Cosa deve insegnare la scuola (ai genitori) per Novara
Cosa deve insegnare la scuola ai genitori? A rispondere è il pedagogista Daniele Novara, che sui social ha lanciato un appello agli insegnanti
In un panorama scolastico che cambia rapidamente, il rapporto tra insegnanti e genitori è un tema di discussione costante. Mentre spesso si tende a puntare il dito contro le famiglie per le difficoltà dei figli, il pedagogista Daniele Novara propone un cambio di prospettiva: non colpevolizzare, ma aiutare. Il suo appello, lanciato attraverso i social media, ribalta il paradigma, invitando gli insegnanti a diventare una guida per le famiglie, convinto che solo così si possa garantire il successo formativo degli studenti. Nel suo post, l’esperto ha spiegato cosa deve insegnare la scuola ai genitori per supportarli nell’educazione dei loro figli.
L’appello di Novara agli insegnanti per “aiutare” i genitori
“I genitori non vanno colpevolizzati, vanno aiutati. Se non aiuti i genitori, non aiuti i figli“, ha scritto Daniele Novara sulla sua pagina Facebook. Secondo il pedagogista, il primo passo per costruire un’alleanza educativa solida scuola-famiglia è abbandonare la cultura della colpevolizzazione. L’idea che i genitori debbano essere rimproverati per le lacune dei figli è, a suo avviso, controproducente. La vera sfida, infatti, non è individuare il “genitore sbagliato” perché “in un certo senso lo sono tutti”, ma attuare una profonda e generalizzata “azione pedagogica” che coinvolga l’intera comunità genitoriale.
In quest’ottica, la scuola assume un ruolo proattivo, che va oltre l’insegnamento delle materie. I docenti, secondo Novara, dovrebbero spiegare alle famiglie alcuni “principi pedagogici di base”, che sono fondamentali per lo sviluppo equilibrato del bambino.
Il primo di questi individuato dall’esperto è “il tempo-sonno“. In un’epoca in cui i ritmi di vita sono sempre più frenetici e l’esposizione a stimoli digitali è costante, “gli adulti non sanno più nemmeno quante ore di sonno servono a un bambino” e “pensano che sia normale stare svegli fino alle undici di sera”.
Un altro punto cruciale menzionato da Novara è “l’importanza di una buona colazione“. Spesso sottovalutata o consumata di fretta, la colazione è il carburante che permette al cervello di funzionare al meglio per tutta la mattinata. Gli insegnanti, attraverso incontri, comunicazioni o iniziative mirate, potrebbero sensibilizzare i genitori sul valore nutrizionale e sull’importanza di questo pasto.
Infine, il terzo elemento fondamentale per il pedagogista è “la riduzione dell’esposizione ai videoschermi“. Tablet, smartphone e televisori sono ormai onnipresenti, ma il loro uso smodato può compromettere l’attenzione, la creatività e la socializzazione dei più giovani.
L’approccio di Novara è quindi un invito alla collaborazione e alla condivisione di conoscenze orientato a trasformare la scuola in un centro di supporto per la crescita e l’educazione a 360 gradi.
Perché “sarebbe utile evitare il registro elettronico” per Novara
“Sarebbe anche molto utile evitare il registro elettronico“, ha proseguito Novara, che individua in questo strumento uno dei principali ostacoli a una sana relazione tra scuola e famiglia.
Se da un lato è stato introdotto con l’intenzione di garantire trasparenza e comunicazione immediata, dall’altro, per l’esperto, ha creato una forma di “iper-coinvolgimento” dei genitori che rischia di essere dannosa. “Così è come se i genitori andassero a scuola con i figli“, ha spiegato aggiungendo: “La prima cosa che fanno al mattino è entrare a guardare i voti”.