Consenso informato a scuola, il chiarimento di Valditara
Il chiarimento del ministro dell'Istruzione Giuseppe Valditara sulla legge sul consenso informato a scuola, approvata definitivamente lo scorso giugno
Continua a far discutere la legge sul consenso informato a scuola, approvata in via definitiva al Senato lo scorso giugno. Con questa nuova norma, le scuole medie e superiori dovranno chiedere il consenso scritto e preventivo dei genitori per la partecipazione degli studenti a iniziative didattiche o extracurriculari legate all’educazione sessuale, o agli studenti stessi se maggiorenni. Inoltre, vieta di svolgere qualsiasi progetto che riguardi la sfera della sessualità nelle scuole dell’infanzia e alla primaria. La norma ha generato un acceso dibattito pubblico e numerose polemiche. In questo articolo vediamo il chiarimento del ministro dell’Istruzione e del Merito Giuseppe Valditara, promotore del provvedimento.
Il chiarimento del ministro Valditara sul consenso informato a scuola
Dal prossimo anno scolastico, le scuole secondarie che vorranno organizzare attività curriculari o extracurricolari in tema di educazione sessuale dovranno ottenere il consenso informato delle famiglie che permetterà agli studenti di partecipare. È quanto previsto dal ddl Valditara, che ha ottenuto il via libera del Parlamento lo scorso giugno diventando legge (legge 104/2026).
La norma ha ricevuto, e continua a ricevere, molte critiche. Per questo il ministro ha cercato di fare chiarezza in una nuova intervista rilasciata a Esperia, canale media dedicato a politica e attualità.
Valditara ha sottolineato che con le nuove Indicazioni nazionali (ex programmi scolastici) "l’educazione alla sessualità intesa in senso biologico, la conoscenza del corpo umano, il tema del concepimento e della riproduzione, il tema del contrasto alle malattie, della prevenzione nei confronti delle malattie sessualmente trasmissibili, per la prima volta viene ad essere obbligatoriamente insegnata nelle nostre scuole".
Tutto questo, ha evidenziato, diventa "obiettivo di apprendimento obbligatorio, non soggetto a consenso informato".
Ebbene, cos’è oggetto del consenso informato? "Essenzialmente le cosiddette teorie gender", ha risposto Valditara, "cioè quelle teorie che intendono superare l’identità di genere maschile e femminile, l’identità cosiddetta binaria, a favore di una pluralità tendenzialmente indefinita di generi", dove il genere è inteso "come vissuto personale sganciato dalla biologia", ha dichiarato il responsabile dell’Istruzione.
"Noi non vogliamo che a bambini di 6 o 7 anni si insegnino delle teorie che possono creare confusione nella loro mente e confusione sulla loro identità – ha aggiunto -. Per quanto riguarda i ragazzi più grandi, saranno le famiglie a decidere se affrontare, ma con esperti scienziati non con propagandisti, queste tematiche", ha concluso sull’argomento.
Cos’ha detto Valditara sull’educazione alle relazioni a scuola
Nel corso dell’intervista, Giuseppe Valditara ha anche fatto il punto sull’educazione alle relazioni, sottolineando che le nuove linee guida sull’educazione civica e le nuove Indicazioni nazionali hanno reso "per la prima volta obbligatorio insegnare nelle nostre scuole l’educazione al rispetto verso l’altro, chiunque esso sia e qualunque siano le sue scelte sessuali, l’educazione alle relazioni corrette e sane, e l’educazione all’empatia", diventando "obiettivi obbligatori di apprendimento".
In questo rientra anche il contrasto alla violenza di genere: "I nostri ragazzi dovranno necessariamente, a prescindere da qualsiasi consenso informato o non informato dei genitori, imparare a contrastare e stigmatizzare la violenza di genere", ha aggiunto.
Il ministro ha poi evidenziato che l’86,7% delle scuole ha avviato percorsi didattici di contrasto alla violenza, e che nell’87,4% dei casi si tratta di percorsi curriculari. "Spero che finalmente si abbia chiaro che nelle nostre scuole per la prima volta, strutturalmente, contrastiamo la violenza di genere e affermiamo il rispetto, le relazioni sane ed empatia", ha concluso Valditara.