Compiti delle vacanze: l'appello del pediatra ai docenti
Il pediatra Italo Farnetani invita a chiudere libri e quaderni ricordando che il riposo è una necessità psicobiologica per bimbi e ragazzi
Ormai è terminato l’anno scolastico e bambini e ragazzi sono già con lo sguardo rivolto alle vacanze. Su di loro incombe però il fardello dei compiti da fare durante l’estate. In molti sostengono che nei tre mesi di chiusura delle scuole, gli insegnanti non dovrebbero sovraccaricare di esercizi da fare gli alunni. Sulla questione è intervenuto il pediatra Italo Farnetani, su AdnKronos, con un appello alle famiglie.
L’appello del pediatra sui compiti delle vacanze
“No ai compiti delle vacanze. Salvate l’estate degli studenti”, è il messaggio diffuso da Italo Farnetani su AdnKronos Salute.
Ormai da tempo il pediatra si spende contro le assegnazioni estive e quest’anno ha rivolto un invito ai genitori a sposare una sorta di “disobbedienza civile“, ovvero “non far svolgere agli alunni i compiti delle vacanze e motivare la scelta con una loro giustificazione firmata da trasmettere alla scuola”.
“Da 25 anni continuo a ripetere – spiega lo specialista – con un numero sempre maggiore di sostenitori, che le vacanze sono cruciali per lo sviluppo e la crescita di bambini e ragazzi, perciò rappresentano un diritto. L’estate non è un prolungamento dell’anno scolastico”.
“E – assicura Farnetani – i compiti estivi non solo non migliorano l’apprendimento, ma rischiano di compromettere il benessere psicofisico dei bambini e degli adolescenti”.
“Le vacanze sono proprio una necessità psicobiologica“, sottolinea.
Le alte temperature e la concentrazione
Frentani chiarisce la sua posizione spiegando che “le alte temperature, la fisiologica stanchezza accumulata dopo mesi di attività scolastica e la naturale esigenza di recupero rendono l’estate un periodo in cui la mente dei bambini non è predisposta allo studio strutturato”.
Sia la concentrazione che il rendimento, in queste condizioni, diminuisce e “ciò che dovrebbe essere un momento di crescita si trasforma in un adempimento formale, spesso vissuto con frustrazione”.
Per il medico “la scuola fa bene nelle dosi giuste e al momento giusto, un po’ come le medicine. Studiare è fondamentale, ma imparare comporta comunque fatica, perciò si tratta di uno stress da cui gli alunni possono recuperare facendo altro per alcuni mesi”.
Il pediatra è anche contrario “a un accorciamento delle vacanze estive“, altro tema spesso al centro del dibattito.
“Piuttosto, nell’interesse degli alunni le allungherei – è la sua idea – perché, con il cambiamento climatico che fa innalzare le temperature e aggiunge stress da caldo all’inevitabile stress scolastico, si rischia di danneggiare la crescita“.
I diritti dell’infanzia e la spesa delle famiglie
Frentani evidenzia che i diritti dell’infanzia “non vanno in vacanza. La Convenzione Onu riconosce ai minori: il diritto al riposo e al tempo libero (art. 31) e il diritto a esprimere la propria opinione (art. 12)”.
Secondo il pediatra, “imporre compiti estivi significa, di fatto, limitare il pieno godimento di un periodo che ha una funzione educativa diversa, ma non meno importante della scuola: quella dell’esperienza diretta, della scoperta, della socialità spontanea, della promozione, della maturazione emotiva. Proprio per questo le vacanze estive vanno sempre impostate per consentire il necessario riposo degli alunni, mai per garantire agli insegnanti ferie lunghe”.
C’è poi la questione della spesa per l’acquisto dei libri per i compiti delle vacanze che Frentani stima in una spesa annua delle famiglie italiane di circa “250 milioni di euro”.
“Una cifra ingente, che corrisponde al bilancio annuale di una città di 100mila abitanti e non produce benefici è il parere dell’esperto – quando potrebbe essere investita in attività ricreative, culturali o sportive molto più utili allo sviluppo dei bambini”.
Il pediatra invita, soprattutto in estate, a far fare ai giovani esperienze che favoriscano la socialità, la pratica sportiva, la vita all’aria aperta, la curiosità e l’apprendimento esperienziale.
Frentani indica “il mare, in particolare, è un ambiente ideale: sole e movimento favoriscono una crescita armonica, sia fisica che psicologica”.