Compiti per le vacanze, cosa non bisogna fare secondo i pediatri
Fare corse last minute per finire i compiti delle vacanze estive è controproducente e inutile: ecco cosa bisognerebbe fare secondo il pediatra
Compiti per le vacanze sì o compiti per le vacanze no? Le famiglie italiane si dividono su questo punto, tra chi è completamente contrario, perché la pausa estiva è fatta per riposarsi, e chi, invece, è favorevole, per non far perdere “l’allenamento” ai propri figli. Gli esperti, in merito alla questione, sono intervenuti per spiegare che sarebbe bene evitare le corse last minute per concludere i compiti delle vacanze assegnati a bambini e ragazzi. Cosa fare per un rientro in classe più sereno e senza stress?
Compiti delle vacanze fatti all’ultimo: il parere del pediatra
Il Dottor Rino Agostiniani, pediatra e Presidente della Società Italiana di Pediatria, è intervenuto in merito al tema dei compiti assegnati durante le vacanze estive. Spesso ci si ritrova a settembre con i libri e gli esercizi ancora da finire (in alcuni casi anche mai iniziati). Questa situazione può creare ansia nei bambini e stress nei genitori, rovinando gli ultimi giorni di vacanza.
Il dottore, come riportato da Leggo, ha spiegato che non bisogna farsi prendere dal panico: “La corsa all’ultimo non aiuta né dal punto di vista formativo, né da quello familiare. Il genitore può invece trasmettere un messaggio più equilibrato, che riconosca le difficoltà ma senza caricare di colpa o imposizione”.
Non aver finito i compiti a ridosso dell’inizio del nuovo anno scolastico non deve essere un dramma. “Nel rispetto del ruolo dell’insegnante, diventa una situazione difficile, ma è importante trovare una mediazione”, ha spiegato il pediatra, che invita le famiglie a ripercorrere il percorso fatto durante le vacanze estive, che magari non ha incluso libri, compiti e schede.
“All’insegnante si può dire: non sono riuscito a fare questo, ma ho fatto altro. Magari ho letto, viaggiato, imparato attraverso esperienze diverse“, ha aggiunto poi il dottor Rino Agostiniani.
Qual è il ruolo dei genitori nei compiti estivi
Per il Presidente della Società Italiana di Pediatria il ruolo del genitore è fondamentale: il suo compito è quello di agevolare un dialogo costruttivo tra la scuola e i bambini e i ragazzi. I compiti estivi, assegnati a giugno, non devono diventare un obbligo punitivo o una minaccia.
Il Dottor Agostiniani ha suggerito di “trovare un equilibrio tra il rispetto per le richieste scolastiche e i tempi della famiglia. Non tutti i bambini riescono a stare dietro ai compiti durante le vacanze e non sempre è un problema”. Esistono altri tipi di esperienze, come i compiti di realtà per le vacanze illustrati dal pedagogista Novara.
Se mancano pochi giorni al ritorno sui banchi di scuola, è completamente inutile far fare agli studenti una corsa stressante. Il pediatra suggerisce di terminare l’estate con maggiore serenità e con più tranquillità. Si possono fare delle attività leggere, condivise, coinvolgenti. “Il tempo delle vacanze serve a vivere esperienze diverse. Non sempre coincide con la compilazione di un quaderno. A volte, un libro letto con piacere o una giornata passata all’aperto insegnano molto di più. L’importante è valorizzare ciò che si è vissuto e accompagnare il bambino nella ripresa, senza forzature”.
Come affrontare il rientro a scuola secondo i pediatri
Infine, il pediatra ha dato dei suggerimenti per un rientro a scuola meno stressante e da vivere con meno ansia. Il ritorno alla routine scolastica deve avvenire con gradualità, anche se non tutti i compiti dell’estate sono stati terminati.
Bisogna seguire con attenzione i ritmi di ogni bambino e il back to school deve essere affrontato con supporto e fiducia. Agostiniani ha suggerito alle famiglie di non “imporre, ma accompagnare. E un buon dialogo con gli insegnanti è parte essenziale di questo percorso” per ritornare in classe con più serenità.
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