Come vengono scelti i voti: la risposta "sincera" di Prof Maggi
Prof Maggi, in un video, ha spiegato come vengono date le valutazioni che poi appaiono in pagella, per esempio se la media è del 5,6
Le pagelle sono un momento atteso con ansia dagli studenti (e anche dai loro genitori) e, alle volte, provocano una certa delusione, in particolare se un ragazzo o una ragazza si aspettava una valutazione maggiore. Giudicare l’operato e l’impegno degli alunni nel corso dell’anno è complesso e dipende da diverse variabili. Prof Maggi ha rivelato come vengono scelti i voti da mettere in pagella.
Prof Maggi e la scelta dei voti in pagella
Prof Maggi ha pubblicato un video sui suoi profili social in cui ha annunciato la ripartenza della sua rubrica "Consigli di classe", attraverso la quale i follower possono porgli qualsiasi domanda sul mondo della scuola.
Nel post ha intanto risposto al quesito: "Se hai una media del 5,6, in pagella avrai cinque o avrai sei?".
"Ti rispondo in tutta sincerità. Comunque sia, in bocca al lupo a tutte e a tutti per la fine dell’anno scolastico!", ha scritto il prof.
Nel video è stata mostrata la domanda di una studentessa fatta alla rubrica "consigli di classe". "Ho 5.6 in diritto e sono in discesa. Mi dà il debito? Il resto ho tutto sopra, non ho note o annotazioni".
L’insegnante ha spiegato che la valutazione non è automatica ma dipende dall’andamento e comportamento in generale dello studente.
"A scuola la valutazione non è una media matematica ma un giudizio complessivo sulla maturazione – ha evidenziato il docente – a ogni modo, se la media è ‘5,’ significa che ci sono delle lacune da colmare".
L’indicazione di Maggi è "a prescindere dal voto in pagella, che sia 5 o 6, cercate di recuperare. Il 6 arriva se ci sono stati dei progressi, se c’è stato impegno, ma l’importante è colmare le lacune".
L’aneddoto di prof Maggi sui voti negativi
In un’intervista a Gente, prof Maggi aveva già parlato di voti puntando l’attenzione sulla tendenza a non mettere valutazioni negative.
Secondo l’insegnante, invece, le insufficienze sono utili: "Quando sento dire che i voti negativi non servono, mi ricordo che invece a me sono serviti tantissimo".
Il professor Andrea Maggi, in quell’occasione, aveva anche raccontato un aneddoto personale che riguardava la sua esperienza non dietro ma davanti alla cattedra quando era ancora studente.
"Con il senno di poi ho capito che lavorando sui miei 5, ma anche su qualche 4, ho imparato dove sbagliavo e ho trovato lo spazio per il mio miglioramento", aveva rivelato il prof.
La critica di Maggi sui voti
Parlando con la giornalista Rosanna Santagata per il suo blog Scrittura creativa, Andrea Maggi è tornato a criticare il tabù delle valutazioni che oggi sembrano tendere a essere sempre positive.
"Il voto è diventato una cosa brutta. Non piace più a nessuno. Come la verdura. È la moda del momento", ha detto l’insegnante che ha poi lanciato una provocazione a chi vorrebbe una scuola senza voti: "Bene. Facciamola. Vediamo cosa succede".
In più di una occasione, il volto de Il Collegio e di Splendida Cornice ha ripetuto che, secondo lui, il voto "fa bene" quando "non giudica ma valuta". Con questo modo di valutare, a suo avviso, si costruisce un rapporto di fiducia con gli studenti, perché loro "sono più severi di noi" e "capiscono quando un quattro è motivato".