Contratto dirigenti scolastici, c'è la firma: cosa cambia
Firmato in via definitiva il nuovo contratto per i dirigenti scolastici: cosa cambia, tutte le novità e il commento del ministro Giuseppe Valditara
Giovedì 6 agosto 2026, dopo l’ok della Corte dei Conti, è stato firmato in via definitiva il Contratto collettivo nazionale di lavoro (Ccnl) per il personale dell’area Istruzione e Ricerca relativo al triennio 2022 2024. Il nuovo contratto, che entrerà in vigore il prossimo 7 agosto, riguarda 7.550 dirigenti scolastici e 360 dirigenti delle università e degli enti di ricerca. Il Ccnl introduce alcune novità relative a ferie, permessi e periodo di prova dei presidi, oltre a prevedere un aumento degli stipendi.
Cosa cambia con il nuovo contratto per i dirigenti scolastici
In primo luogo, il nuovo contratto riconosce ai dirigenti scolastici un aumento di stipendio medio di 500 euro al mese per 13 mensilità (+8,48%), considerando anche le risorse ulteriori a questi destinate dalla legge di Bilancio 2022. Per i dirigenti di università e enti di ricerca, invece, l’incremento è di 503 euro mensili per 13 mesi (+6%). Il Ccnl riconosce anche gli arretrati dall’1 gennaio 2024: per i dirigenti delle scuole l’arretrato medio è di circa 5.800 euro, mentre per quelli delle università e enti di ricerca è di circa 6.000 euro.
Le novità non riguardano solo la parte economica del contratto, ma anche quella normativa. Con il nuovo Ccnl viene modificata la disciplina del periodo di prova. Se un dirigente scolastico, nell’anno di assunzione, non riesce a svolgere i sei mesi di servizio necessari per malattia o per altre situazioni di impedimento previste dalla legge, nel conteggio vengono compresi anche i periodi di servizio effettivo svolti nell’anno scolastico precedente.
Vengono aggiornate anche le regole sulla fruizione delle ferie. Se esigenze di servizio inderogabili o motivate esigenze personali ne impediscono la fruizione durante l’anno scolastico, le ferie potranno essere recuperate entro la conclusione dell’anno scolastico successivo, e non più entro il semestre successivo.
Si amplia inoltre il termine per usufruire dei tre giorni di permesso per lutto, che potranno essere richiesti, anche in modo non continuativo, entro 15 giorni lavorativi dal decesso del congiunto, anziché entro i precedenti sette giorni.
Sul piano disciplinare cambia la soglia che fa scattare il licenziamento in caso di recidiva: la misura si applicherà quando, nel biennio, il dirigente abbia già ricevuto sanzioni superiori a 30 giorni di sospensione, superando la precedente soglia fissata a oltre 20 giorni.
Infine, aumenta la quota di posti destinata alla mobilità interregionale, che passa dal 60% all’80% dei posti annualmente vacanti e disponibili in ciascuna regione, ampliando così le possibilità di trasferimento.
Il commento di Valditara sul nuovo contratto per i presidi
"Abbiamo mantenuto un altro fondamentale impegno finalizzato alla valorizzazione di chi guida le istituzioni scolastiche. La stagione dei blocchi contrattuali è definitivamente chiusa", ha dichiarato il ministro dell’Istruzione e del Merito Giuseppe Valditara commentando la firma del nuovo contratto per i dirigenti scolastici.
Il ministro ha aggiunto: "Continueremo convintamente nelle attività volte a migliorare sempre di più le condizioni retributive e di welfare di chi presta il proprio servizio nelle nostre scuole".
Valditara ha concluso assicurando continuità nelle trattative: "Il nostro lavoro prosegue con il consueto impegno per definire l’atto di indirizzo e avviare le trattative per il triennio 2025 2027, assicurando piena continuità contrattuale a tutto il personale del sistema educativo nazionale".