Compiti delle vacanze "discriminatori": la reazione di Galiano
La reazione di prof Galiano alla lunga lista dei compiti delle vacanze condivisa dalla mamma di uno studente: "Rischiano di essere discriminatori"
Una mamma ha condiviso con il prof e scrittore Enrico Galiano la lunghissima lista di compiti delle vacanze assegnata al figlio, studente di seconda superiore. Per l’insegnante è stata l’occasione per una riflessione sull’argomento, sottolineando come un carico di questo tipo "rischia di essere discriminatorio", perché "solo una parte degli alunni riceverà a casa il giusto supporto per fare i compiti in modo graduale, gli altri non li faranno o li faranno male".
Galiano mostra una "lista lunghissima" dei compiti per le vacanze
Nel suo video social, pubblicato sulla pagina Facebook della rivista Il Libraio, Enrico Galiano scorre la lunghissima lista di compiti per le vacanze. "Sono su quattro materie: scienze, inglese, matematica e fisica", ha avvertito il prof prima di elencare gli esercizi.
"Per scienze, un libro da scegliere e cinque puntate di un podcast. Per inglese, un libro con esercizi e altre pagine di grammatica con verifica a settembre. Per matematica, almeno 129 esercizi, li ho contati – ha precisato – più decine di pagine di teoria da leggere, comprendere, memorizzare. Per fisica, ripasso di tutto il programma, correzione delle verifiche e un pdf di otto pagine a doppia colonna. E sono solo quattro materie", ha ribadito Galiano.
Perché dare troppi compiti delle vacanze è "discriminatorio" per prof Galiano
Dopo aver passato in rassegna la lista, Enrico Galiano ha analizzato gli "elementi critici di questa assegnazione" da svolgere durante le vacanze estive, chiarendo che il suo intento non è quello di "mettere alla gogna questi insegnanti" ma "provare a migliorare tutti insieme".
Primo punto. "Un carico di questo tipo rischia di essere discriminatorio". Il professore ha spiegato: "Ipotizziamo una classe di 20 studenti: solo una parte riceverà a casa il giusto supporto, il giusto stimolo per fare questi compiti in modo graduale e continuato come dovrebbe essere. Gli altri non li faranno o li faranno male".
Il secondo punto si riferisce agli insegnanti. "La regola dovrebbe essere che se assegni un compito, poi lo correggi o comunque c’è una restituzione. Prendiamo solo matematica: 129 esercizi per 20 studenti vuol dire 2580 esercizi da correggere a settembre con l’anno appena iniziato, che è già abbastanza ‘impegnativino’ di suo. Se ci si riesce, ancora ancora. Ma se non ci si riesce, l’utilità del compito si perde".
Terzo punto. "Quando il carico diventa eccessivo, nei fatti si traduce in un lavoro fatto male anche da parte dei cosiddetti ‘bravi'". Per lui il problema è che "c’è chi copia, chi usa le app o chi accumula tutto negli ultimi 10 giorni". Quindi, "anche se il quaderno è pieno di roba, l’apprendimento molto meno".
Il quarto punto riguarda questo caso specifico, e in particolare l’idea che, secondo Galiano, viene trasmessa da questa lista lunghissima di esercizi. "La sensazione qui è che ogni insegnante non si renda conto della mole complessiva dei compiti assegnati. Qui ognuno li assegna in modo indipendente come se esistesse un’unica materia. L’idea che passa è quella di una disorganizzazione fra i docenti e una mancanza di comunicazione".
Prof Galiano ha concluso: "Una competenza fondamentale che dovremmo insegnare a scuola è quella di lavorare in team, in squadra, in gruppo. Ma come facciamo a insegnarla se non siamo noi i primi a saperla fare bene?".