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Compiti per le vacanze, quali sono davvero utili (per Novara) iStock

Compiti per le vacanze, quali sono davvero utili (per Novara)

Il pedagogista Daniele Novara ha parlato dell'utilità dei compiti per le vacanze, spiegando quali sono davvero utili per migliorare l'apprendimento

Stefania Bernardini

Stefania Bernardini

GIORNALISTA

Giornalista professionista dal 2012, ha collaborato con le principali testate nazionali. Ha scritto e realizzato servizi Tv di cronaca, politica, scuola, economia e spettacolo. Ha esperienze nella redazione di testate giornalistiche online e Tv e lavora anche nell’ambito social

I compiti per le vacanze sono visti da molti bambini e adolescenti come un’attività noiosa e inutile. Nei giorni di festa, nessuno vuole tornare con la testa china sui libri a studiare e ripetere nozioni a memoria. Secondo il pedagogista Daniele Novara, ci sono modi alternativi e più efficaci per migliorare l’apprendimento e stimolare la mente rispetto al fare esercizi in solitudine.

Quali compiti sono davvero utili per Novara

In un post su Facebook, Daniele Novara ha sottolineato che “l’apprendimento è innanzitutto una questione applicativa. L’idea che si impari soprattutto ripetendo nozioni, concetti e contenuti appartiene a una visione della scuola precedente alle grandi scoperte neuroscientifiche degli ultimi trent’anni, a partire dalla teoria delle intelligenze multiple di Howard Gardner”.

Per il pedagogista, in pratica, studiare in solitudine senza mettere in pratica ciò che si sta apprendendo, non è poi così utile.

“Non solo l’apprendimento è applicativo ed esperienziale ma le ricerche confermano anche l’importanza decisiva dell’elemento imitativo nel processo di imparare. Al contrario, una dimensione di studio solitario e forzato, com’era tipico della scuola di un tempo, oggi mostra tutti i suoi limiti”, ha spiegato lo specialista.

Puntando proprio sulla questione dei compiti a casa, Novara ritiene che vada collocata dentro questo quadro, “evitando di trasformarla in un dibattito sterile: compiti sì o compiti no?. Tutto ciò che riguarda l’applicazione pratica dovrebbe appartenere all’ambiente scolastico, inteso come comunità di apprendimento. Ciò che invece si riduce a una semplice ripetizione meccanica di ciò che si fa in classe diventa un esercizio pedante, spesso demotivante, soprattutto per studenti già in difficoltà”.

Per il pedagogista, quando si è in vacanza andrebbero privilegiati i “compiti di realtà“.

Cosa sono i compiti di realtà

Come evidenzia Novara, i compiti di realtà sono attività che permettono “di mettere in pratica competenze e conoscenze senza replicare in modo sterile il programma scolastico”.

Ma quali sono queste attività? Secondo il pedagogista le possibilità sono praticamente infinite e vanno dalla “lettura di un libro, la tenuta di un diario, una piccola ricerca matematica basata su dati reali (“quante auto passano nella mia strada in un’ora?”, “quante si fermano sulle strisce per far passare i pedoni?”), la visita a una mostra o a un museo, la visione ragionata di un film o di un documentario selezionato con cura, evitando il consumo dispersivo tipico delle piattaforme”.

I compiti di realtà possono essere anche attività motorie o sportive, “dato che l’educazione fisica fa parte integrante del curriculum scolastico; oppure una pratica religiosa, allo stesso modo presente nella formazione; o, per gli studenti più grandi, la partecipazione ad attività politiche o civiche, come previsto dall’educazione civica. Rientrano in questo approccio – si legge ancora nel post dello specialista – anche le visite a luoghi geograficamente significativi o ai tanti reperti storici e segni del passato che costellano le nostre città e che possono diventare materiale prezioso per attività di tipo esplorativo e problematizzante”.

L’appello a Bolzano alle scuole sui compiti per le vacanze

In Alto Adige un appello alle scuole proprio a proposito dei compiti per le vacanze di Natale è arrivato dall’Assessore provinciale all’Istruzione e formazione italiana Marco Galateo, di Fratelli d’Italia.

“Studi scientifici confermano che brevi periodi di riposo contribuiscono in modo significativo a migliorare memoria, concentrazione e motivazione, elementi essenziali per affrontare con rinnovata energia il nuovo anno scolastico. Per questi motivi vi invito a considerare un equilibrio più moderato nella quantità di compiti per casa assegnati durante le vacanze natalizie”, ha scritto il politico agli istituti scolastici del territorio.

Riconoscendo “l’importanza di garantire la continuità dell’apprendimento e di sostenere in modo efficace il percorso educativo dei nostri studenti e studentesse” l’assessore ha invitato anche a “considerare il loro benessere psicofisico“.