Compiti delle vacanze e smartphone, prof Maggi propone un "patto"
Quali sono i compiti per le vacanze che assegna Andrea Maggi ai suoi studenti e perché: ecco il "patto" per l'estate proposto dal prof del "Collegio"
Compiti delle vacanze sì o no? È la domanda che torna puntuale ogni anno alla fine della scuola. Andrea Maggi, il celebre prof de Il Collegio, invita a guardare oltre la solita contrapposizione tra favorevoli e contrari, spostando l’attenzione sul complesso rapporto tra giovani e smartphone. Da questa riflessione nasce la proposta di un "patto" educativo per l’estate che coinvolga insegnanti, studenti e famiglie.
- Quali compiti per le vacanze assegna prof Maggi del Collegio
- Smartphone in estate: cos'ha detto Andrea Maggi
- Perché serve un "patto" tra prof, studenti e famiglie (per Maggi)
Quali compiti per le vacanze assegna prof Maggi del Collegio
In un suo articolo pubblicato sul Gazzettino, Andrea Maggi parte dal "dubbio amletico" che ogni anno divide il mondo della scuola: assegnare o non assegnare i compiti per le vacanze?
Il prof, però, sposta il focus. Secondo lui, il vero "compito" estivo non dovrebbe essere tanto un esercizio scolastico, quanto un’attività capace di unire piacere e formazione: la lettura.
Per questo, alla fine di ogni anno scolastico, per l’estate Maggi consiglia "la lettura di alcuni romanzi, scegliendo tra le novità editoriali, tra i classici e, soprattutto, tra i libri a cui i miei studenti potrebbero appassionarsi".
Ma, ha aggiunto, "so altrettanto bene che saranno in pochi a leggere più di un libro e tra quelli che dichiareranno di aver letto, ce ne sarà più di qualcuno che il libro non solo non l’avrà letto, ma non l’avrà nemmeno acquistato e, per non fare brutta figura, avrà chiesto l’aiutino all’intelligenza artificiale".
Smartphone in estate: cos’ha detto Andrea Maggi
La riflessione di prof Maggi si è concentrata molto sul tema della dipendenza degli adolescenti dagli smartphone. Ha citato alcuni dati Istat, secondo cui più di un giovane su quattro utilizza lo smartphone per oltre otto ore al giorno e quasi il 30% riceve il primo cellulare intorno agli 8 anni.
Ha poi richiamato un’indagine dell’associazione Social Warning, secondo cui quasi l’80% degli adolescenti ha dichiarato di sentirsi dipendente dai dispositivi digitali e circa un adolescente su sei sviluppa un uso problematico dei social o di internet.
"Ecco dove si dovrebbe intervenire, soprattutto durante l’estate, quando i ragazzi hanno a disposizione più tempo libero che, verosimilmente, impiegano per incrementare la loro fruizione dello smartphone e dei social", ha sottolineato prof Maggi.
Per intervenire sul problema della dipendenza digitale, per il docente dovremmo puntare sulla lettura, da lui definita "l’antidoto perfetto".
Perché serve un "patto" tra prof, studenti e famiglie (per Maggi)
Da qui nasce la proposta di Andrea Maggi: sottoscrivere un vero e proprio "patto per la lettura" tra insegnanti, studenti e genitori. Una piccola "rivoluzione culturale" che dovrebbe "rivalutare la lettura come un’attività non più scolastica, ma ricreativa in ogni senso", ha sottolineato.
Maggi ha ricordato che leggere è contemporaneamente "svago e risorsa", ci permette di rallentare e di riprendere il controllo del proprio tempo, a differenza delle attività sugli smartphone che, pur essendo coinvolgenti, "il tempo ce lo sottraggono".
Per questo invita a considerare il libro quasi come "un presidio medico". E ha concluso: "Se è il dottore a prescriverci la lettura, forse saremmo meno restii a sottoporci alla terapia. E, particolare non meno importante, potremmo detrarne anche le spese".