattiche di uno o più giorni.

I nuovi criteri per organizzare le gite scolastiche

Secondo quanto emerso dall’indagine, docenti e dirigenti scolastici sono sempre più guidati nelle scelte da valutazioni che riguardano la qualità educativa dei progetti proposti, dall’inclusione, dalla sostenibilità, dalla sicurezza e dalla semplicità organizzativa, oltre che dalla questione dei costi.

Tutte le attività vengono ideate e progettate per fare in modo che tutti questi aspetti non passino in secondo piano, così da offrire a studenti e studentesse la migliore esperienza in linea con la programmazione scolastica.

La scelta del tipo di gita da organizzare dipende, ovviamente, dall’età delle classi. Nella scuola dell’infanzia e nella primaria sono maggiori le attività in giornata, con laboratori ed esperienze facili da organizzare. Nelle scuole secondarie di secondo grado, invece, vengono preferite le visite aziendali e le iniziative destinate all’orientamento.