Salta al contenuto
Il cantante Ultimo Ansa

Concerto Ultimo, il caso di studio all'università di Tor Vergata

Studenti e studentesse dell'Università Roma Tor Vergata saranno coinvolti nel grande show che Ultimo ha in programma nella capitale il 4 luglio 2026

Patrizia Chimera

Patrizia Chimera

GIORNALISTA PUBBLICISTA

Giornalista pubblicista, è appassionata di sostenibilità e cultura. Dopo la laurea in scienze della comunicazione ha collaborato con grandi gruppi editoriali e agenzie di comunicazione specializzandosi nella scrittura di articoli sul mondo scolastico.

Il concerto di Ultimo a Roma è oggetto di studio dell’Università di Roma Tor Vergata. Il cantante è atteso dai suoi fan nella capitale, con l’evento "Ultimo 2026 – La favola per sempre" in programma sabato 4 luglio a Tor Vergata. Il live ha registrato il sold out in sole tre ore e con un anno di anticipo: sono stati, infatti, venduti 250mila biglietti. L’ateneo romano ha avviato un progetto di ricerca dedicato alle tecnologie per lo spettacolo, seguendo da vicino il backstage di questo evento da record: come riportato dai media italiani è, infatti, il più grande concerto a pagamento di sempre in Italia, il secondo a livello mondiale.

Il concerto di Roma di Ultimo oggetto di studio di Tor Vergata

Nathan Levialdi Ghiron, rettore dell’Università di Roma Tor Vergata, ha annunciato, in un comunicato diffuso alla stampa, che l’ateneo è coinvolto in questo grande evento per un’attività di ricerca unica nel suo genere. Il live è ospitato, infatti, all’interno del campus universitario, su un’area di 150 mila mq (15 ettari). Tanti studenti e studentesse dell’università sono stati coinvolti per progetti di tesi, stage, ricerca.

Alcuni universitari di Roma Tor Vergata, ad esempio, partecipano al progetto di ricerca guidato dai professori Marco Re e Mauro De Sanctis, del dipartimento di Ingegneria Elettronica. Insieme a Vivo Concerti, produttore e organizzatore dell’evento, e Agorà, che cura la parte tecnologica legata ad audio, video e luci, affiancheranno i tecnici nella produzione del grande show.

Le attività di ricerca riguardano soprattutto l’impatto acustico e le emissioni sonore nelle zone posteriori e laterali del palco e le telecomunicazioni: sarà studiato lo stato del traffico di dati di decine di migliaia di smartphone presenti in quello spazio ristretto. Alcuni studenti avranno anche un ruolo operativo nel concerto del 4 luglio: attraverso internship extracurricolari vivranno in prima persona il lavoro di organizzazione e di gestione di un live così importante.

Nel comunicato si legge: "La realizzazione de La Favola per Sempre all’università di Roma Tor Vergata è un’occasione più unica che rara, e un caso di studio senza precedenti, per avvicinare l’Ateneo, gli studenti e il mondo del lavoro".

Che scuola ha fatto Ultimo

Ultimo, pseudonimo di Niccolò Moriconi, è nato a Roma il 27 gennaio del 1996. Cresciuto nel quartiere romano di San Basilio, è figlio di un ingegnere civile, Sandro Moriconi, e di un’impiegata Enel, Anna Sanseverino, che hanno anche altri due figli, Lorenzo e Valerio.

Ha iniziato a studiare pianoforte e composizione al Conservatorio Santa Cecilia all’età di 8 anni. A 14 anni ha poi iniziato a scrivere le sue canzoni. Nel 2010 ha cominciato a studiare canto e pianoforte alla Melody Music School.

Dopo le scuole medie, ha frequentato l’Istituto magistrale statale Giordano Bruno di Roma, dove ha conseguito il diploma di Maturità. Ultimo ha raccontato di essere stato bocciato due volte al liceo: alle medie andava bene, poi "qualcosa è cambiato. Sentivo una forte pressione". Il soprannome deriva proprio dalle due bocciature: "La sensazione di essere ultimo è nata nell’adolescenza: sono stato bocciato due volte al Liceo e quando ero in seconda i miei amici erano già in quarta. Mi sentivo indietro rispetto agli altri. Ma avevo il mio sogno della musica".

La materia che Ultimo vorrebbe a scuola

Dialogando con lo psichiatra Paolo Crepet, Ultimo ha proposto di introdurre a scuola una nuova materia. Il cantante ha risposto a una domanda dello scrittore, che gli ha chiesto: "Perché tutto il rap arriva dalle periferie? Ve lo siete mai chiesti? Perché il desiderio è mancanza e nelle periferie c’è mancanza".

"Non voglio parlarne in modo superficiale. Io ho avuto tutto, sono cresciuto bene", ha svelato il cantante, aggiungendo: "Credo che questo mito della periferia sia anche molto fraintendibile a volte, io ho sempre vissuto in modo del tutto normale anche le persone che avevo intorno. Quello che manca a volte sono veramente i sogni". Poi il rapper ha lanciato una proposta: "Credo che nelle scuole una cosa che potrebbe aiutare e avrebbe aiutato anche me è aggiungere una materia che ti aiuti a capire chi sei, quello che vuoi o non vuoi per niente, quello che ti viene anche facile e perseguirlo".