Compiti delle vacanze dati dopo la fine della scuola: la polemica
I compiti delle vacanze estive caricati dopo la fine delle lezioni hanno sollevato una polemica, così come la mole di lavoro data da fare in estate
I compiti a casa e quelli assegnati per la lunga pausa estiva sono sempre oggetto di dibattito nel nostro Paese. C’è chi li ritiene fondamentali e non crede siano mai troppi e chi, invece, li reputa forse un po’ esagerati, perché non permettono a studenti e studentesse di ogni età di dedicare il tempo libero ad altre attività. La polemica oggi riguarda anche i compiti delle vacanze caricati sul registro elettronico dopo la fine delle lezioni: giusto o sbagliato?
La polemica sui compiti delle vacanze assegnati a scuola finita
Ci sono docenti che scelgono di pubblicare i compiti delle vacanze estive sul registro elettronico anche dopo la conclusione delle lezioni. Libri da leggere, esercizi, riassunti e altre attività vengono caricati quando l’anno scolastico è già terminato, sorprendendo studenti e famiglie che ritenevano concluse anche le assegnazioni scolastiche.
Si tratta di una pratica che, soprattutto negli ultimi anni, ha acceso il dibattito tra genitori, insegnanti e dirigenti scolastici. Da una parte c’è chi la considera un modo legittimo per organizzare il lavoro estivo, dall’altra chi ritiene che i compiti dovrebbero essere comunicati entro l’ultimo giorno di scuola, così da consentire alle famiglie di programmare con maggiore serenità il periodo delle vacanze.
Il quotidiano Il Tempo ha riportato la testimonianza di un’insegnante del Liceo scientifico "Camillo Cavour" di Roma, che ha riportato quanto le famiglie si lamentino anche durante l’anno scolastico. "Spesso a porre il problema sono i genitori dei ragazzi che fanno sport, che spesso sono anche quelli con il rendimento scolastico migliore". Alcuni professori, infatti, inseriscono i compiti nel registro elettronico quando le lezioni sono già terminate: "Di sabato pomeriggio alle 14.30 viene aggiunto ad esempio un riassunto da fare. Così però gli studenti che nel weekend fanno sport se ne accorgono solo la sera tardi".
Il problema dei compiti inseriti nel registro all’ultimo momento
Mario Rusconi, presidente dell’Associazione nazionale presidi di Roma, al giornale ha spiegato cosa ne pensa di questa pratica che, a quanto pare, è molto diffusa. "Inserire i compiti sul registro elettronico dopo la fine dell’anno scolastico o darli all’ultimo momento, cosa che purtroppo accade, non è un bel modo di rappresentare all’opinione pubblica la figura del docente".
Rusconi ha precisato che "si tratta di minoranze", aggiungendo poi: "Da anni noi presidi invochiamo una sorta di codice deontologico per la professione del docente". Quello che si potrebbe fare, per risolvere questo problema, è stabilire, in occasione del collegio dei docenti, "delle regole di comportamento, magari su stimolo del dirigente scolastico".
Quanti compiti vengono assegnati in estate
Il problema non riguarderebbe solo i compiti delle vacanze estive inseriti all’ultimo momento, ma anche la mole di esercizi e di pagine da fare. Il presidente romano dell’Anp ha spiegato che è inutile riempire di compiti gli studenti, visto che molti utilizzeranno l’intelligenza artificiale per fare prima. Secondo lui sarebbe più utile "assegnare esperienze".
Isabella Palagi, dirigente scolastico del Liceo Ginnasio Statale "Virgilio" di Roma, ha sottolineato: "A me personalmente non sono arrivate lamentele, che spesso si limitano a girare nelle chat di classe. Opporsi tout court non è costruttivo, perché i compiti vanno nella direzione dell’approfondimento, non dell’appesantimento, e non farli non è una risposta. Se c’è l’esigenza di porre un problema di sovraccarico, il luogo principe in cui farlo è il consiglio di classe".
La preside, però, ci ha tenuto a precisare che "i ragazzi devono imparare a gestire il loro tempo e mi lascia perplessa l’obiezione secondo cui il carico va a gravare sulle famiglie. I compiti, sia durante l’anno che alla fine dell’anno scolastico, sono e devono essere una responsabilità dell’alunno". I genitori "nella maggior parte dei casi dovrebbero limitarsi a una vigilanza discreta. Il nostro obiettivo è quello di rendere i nostri studenti responsabili e autonomi".