Consenso per la pubblicità sul registro elettronico: il caso
Un genitore ha segnalato una schermata che chiede il consenso alla pubblicità su una piattaforma di registro elettronico ed è scoppiato il caso
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È scoppiato un nuovo caso in tema di pubblicità e registro elettronico. Un genitore ha segnalato che sulla piattaforma Axios, uno dei principali fornitori di registri elettronici utilizzati dalle scuole italiane, è comparsa una schermata che chiedeva agli utenti di esprimere il proprio consenso alla ricezione di comunicazioni e contenuti pubblicitari. Un’opzione non prevista, come ribadito anche da due note del ministero dell’Istruzione e del Merito (MIM), per uno strumento che deve essere "esclusivamente orientati" alla gestione delle attività scolastiche.
Scoppia il caso pubblicità sul registro elettronico: cos’è successo
Il registro elettronico è ormai uno degli strumenti principali attraverso cui famiglie, studenti e insegnanti gestiscono e seguono la vita scolastica. Voti, assenze e comunicazioni passano quotidianamente attraverso queste piattaforme digitali.
Il 15 settembre, su X, un genitore ha denunciato che, una volta effettuato l’accesso al registro elettronico di suo figlio sulla piattaforma Axios, si è imbattuto in una schermata, il cui screenshot è stato riportato nel post, che chiedeva il consenso a ricevere informazioni pubblicitarie.
"Trovo solo io assurdo che per un servizio della scuola pubblica mi si chieda autorizzazione alla profilazione a scopo pubblicitario? Certe domande non dovrebbero nemmeno essere poste", ha commentato l’uomo.
Non è la prima volta che accade. A marzo 2025, una segnalazione simile aveva riguardato un’altra piattaforma di registro elettronico, accendendo l’attenzione sulla questione. In quell’occasione era intervenuto anche il ministro dell’Istruzione e del Merito Giuseppe Valditara, che aveva definito "inaccettabile che sul registro elettronico compaia della pubblicità".
Così, il 4 aprile 2025, il MIM aveva diffuso una nota rivolta alle scuole in cui si sottolineava che i registri elettronici "devono essere esclusivamente orientati al soddisfacimento delle finalità di organizzazione e gestione delle attività educative". Pertanto, il registro elettronico non deve contenere, tra le altre cose, "iniziative commerciali o di marketing" e l'"esposizione di banner pubblicitari o rinvio a siti di terze parti contenenti proposte commerciali di qualunque categoria merceologica", comprese quelle relative a prodotti o servizi collegati alla scuola, come l’acquisto di materiale didattico o di libri.
La stessa indicazione veniva ribadita in una nota successiva del ministero, datata 21 novembre 2025, che richiamava l’attenzione dei dirigenti scolastici sulla necessità di verificare la conformità dei registri elettronici e delle relative applicazioni.
Cos’ha detto il direttore di Axios sul consenso per la pubblicità
Il Corriere della Sera ha chiesto chiarimenti al direttore generale di Axios Italia, Alessandro Patrizi, che ha replicato: "Si tratta di un refuso di un modello obsoleto e ci scusiamo. Capiamo che possa essere una cosa fastidiosa, ma la funzione non è mai stata operativa e non è mai stata messa in atto alcuna azione promozionale". Patrizi ha assicurato che nella versione già in via di pubblicazione "ci sarà l’informativa corretta".
Per completezza di informazione, va ricordato che in Italia non esiste un registro elettronico unico. Ogni scuola sceglie autonomamente la piattaforma da utilizzare, stipulando un contratto con il fornitore prescelto. L’istituto scolastico rimane il titolare del trattamento dei dati personali, mentre il provider del servizio agisce come responsabile del trattamento, limitandosi alle finalità e alle attività previste dall’accordo contrattuale.