Cos'è l'alfabetizzazione emozionale, nuovo insegnamento a scuola
A scuola arriva un nuovo insegnamento, l'alfabetizzazione emozionale: il ministro Valditara ha spiegato cos'è durante un'informativa al Senato
Nella scuola dell’infanzia e del primo ciclo arriva un nuovo insegnamento: l’alfabetizzazione emozionale. Ma cos’è e come funziona? Lo ha spiegato il ministro dell’Istruzione e del Merito Giuseppe Valditara.
- A scuola arriva l'alfabetizzazione emozionale: cos'è
- Cos'ha detto Valditara sul tema del rispetto a scuola
- Il piano del MIM per contrastare la violenza a scuola
A scuola arriva l’alfabetizzazione emozionale: cos’è
Nel corso della sua informativa al Senato sulle misure di prevenzione e contrasto dei femminicidi in età adolescenziale, Giuseppe Valditara ha illustrato le principali azioni del suo ministero per combattere ogni forma di violenza a scuola.
Una delle novità citate dal ministro è l’alfabetizzazione emozionale, introdotta dalle nuove Indicazioni nazionali per la scuola dell’infanzia del primo ciclo. Ma di cosa si tratta?
“Nei nuovi programmi scolastici – ha spiegato Valditara – viene anche fatto riferimento all’alfabetizzazione emozionale, cioè all’allenare bambini e bambine a capirsi nella complementarietà delle rispettive differenze“.
“In tale direzione – ha proseguito – è necessario proprio avviare a scuola un profondo lavoro educativo di prevenzione, un’educazione del cuore che crei occasioni didattiche di esperienza, di sentimenti basilari come la fiducia, l’empatia”.
Nelle nuove Indicazioni nazionali, ha aggiunto, “abbiamo proprio sottolineato l’importanza di educare all’empatia, alla tenerezza, all’incanto, alla gentilezza. Una scuola che educa alla gentilezza per una società ‘più gentile’“.
Tutte le discipline, “dall’educazione motoria alla letteratura, alle STEM, alla musica, alle arti, alla scrittura, al cinema, al teatro, al gioco, sono dunque grandi alleati in questa visione, in queste nuove indicazioni”.
È inoltre “fondamentale che questa azione preventiva avviata a scuola abbia un carattere di continuità tra i diversi gradi di istruzione, sia trasversale alle discipline scolastiche e venga anche progettata dalla scuola in collaborazione con enti territoriali e con associazioni”, ha specificato.
Cos’ha detto Valditara sul tema del rispetto a scuola
Nel suo intervento, Valditara ha evidenziato che “il tema del rispetto e del contrasto ad ogni forma di violenza e sopraffazione costituisce il fondamento di una parte significativa della mia azione come ministro dell’Istruzione e del Merito”.
Questo impegno, ha spiegato, si concretizza in primo luogo nelle nuove Linee guida sull’educazione civica, che “prevedono il tema del rispetto verso chiunque, del rispetto verso la donna in special modo e dell’educazione a relazioni corrette come veri e propri obiettivi di apprendimento”, al pari delle altre materie.
“In nome di questa priorità – ha continuato -, le scuole hanno risposto in modo veramente straordinario”. Valditara ha spiegato che un monitoraggio condotto su 4.000 scuole superiori ha rivelato che circa il 95% degli istituti ha avviato progetti specifici sull’educazione alle relazioni e sul rispetto, coinvolgendo circa un milione di studenti. In circa il 90% dei casi, queste attività si sono svolte in orario curricolare, dimostrando “una forte adesione” al progetto da parte delle istituzioni scolastiche.
“Un altro dato di estremo interesse – ha aggiunto Valditara – è che il sondaggio fatto presso tutti i docenti coinvolti ha rivelato che nel 70% dei casi si è registrata una modificazione in positivo nei comportamenti e nelle dinamiche relazionali degli studenti coinvolti“.
Il piano del MIM per contrastare la violenza a scuola
Per mettere il rispetto al centro nella scuola, il ministro ha citato anche altre misure, come la riforma del voto in condotta. Con questa legge, oltre a introdurre il compito di cittadinanza per chi ha 6 in comportamento, “abbiamo completamente ripensato la funzione delle sanzioni a carico degli studenti – ha affermato -. Non più strumenti unicamente punitivi o sostanzialmente inutili come la sospensione da scuola, lo starsene a casa, ma più scuola e più partecipazione”.
Dopo due giorni di sospensione, infatti, è previsto lo svolgimento di “attività di cittadinanza solidale presso enti, presso associazioni previamente individuati dalle scuole, proprio per imparare, per apprendere la solidarietà, il senso dell’altro, il senso del rispetto verso l’altro, il valore della bellezza dell’altro e del cooperare insieme con l’altro”, ha specificato Valditara.
A questo si aggiunge la stipula di protocolli d’intesa con diverse realtà, tra cui:
- la Fondazione Giulia Cecchettin, “per prevenire ogni forma di violenza sulle donne attraverso il contrasto a stereotipi e discriminazioni di genere”;
- il Consiglio nazionale dell’Ordine degli psicologi, “per favorire un clima di serenità e benessere a scuola” con l’istituzione sperimentale di presidi territoriali di esperti psicologi, finanziati con un fondo dedicato di 10 milioni di euro per il 2025 e 18,5 milioni dal 2026;
- l’Associazione Aspera e OTB Foundation per l’educazione al rispetto reciproco, la non violenza e il contrasto al bullismo e cyberbullismo.
Il ministero dell’Istruzione e del Merito ha anche istituito un tavolo tecnico “per la prevenzione e il contrasto di bullismo e cyberbullismo”, che riunisce tutte le componenti del mondo della scuola e dell’associazionismo per individuare le migliori pratiche da diffondere a livello nazionale.
Infine, è prevista una specifica formazione per i docenti, in collaborazione con enti qualificati, come Indire e l’Ordine degli psicologi, affinché possano implementare in modo efficace e continuativo le Linee guida sull’educazione civica e le Indicazioni nazionali.
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