Compiti delle vacanze e IA, come battere la Summer learning loss
I compiti delle vacanze spesso vengono fatti con l'IA: il rischio è che durante l'estate si perdano le competenze acquisite durante l'anno scolastico
Con l’arrivo dell’estate le scuole italiane chiudono per una lunga pausa e studenti e studentesse si ritrovano a dover fare i compiti che gli insegnanti hanno assegnato per le vacanze. Sempre più spesso si ricorre all’intelligenza artificiale per far prima e meglio. Ma ci sono dei rischi che si devono considerare: gli esperti hanno spiegato che la "summer learning loss", la perdita di apprendimenti durante l’estate, è uno degli aspetti da non sottovalutare. Come affrontarla?
Il "problema" dei compiti delle vacanze fatti con l’IA
Quando le scuole finiscono a giugno, inizia per studenti e studentesse il periodo delle lunghe vacanze estive. Molti insegnanti decidono di dare dei compiti delle vacanze, per poter ripassare quanto appreso durante l’anno scolastico e ritornare in classe a settembre senza aver dimenticato tutto. Il dibattito sull’utilità di queste assegnazioni, però, divide ogni anno non solo le famiglie, ma anche i docenti stessi. Sul Corriere della Sera Anna Rosa Besana, docente di Lettere in pensione, e Rossella Gattinoni, insegnante di Lettere in un liceo della Brianza, hanno voluto approfondire la questione, dando anche dei suggerimenti.
Il problema è che sempre più spesso ragazzi e ragazze sfruttano l’intelligenza artificiale per svolgere gli esercizi assegnati per le vacanze. Se la mole di lavoro per l’estate è troppo pesante, il rischio è quello che si possa ricorrere alla tecnologia per evitare stress e per godersi l’estate in tutta tranquillità. Anche in passato studenti e studentesse hanno trovato degli escamotage per evitare di studiare nei mesi estivi, anche quando l’IA non era presente nella nostra quotidianità.
Il rischio, però, è rappresentato dal fatto che non facendo nulla per tre mesi si rischia di perdere tutto quello che si è studiato e appreso nell’anno precedente.
Cos’è il summer learning loss e quali sono i rischi
Il rischio della "summer learning loss" è evidente. Si tratta di un fenomeno studiato da anni in ambito educativo, che indica il calo delle competenze e delle conoscenze maturate durante l’anno scolastico a causa della lunga pausa estiva. L’obiettivo dei compiti estivi è proprio quello di limitare questo fenomeno. L’impatto può essere maggiore se si fa riferimento ai ragazzi più fragili.
Di solito gli insegnanti sono soliti diversificare i compiti estivi dando assegnazioni diverse a chi ha un debito formativo e a chi è stato promosso a giugno. I primi di solito frequentano corsi di recupero durante l’estate, che non sempre sono sufficienti a colmare le lacune più gravi: chi non può pagarsi lezioni private, potrebbe comunque rimanere indietro con i programmi scolastici. Ai secondi, invece, vengono proposti compiti che però non vengono quasi mai svolti, se non con qualche aiutino, soprattutto quando vengono caricati di lavoro da tutti i docenti.
Per questo ci si chiede se abbia ancora senso darli, anche alla luce dell’uso che ragazzi e ragazze fanno dell’intelligenza artificiale.
Come evitare la perdita di apprendimenti durante la pausa estiva
Secondo le due professoresse di Lettere al liceo, bisognerebbe cambiare mentalità quando si parla di compiti per le vacanze. Si potrebbero proporre non esercizi, ma libri da leggere anche sotto l’ombrellone o nel tempo libero, anche in formato digitale, così da avere la lettura sempre pronta a disposizione. Si possono scegliere anche in base agli interessi personali degli studenti e non solo con "imposizioni" dall’alto.
Oltre al classico riassunto, facilmente fattibile con l’IA, si potrebbero proporre ai ragazzi attività che richiedano una rielaborazione personale, come un questionario che possa aiutare a migliorare la capacità di comprensione del testo o un dibattito da organizzare in classe al rientro a scuola.