Corona contro Crepet, giovani e alcol: come insegnare che fa male
Come insegnare ai giovani che l'alcol fa male? Lo scrittore Mauro Corona ha replicato in televisione alle parole dello psichiatra Paolo Crepet
Mauro Corona ha replicato a Paolo Crepet, che aveva commentato le rivelazioni pubbliche dello scrittore riguardo ai suoi passati problemi con l’alcol. Secondo lo psichiatra, per insegnare ai giovani che bere fa male non sono necessarie le testimonianze di chi ha sofferto o soffre di alcolismo: serve tutt’altro.
- Corona attacca Crepet su giovani e alcol
- Cosa aveva detto Crepet su Corona
- Come insegnare ai giovani che l'alcol fa male (per Crepet)
Corona attacca Crepet su giovani e alcol
“Cosa vuole che risponda a un vanitoso simile? Quello si crede Dio”. Inizia così la replica a distanza dello scrittore e alpinista Mauro Corona allo psichiatra Paolo Crepet durante la prima puntata di Carta Bianca, andata in onda il 2 settembre.
“Io non ho mai esaltato il vino o l’alcol – ha precisato Corona -, ho solo messo in luce il mio problema e ho scritto anche un libricino per i giovani ‘Guida poco che devi bere'”.
Sui giovani ha proseguito: “Prima che Crepet si svegliasse, io parlavo ai giovani, per insegnare loro le cautele per non farsi male. Perché pretendere, come vuole Crepet, che i giovani non bevano è come pretendere che non piova“.
Sulla questione, Corona ha aggiunto: “Io sono popolare per la mia distruzione, non perché mi metto sulla poltrona e pontifico. Crepet vuole insegnare come vivere, come fare ai giovani. Impari lui, prima di tutto, a essere umile. Che togliesse un po’ di quella spocchia”.
Cosa aveva detto Crepet su Corona
Tutto è iniziato con un’intervista rilasciata da Mauro Corona al Corriere del Trentino, in cui lo scrittore ha rivelato che da giovane, tra i 20 e i 28 anni, “quasi tutti i giorni” beveva da solo “una intera bottiglia di whisky al giorno dopo essermi fatto dodici birre e un litro di vino”.
Poi è stata la volta di Carlo Budel, scrittore e storico gestore della Capanna Punta Penìa sulla Marmolada, che ha raccontato la sua battaglia – ancora in corso – contro l’alcolismo.
“Ogni vita ha il suo dolore, io lo rispetto ma non c’è niente di eroico in tutto questo”, ha dichiarato Paolo Crepet, commentando le interviste di Corona e Budel. E ha aggiunto: “Credo che Corona sappia quanto sia pericoloso parlare di questo oggi“.
Lo psichiatra ha spiegato che la società odierna è molto diversa da quella di qualche decennio fa: “Oggi non son più uomini che faticano in una bottega di falegname o come muratore, ma sono ragazzini e ragazzine che con i soldi di papà si ubriacano tutte le sere in una piazza del centro storico di una delle nostre meravigliose città”.
Come insegnare ai giovani che l’alcol fa male (per Crepet)
Secondo Crepet, le testimonianze pubbliche su social e quotidiani in tema di dipendenze “non servono” e “non aiutano i giovani”.
Sarebbe invece utile “andare a girare con un telefonino in un reparto di rianimazione di un ospedale e vedere cosa arriva per via dell’alcol, per far capire ad un ragazzo o a una ragazza cosa succede se si torna a casa alle quattro della mattina con venti spritz nello stomaco. Se ti va bene vai a finire in un fosso”, ha concluso lo psichiatra.
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