Compiti delle vacanze, un problema di matematica diventa un caso
Da un esercizio di matematica durante le vacanze è nato un acceso confronto sui social: al centro del caso c'è la scelta dei nomi dei protagonisti
Un esercizio di matematica contenuto in un libro per i compiti delle vacanze destinato a una scuola primaria di Bologna è finito al centro del dibattito sul web, facendo scoppiare il caso. Ad attirare l’attenzione non è stato il contenuto del problema e ciò che veniva chiesto agli alunni, ma la scelta dei nomi dei bambini protagonisti dell’esercizio.
- L'esercizio di matematica che ha acceso il dibattito
- Il dibattito sulla scelta dei nomi
- Quanti sono gli studenti stranieri in Italia
L’esercizio di matematica che ha acceso il dibattito
Il problema di matematica oggetto di critiche è stato riportato all’interno di un gruppo Facebook di Bologna, generando numerose reazioni e aprendo una discussione sul modo in cui i libri scolastici rappresentano la società contemporanea e la composizione sempre più multiculturale delle classi italiane.
Pensato per allenare le competenze matematiche degli studenti durante la pausa estiva, l’esercizio ha la tipica struttura di molti problemi matematici scolastici: c’è una situazione quotidiana accompagnata da dati numerici da utilizzare per arrivare alla soluzione finale. A far parlare è stata invece la scelta dei nomi dei protagonisti: Iria, Abdul e Raad. La presenza esclusiva di nomi di origine straniera sarebbe stata interpretata da alcuni come una scelta particolare da parte degli autori dell’eserciziario didattico.
Tale vicenda è quindi uscita dal contesto del semplice esercizio scolastico, trasformandosi in un confronto più ampio sul ruolo dei libri di testo e sulle modalità con cui vengono decisi esempi, personaggi e ambientazioni.
Il dibattito sulla scelta dei nomi
La scelta dei nomi inseriti all’interno degli esercizi scolastici e dei compiti delle vacanze può sembrare un dettaglio secondario, ma negli ultimi anni è diventata spesso un elemento di discussione. I materiali utilizzati nelle scuole non servono soltanto a trasmettere nozioni, ma contribuiscono anche a creare un’immagine della realtà che circonda gli studenti, in modo tale da rendere realistici e riconoscibili gli esempi che si ritrovano a studiare.
Sul tema si sono quindi contrapposte opinioni diverse. Da una parte c’è chi sostiene che sia importante utilizzare nomi e situazioni che riflettano la composizione sempre più multiculturale della società e delle classi italiane, così da rendere gli esempi più rappresentativi della realtà vissuta dagli studenti. Dall’altra, alcuni ritengono che la scelta dei riferimenti nei libri scolastici debba mantenersi più neutra o rispecchiare maggiormente la tradizione, giudicando insolita la presenza esclusiva di nomi di origine straniera nell’esercizio.
Quanti sono gli studenti stranieri in Italia
Il dibattito sulla scelta dei nomi scoppia all’interno di un contesto in cui le classi italiane sono sempre più multiculturali. Secondo l’ultimo report di Save the Children "Chiamami col mio nome. Un’indagine sugli studenti con background migratorio nelle scuole italiane", nell’anno scolastico 2024/2025 circa uno studente su otto (il 12,2%) non aveva la cittadinanza italiana, una quota quadruplicata rispetto a vent’anni fa.
Il rapporto evidenzia inoltre che oltre tre studenti su cinque (il 65,4%) tra quelli senza cittadinanza italiana sono nati nel nostro Paese, a dimostrazione di una presenza ormai strutturale all’interno del sistema scolastico.
A livello territoriale, la Lombardia è la regione con il maggior numero di alunni senza cittadinanza italiana, oltre 231 mila, pari a circa un quarto del totale nazionale. Seguono Emilia-Romagna e Veneto. Considerando invece l’incidenza sul totale della popolazione scolastica, l’Emilia-Romagna guida la classifica con il 18,4%, davanti a Lombardia (17,1%), Liguria (15,8%), Veneto (15,2%) e Toscana (15,1%).