Concorsi università e vincitori già noti: Crisanti choc in Senato
Choc in Senato: la denuncia del microbiologo e senatore del Pd Andrea Crisanti sui concorsi nelle università in cui i vincitori sono già noti
Il microbiologo e docente all’Università di Padova e all’Imperial College di Londra Andrea Crisanti, oggi senatore del Partito democratico, ha lanciato un atto di accusa nei confronti del sistema universitario italiano. Dopo l’approvazione al Senato della riforma del reclutamento del personale universitario, che ora passa all’esame della Camera, Crisanti ha pubblicato su Insagram lo spezzone del suo intervento contro il disegno di legge promosso dal Governo Meloni. Il professore torna a denunciare le criticità dei concorsi nelle università, troppo spesso – a suo dire – caratterizzati da vincitori già noti ancor prima della selezione.
Cos’ha detto Crisanti sul sistema universitario in Italia: l’attacco
“Io in quarant’anni di carriera non sono a conoscenza di un singolo concorso di cui non si sapesse il vincitore prima. E non c’è un singolo docente che mi abbia mai smentito. Questa è la situazione dei nostri atenei oggi”. Inizia così l’attacco di Andrea Crisanti in Senato, che torna a denunciare le criticità del sistema accademico italiano, focalizzandosi principalmente sulla trasparenza dei bandi universitari.
Dopo l’approvazione in Senato della “Revisione delle modalità di accesso, valutazione e reclutamento del personale ricercatore e docente universitario“, che adesso passa all’esame della Camera, il senatore dem ha pubblicato su Instagram uno spezzone del suo intervento in aula durante la discussione del ddl.
Crisanti ha proseguito: “La maggior parte del nostro personale all’università ha fatto la laurea all’università, ha fatto il dottorato all’università, ha fatto il ricercatore, l’associato e il professore. Ministro, questa è una piaga che incide profondamente sulla qualità dei nostri atenei“.
Crisanti contro la riforma del reclutamento dei docenti all’università
“La riforma del reclutamento universitario voluta dal governo preserva tutte le attuali criticità dei concorsi universitari che umiliando il talento, mortificando l’integrità e premiando il servilismo hanno sterilizzato la libertà e l’indipendenza dei nostri ricercatori“, ha scritto Crisanti su Instagram.
Secondo il parlamentare, “incentivando ancora di più l’assunzione di personale docente con l’intera carriera nella stessa università, infatti, si rafforza un meccanismo di selezione che ha avuto un impatto devastante sulla qualità della ricerca e dell’insegnamento nei nostri Atenei”.
Il senatore ha evidenziato che in Italia l’80% dei docenti ha svolto la propria carriera accademica all’interno della stessa università, dalla laurea al dottorato fino all’assegnazione di una cattedra. Una percentuale molto elevata se confrontata con la media europea (55%) e con quella del Regno Unito (35%) segnalate da Crisanti.
“Il risultato? Tra le 100 migliori università del mondo non c’è neanche un’università italiana. 40 sono negli Stati Uniti, 10 nel Regno Unito, 7 in Germania e 5 in Francia”, ha aggiunto il microbiologo.
Secondo Crisanti, “i nostri ragazzi se ne vanno all’estero perché qui non trovano opportunità. Ma io non ho nulla in contrario che i nostri vadano all’estero, si arricchiscano di professionalità, facciano nuove esperienze. Mi piacerebbe che contaminassero tutte le loro esperienze tornando. La cosa più preoccupante è che non torna nessuno in Italia. E non solo: gli stranieri in Italia non ci vengono. Questo è il problema”.
Il sistema universitario italiano “avrebbe bisogno di una riforma strutturale capace di premiare finalmente il merito e la competenza anziché il servilismo. Il governo Meloni, ancora una volta, dimostra di voler andare nella direzione opposta”, ha concluso Andrea Crisanti.
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