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Ragazzi e ragazze della Maturità a scuola Ansa

Maturità, cosa succede nelle chat dei genitori durante gli esami

Un lettore ha scritto a un quotidiano raccontando come è stato vissuto l'esame di Maturità dai genitori e dalle famiglie dei maturandi

Patrizia Chimera

Patrizia Chimera

GIORNALISTA PUBBLICISTA

Giornalista pubblicista, è appassionata di sostenibilità e cultura. Dopo la laurea in scienze della comunicazione ha collaborato con grandi gruppi editoriali e agenzie di comunicazione specializzandosi nella scrittura di articoli sul mondo scolastico.

La Maturità non è una sola. C’è quella degli studenti e delle studentesse dell’ultimo anno delle scuole superiori, alle prese con le prove scritte e il colloquio orale. E poi c’è anche quella dei genitori, che si vive anche attraverso le chat di WhatsApp, dove le famiglie dei maturandi si confrontano e sfogano paure e ansie per i loro figli. Mentre ragazzi e ragazze sono in aula ad affrontare le prove previste, sull’app di messaggistica istantanea si vive un altro rito comune, che però vede protagonisti i genitori.

La Maturità dei genitori sulle chat di WhatsApp

La Repubblica ha raccontato la prova conclusiva delle scuole superiori dal punto di vista dei genitori. La giornalista Natalia Aspesi ha pubblicato la lettera di un lettore, Nicola Campoli, che ha svelato com’è stato il suo "secondo esame di Maturità", quello che ha vissuto da genitore, attraverso il racconto della moglie e attraverso il gruppo WhatsApp dei genitori della classe una quinta superiore.

Sua figlia, insieme a tutti gli altri maturandi, era in aula ad affrontare le prove. Ma fuori le famiglie, grazie al digitale, hanno condiviso ansia, paure, aspettative, timori. "Rispetto al passato, oggi questa esperienza, da un po’ di anni, trova uno spazio nuovo: le chat WhatsApp. Piccole comunità che durante la Maturità raggiungono la massima partecipazione".

Cosa fanno i genitori su WhatsApp durante la Maturità

Il lettore ha spiegato che "mentre gli studenti scrivono, fuori dalle aule prende forma una sorta di sala operativa informale. Si raccolgono notizie, si cerca di interpretare silenzi e si costruiscono scenari, nonché ipotesi di riuscita delle prove".

C’è spazio anche per i ricordi condivisi della propria Maturità. Chi ha scritto la lettera lo ha fatto nel gruppo di classe formato durante la pandemia proprio su WhatsApp, dove ha chiacchierato con gli ex compagni dell’esame sostenuto nel luglio del 1985. "Così ho rivissuto piacevolmente alcuni spaccati, belli e brutti, della mia prova di Maturità. Ecco che la rete digitale, ‘oggi per allora’, è servita a una buona causa. Cioè a capire che nessuna ‘frontiera’ si attraversa davvero da soli".

Perché l’esame di Maturità è un momento importante per genitori e studenti

La giornalista ha riflettuto sul ruolo cruciale che questo esame riveste non solo per gli studenti, ma anche per i genitori e le famiglie. Rivolgendosi al lettore, Natalia Aspesi ha affermato: "L’esame di Maturità, adesso, come ogni anno, resta un momento di grande importanza, per i genitori e gli studenti; per lei poi, a capire che ‘nessuna frontiera si attraversa davvero da soli’".

Aspesi ha poi riflettuto su come sono cambiate le cose in questi 40 anni. "Così essendo legato da una ‘simpatica’ quotidianità digitale con la sua classe di liceo scientifico, lei ha chiesto ricordi ed emozioni di quei giorni, dedicati alla sua prova di Maturità. Allora, era il luglio dell’85, non c’era ancora il piacere e l’orrore dei social", ha sottolineato la giornalista, chiedendosi: "Ma allora era peggio o meglio? Io direi che era peggio, ma non si può. Cosa farebbero quelli che noiosamente continuano a imprecare contro tutti e tutto: si sparerebbero?".