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Compiti corretti dall’IA iStock

Compiti delle vacanze corretti dall’IA: la novità dalla Cina

Il sistema educativo cinese vuole utilizzare l'intelligenza artificiale per rafforzare capacità di ragionamento e problem solving

Stefania Bernardini

Stefania Bernardini

GIORNALISTA

Giornalista professionista dal 2012, ha collaborato con le principali testate nazionali. Ha scritto e realizzato servizi Tv di cronaca, politica, scuola, economia e spettacolo. Ha esperienze nella redazione di testate giornalistiche online e Tv e lavora anche nell’ambito social

In Asia l’intelligenza artificiale è già molto diffusa e sviluppata e si stanno conducendo diversi esperimenti sul suo utilizzo. Anche il sistema educativo scolastico ha deciso di usarla per colmare il vuoto lasciato nell’istruzione extrascolastica. Ecco che sono stati predisposti tutor artificiali che aiutano gli studenti con i compiti a casa.

I compiti corretti dall’IA

Come riporta Repubblica, i bambini in Cina fanno i compiti con l’aiuto dell’intelligenza artificiale, ovvero facendoli correggere istantaneamente da un tutor artificiale.

Lo studente completa un esercizio sul quaderno, poi prende il tablet e inquadra la pagina. La telecamera riconosce la scrittura, individua l’errore e sullo schermo compare una spiegazione.

Oltre alla soluzione corretta, il tutor artificiale formula un’altra domanda per verificare che la regola sia stata capita. Il bambino risponde di nuovo. Se sbaglia, si ricomincia.

Nell’estate della Cina, i tutor basati sull’intelligenza artificiale stanno diventando compagni degli studenti, nei pomeriggi dedicati ai compiti estivi. Correggono esercizi, rispondono alle domande, costruiscono percorsi personalizzati. Il tutto senza alcun contributo di un adulto, che sia un insegnante o un genitore.

La diffusione dell’IA educativa

Sempre Repubblica segnala che nel 2025, in Cina sono stati venduti 5,82 milioni di dispositivi per l’apprendimento dotati di funzioni IA, quasi due milioni in più rispetto a due anni prima.

Alcuni modelli di fascia alta costano quanto un computer molto potente, ma comunque il prezzo sarebbe inferiore rispetto alla spesa di anni di lezioni private. Per questo motivo l’intelligenza artificiale educativa in Cina si starebbe diffondendo sempre di più.

Mentre il governo sta cercando di alleggerire il carico scolastico con misure contro l’eccesso di compiti ed esami, allo stesso tempo considera l’intelligenza artificiale una componente sempre più strutturale dell’istruzione.

Dopo la pubblicazione del piano "Intelligenza artificiale + istruzione", l’obiettivo di Pechino sarebbe quello di arrivare, entro il 2030, a un’integrazione profonda tra IA e sistema educativo, dalla formazione degli studenti alla didattica e alla gestione.

Il tutor artificiale in Cina

Dal 2024 in Cina le linee guida nazionali hanno iniziato a indicare un percorso progressivo di familiarizzare dei più piccoli con l’IA e d’insegnamento ai più grandi a utilizzarla e portare gli studenti delle superiori verso applicazioni più complesse.

In questo contesto risulta sempre più complesso distinguere tra imparare con l’intelligenza artificiale e imparare l’intelligenza artificiale.

Riguardo ai tutor artificiali, hanno caratteristiche che tutor umani difficilmente può replicare, a partire dalla disponibilità 24 ore su 24, dalla capacità di ripetere una spiegazione migliaia di volte senza perdere la pazienza e di conservare i progressi dello studente.

Inoltre, dopo una spesa iniziale, il costo delle lezione sarebbe pari a zero. Se da una parte il tutor artificiale sembra essere una soluzione comoda ed efficiente per assistere bambini e ragazzi nello studio, c’è il rischio che la tecnologia si sostituisca anche allo studente, ovvero che risolva l’esercizio al posto suo e non che lo corregga.

Mentre il sistema educativo cinese vuole utilizzare l’IA per rafforzare capacità di ragionamento e problem solving, l’utilizzo di questa tecnologia a casa rischia di produrre un effetto contrario: si produce rapidamente la risposta senza stimolare il ragionamento.