Concerto Ultimo a Roma, i 2 esperimenti scientifici a Tor Vergata
Il rettore di Tor Vergata ha svelato che il concerto di Ultimo a Roma ha permesso di portare avanti due importanti esperimenti scientifici
Il concerto di Ultimo a Tor Vergata non è stato solo il più grande live mai organizzato in Italia (e il secondo al mondo per numero di persone). Questa è stata anche l’occasione per l’università romana di portare avanti due importanti esperimenti scientifici. Nathan Levialdi Ghiron, rettore dell’ateneo della capitale, ha spiegato che questo evento ha coinvolto tantissimi studenti e ricercatori: il concerto è diventato un laboratorio di innovazione.
Gli esperimenti dell’Università di Tor Vergata durante il concerto di Ultimo
Sabato 4 luglio 2026 a Tor Vergata Ultimo si è esibito davanti a 250mila fan. I biglietti sono andati sold out a poche ore dall’inizio delle vendite, a un anno di distanza dall’evento. Un appuntamento musicale senza precedenti, che però ha rappresentato anche un’occasione fondamentale per l’università romana.
Il rettore di Tor Vergata ha svelato che durante la serata sono stati portati avanti anche due esperimenti scientifici molto importanti. Ad Adnkronos Nathan Levialdi Ghiron ha raccontato: "Durante questo evento sono stati realizzati due esperimenti scientifici: uno dedicato alla propagazione del suono e l’altro alla propagazione del segnale delle telecomunicazioni".
Ma non solo, perché allo stesso tempo "altre studentesse e altri studenti sono stati impegnati direttamente nell’organizzazione, nella logistica e negli aspetti operativi di un evento di queste dimensioni", ha aggiunto il rettore nell’intervista.
Le parole del rettore di Tor Vergata sul concerto di Ultimo
Nathan Levialdi Ghiron ha raccontato che il live romano di Ultimo è stato "un evento molto importante per la nostra università perché ci consente, ancora una volta, di riportare la collaborazione interistituzionale al centro e di farne un elemento di grande inclusione". Tor Vergata, ha sottolineato il rettore, non è "soltanto un’università in grado di accogliere una moltitudine di persone, ma anche un Ateneo capace di attivare un ruolo proattivo dei propri studenti, contribuendo concretamente alla riuscita dell’evento".
Questo grande appuntamento musicale ha permesso anche di raccontare l’apertura dell’università verso il territorio e la comunità: "La possibilità di accogliere cittadini e persone provenienti anche dall’estero costituisce per noi un elemento particolarmente qualificante", ha affermato, ricordando quanto l’area di Tor Vergata si è distinta negli ultimi anni come luogo perfetto per ospitare grandi eventi. "Sia il Giubileo dello scorso anno sia il concerto di Ultimo hanno dimostrato che, grazie a una forte collaborazione interistituzionale, questo spazio è in grado di accogliere un numero molto elevato di persone".
Il rettore ha poi concluso il suo intervento ricordando che "ogni volta che ci sarà la possibilità di coinvolgere attivamente i nostri studenti, saremo disponibili a sostenere nuove iniziative di questo tipo".
L’intervento di Ultimo a Tor Vergata con Paolo Crepet
A maggio 2026 Ultimo ha dialogato all’Università di Roma Tor Vergata insieme a Paolo Crepet. Davanti a 300 studenti riuniti nell’Auditorium Ennio Morricone della Facoltà di Lettere e Filosofia, cantante e psichiatra hanno affrontato il tema del futuro dei giovani.
"Ultimo sa comunicare, con un’onestà a tratti brutale, quel senso di precarietà esistenziale che affligge una fetta significativa della gioventù odierna, dando forma e risonanza alle istanze interiori più recondite e alle emozioni che spesso faticano a trovare cittadinanza nel dibattito pubblico", ha affermato in quell’occasione il rettore. Il cantante, rispondendo a una domanda di Crepet, ha parlato del "mito della periferia", che secondo lui è "anche molto fraintendibile a volte, io ho sempre vissuto in modo del tutto normale anche le persone che avevo intorno. Quello che manca a volte sono veramente i sogni".
In questa occasione Ultimo ha proposto di introdurre una nuova materia a scuola: "Credo che nelle scuole una cosa che potrebbe aiutare e avrebbe aiutato anche me è aggiungere una materia che ti aiuti a capire chi sei, quello che vuoi o non vuoi per niente, quello che ti viene anche facile e perseguirlo".